<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502</id><updated>2012-01-28T20:02:08.949+01:00</updated><category term='Hakuin'/><category term='femminismo'/><category term='facebook'/><category term='la rete'/><category term='indignados.'/><category term='relatività'/><category term='Filosofia orientale'/><category term='flatlandia'/><category term='Trading automatico'/><category term='presentazione'/><category term='e-ink'/><category term='Cristianesino'/><category term='abbott'/><category term='Psicoattivi'/><category term='religione'/><category term='costruttivismo'/><category term='einstein'/><category term='Aborto'/><category term='benvenuti'/><category term='fede'/><category term='Veleno per il cuore'/><category term='e-book'/><category term='consapevolezza'/><category term='fisica'/><category term='letteratura'/><category term='superstringhe'/><category term='AI'/><category term='cinema'/><category term='dennett'/><category term='internet'/><category term='filosofia'/><category term='Banche'/><category term='potere'/><category term='8 marzo'/><category term='Politica'/><category term='memetica'/><category term='devianza'/><category term='scienza'/><category term='diritto'/><category term='Racconto'/><category term='P2P'/><category term='rue486'/><category term='coscienza condivisa'/><category term='morale'/><category term='Economia'/><category term='social network'/><title type='text'>Q.E.D. Spotlight</title><subtitle type='html'>Come passanti...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>58</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-8067013241006530236</id><published>2012-01-28T16:21:00.000+01:00</published><updated>2012-01-28T16:23:52.800+01:00</updated><title type='text'>Slide 3 - Fuori dalla storia.</title><content type='html'>C’è una leggenda nella tradizione mitologica gnostica a cui sono particolarmente legato.&lt;br /&gt;Pare che nella battaglia tra l’arcangelo Michele e il diavolo, le schiere degli angeli scesero in campo, chi combattendo a fianco dell’uno, chi dell’altro. Dopo la sconfitta di Lucifero, i suoi angeli furono sprofondati all’inferno, mentre le schiere di Michele ascesero con lui in paradiso.&lt;br /&gt;Qui sorse un problema: c’erano stati degli angeli, chi per pigrizia, chi per paura, chi perché di cuor gentile, che non avevano partecipato alla battaglia. Non erano scesi in campo, né per l’uno, né per l’altro. Erano rimasti a guardare.&lt;br /&gt;Pare però, che esitare che non sia permesso “colà dove si puote”, così questi imboscati della guerra celeste furono scagliati nel mondo e condannati ad essere uomini. Il contrappasso è servito!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia inizia così, con una condanna. La condanna ad agire.Se fare il primo passo nella storia è il peccato originale dell’umanità, la fonte del male e della sofferenza, chi ci ha obbligati a farlo?Pare che qui ricadiamo nel caso in cui ci tocca di “più non dimandare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste considerazioni sono così presenti nella mia esperienza che a poco a poco sono scivolate nello scontato. Eppure può succedere che, prendendo un aereo, le considerazioni scontate non facciano in tempo a rincorrerci per via della velocità di crociera e tutto ad un tratto ci ritroviamo a doverne fare a meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-igaw6xMyMIk/TyQObZXh2AI/AAAAAAAAADc/e11LP-286bA/s1600/DSCN1089.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-igaw6xMyMIk/TyQObZXh2AI/AAAAAAAAADc/e11LP-286bA/s320/DSCN1089.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ora vi chiederete, chi sono questi due nella foto?Sono due angeli, condannati come tutti a cadere nella storia, con la non trascurabile differenza, che quando sono arrivati nel mondo la porta della storia era già chiusa e si sono trovati sull’uscio, un po’ spaesati e un po’ interdetti.&lt;br /&gt;Non te ne accorgi subito. A prima vista sembrano angeli caduti come gli altri, l’unica differenza è il passaporto. Però poi ci parli un po’ e la loro sconcertante ingenuità ti colpisce come un pensiero che non hai mai preso in considerazione.&lt;br /&gt;Capita che mentre mangi un gelato si avvicina un troncone di uomo, striscia su due moncherini che chissà dove ha lasciato le gambe e doveva pesargli pure un braccio, o magari poteva cavarsela anche solo con uno: aiutatemi, ho fame!&lt;br /&gt;E’ in queste occasioni che, anche senza guardare il passaporto, ti accorgi di quanto siano differenti gli angeli rimasti fuori dalla porta, rispetto a quelli che sono caduti proprio in mezzo alla storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;J: Non è giusto!&lt;br /&gt;V: Cosa?&lt;br /&gt;J: Che noi possiamo mangiare il gelato e quell’uomo è ridotto in quel modo.&lt;br /&gt;V: E’ un gelato terribile, probabilmente il peggiore che abbia mai mangiato nella mia vita.&lt;br /&gt;J: Io non riesco nemmeno a guardarlo, come è possibile ridursi così, come si può vivere così?&lt;br /&gt;V: E’ la guerra. Alcuni muoiono e ad altri va peggio.&lt;br /&gt;J: Non si dovrebbero mai fare le guerre.&lt;br /&gt;V: Davvero?&lt;br /&gt;J: Si, sono terribili! Io sono un insegnante e cerco di insegnare ai miei alunni che fare del male agli altri è la cosa peggiore.&lt;br /&gt;V: Si fa del male perché siamo obbligati a scegliere, perché dobbiamo agire, in un modo o nell’altro.&lt;br /&gt;J: Non capisco.&lt;br /&gt;V: Lo so, sei australiana. La storia vi ha chiuso fuori della porta.&lt;br /&gt;J: Possiamo andare via, mi mette a disagio quell’uomo.&lt;br /&gt;V: E’ solo un uomo come gli altri, tira a campare come tutti, gli è solo andata particolarmente male. Non ti fa nulla, al massimo, se te la vedi brutta puoi correre, dubito possa raggiungerti.&lt;br /&gt;J: Sei un imbecille.&lt;br /&gt;V: E’ sempre un piacere…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-heyOSizucCc/TyQPux_oCjI/AAAAAAAAADo/EDt2-n4d-Fg/s1600/DSCN1195.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-heyOSizucCc/TyQPux_oCjI/AAAAAAAAADo/EDt2-n4d-Fg/s320/DSCN1195.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Aveva ragione eh, sia chiaro, sono un imbecille e non nascondo di averci preso gusto in quella discussione. Il fatto è che mi ero improvvisamente reso conto di quanto mi desse fastidio il privilegio di chi, nella caduta, ha avuto una sorte così fortunata da fermarsi fuori dalla porta della storia. In un certo senso la punizione per quegli angeli non si è mai concretizzata. Fuori dagli eventi, fuori dal dolore, fuori dalle scelte che hanno contribuito ai massacri e alle tribolazioni dei millenni.&lt;br /&gt;Se nasci in Europa la storia di tutti i drammi del tempo te la senti sulle spalle, nasci in Nuova Zelanda e sono un paio di paginette in un manuale delle scuole superiori.&lt;br /&gt;Ma forse è semplicemente che ci piace tanto sentirci eroi tragici. Le leggende alla fine servono solo a compiacerci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-8067013241006530236?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/8067013241006530236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2012/01/fuori-dalla-storia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8067013241006530236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8067013241006530236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2012/01/fuori-dalla-storia.html' title='Slide 3 - Fuori dalla storia.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-igaw6xMyMIk/TyQObZXh2AI/AAAAAAAAADc/e11LP-286bA/s72-c/DSCN1089.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-1496250214723564052</id><published>2012-01-19T16:44:00.005+01:00</published><updated>2012-01-19T20:28:19.541+01:00</updated><title type='text'>Slide 2 - I'm on sale.</title><content type='html'>V: Ciao, che fai qui, tutta sola?&lt;br /&gt;W: Sono in vendita.&lt;br /&gt;V: Mmm. E quanto costi?&lt;br /&gt;W: Diecimila.&lt;br /&gt;V: Diecimila. Non ho così tanti soldi in tasca (peccato). Ci si vede (Ci si vede? Bah).&lt;br /&gt;W: Dove vai?&lt;br /&gt;V: Lì, mi prendo due birre e poi vado a letto, è stata una giornata lunga.&lt;br /&gt;W: Aspetta!&lt;br /&gt;V: Aspetta?&lt;br /&gt;W: Si. Vengo anch’io.&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;V: Due birre, per favore.&lt;br /&gt;W: Preferisco il tè.&lt;br /&gt;V: Una birra e un tè caldo, per favore.&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;V: …&lt;br /&gt;W: Non dici nulla?&lt;br /&gt;V: Non saprei che dire. Se ti chiedo come mai una ragazza così bella è in vendita ai lati del mercato mi sa che divento banale.&lt;br /&gt;W: Sono in vendita perché sono bella. Ma non sono una ragazza.&lt;br /&gt;V: A no? Avrei detto di si.&lt;br /&gt;W: Sono un uomo.&lt;br /&gt;V: Balle.&lt;br /&gt;W: Guarda la mia ID card, Wu Muol. E’ il mio nome. Il mio corpo è quello di una ragazza, ma sono un uomo.&lt;br /&gt;V: Mmm. Come hai fatto?&lt;br /&gt;W: Diventare una ragazza mi è costato ventimila dollari.&lt;br /&gt;V: E’ un sacco di soldi.&lt;br /&gt;W: Li guadagno in un mese o poco più, ora.&lt;br /&gt;V: No, pensavo, è un sacco di soldi, solo per piacere agli altri.&lt;br /&gt;W: …&lt;br /&gt;V: Io credo di non fare nulla per piacere agli altri.&lt;br /&gt;W: Lo so.&lt;br /&gt;V: Lo sai? E come?&lt;br /&gt;W: Non hai soldi.&lt;br /&gt;V: Non è che non ho soldi, è che…lasciamo perdere. Quindi tu ti vendi al mercato. Per ventimila dollari al mese, o poco più?&lt;br /&gt;W: Si. E tu invece? Che fai di solito?&lt;br /&gt;V: Quasi niente.&lt;br /&gt;W: Quasi niente.&lt;br /&gt;V: Si, insomma, suono la mia chitarra, leggo, scrivo, passo le giornate a fare due chiacchiere in giro. Cose così.&lt;br /&gt;W: Ah. Suoni, leggi, chiacchieri e vieni a prendere due birre a Bangkok.&lt;br /&gt;V: Si, grossomodo si.&lt;br /&gt;W: Come fai?&lt;br /&gt;V: Come faccio cosa?&lt;br /&gt;W: A vivere così.&lt;br /&gt;V: E’ ironico, avrei voluto farti la stessa domanda, ma mi suonava offensiva.&lt;br /&gt;W: Scusa.&lt;br /&gt;V: Lascia stare, ci sono abituato, in un certo senso.&lt;br /&gt;W: Altra birra?&lt;br /&gt;V: Volentieri.&lt;br /&gt;W: Offro io, che tu non hai soldi. &lt;br /&gt;V: Non è che non ho soldi…&lt;br /&gt;W: Scherzavo, non ti arrabbiare.&lt;br /&gt;V: Quindi hai cambiato sesso per stare in strada.&lt;br /&gt;W: Non ti va di parlare di te?&lt;br /&gt;V: No.&lt;br /&gt;W: Si. Gli uomini comprano di più e pagano di più.&lt;br /&gt;V: Secondo te perché?&lt;br /&gt;W: Perché sono più ricchi. E le mogli li scusano più facilmente, perché sono più ricchi, o almeno abbastanza ricchi per loro.&lt;br /&gt;V: Glielo dici ai tuoi clienti che sei un uomo?&lt;br /&gt;W: Lo vedono da sé, ad un certo punto.&lt;br /&gt;V: (Dio mio, devo essere il sovrano del paese dei coglioni o qualcosa del genere!)&lt;br /&gt;W: Quasi nessuno si lamenta. A chi si lamenta restituisco i soldi, ma sono pochi. Chi cerca la bellezza raramente è interessato al sesso.&lt;br /&gt;V: Mmm.&lt;br /&gt;W: Il sesso è un incidente, una scusa. I miei clienti non cercano il sesso, anche se facciamo sesso. Cercano la bellezza e quasi sempre il sesso è indifferente.&lt;br /&gt;V: Ma tu hai dovuto cambiare sesso.&lt;br /&gt;W: Non c’entra tanto il sesso, sono dovuto diventare bella.&lt;br /&gt;V: Mi spiace. (Imbecille che non sei altro, seppellisciti in una fossa, cosa cazzo dici ritardato incurabile.)&lt;br /&gt;W: Non preoccuparti, ci sono abituato, in un certo senso.&lt;br /&gt;V: Ok. E’ stato un piacere, ora mi tocca ritornare in albergo. Ci si vede. (Ci si vede?)&lt;br /&gt;W: Aspetta! Per favore. Non vuoi un’altra birra? Possiamo fare altre due chiacchiere. &lt;br /&gt;V: Sono stanco, magari un’altra volta. (Un’altra volta? A Bangkok? Imbecille!)&lt;br /&gt;W: Non mi va di tornare in strada.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;V: Una birra. Poi vado.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;W: Ti piace la città?&lt;br /&gt;V: Non saprei. Cioè, si. E’ fantastica, ma è anche un inferno. Non credo potrei viverci.&lt;br /&gt;W: Ci si abitua.&lt;br /&gt;V: Immagino di si.&lt;br /&gt;W: Sei fortunato.&lt;br /&gt;V: Io? Perché?&lt;br /&gt;W: Beh, puoi venire qui e poi puoi ripartire quando vuoi. Se non ti piace, pazienza, puoi salire su un aereo e addio Bangkok.&lt;br /&gt;V: Beh, si. Anche tu puoi. Sei ricca (Ricca? Ricco?), un aereo ti costerà due serate (Ecco, lo vedi? Sei un coglione).&lt;br /&gt;W: …&lt;br /&gt;V: Mi spiace, non volevo…&lt;br /&gt;W: Non ti preoccupare. Non è quello. E’ che io vorrei prendere un aereo, ma non posso.&lt;br /&gt;V: Non puoi.&lt;br /&gt;W: Non posso.&lt;br /&gt;V: Perché?&lt;br /&gt;W: Non mi va di parlarne.&lt;br /&gt;V: Ok. Hai mai letto “Lo straniero”? E’ un romanzo di Camus.&lt;br /&gt;W: Si.&lt;br /&gt;V: (Si?) Beh, allora capirai che voglio dire con “non ci sarà mai nessun luogo che potrai chiamare casa”.&lt;br /&gt;W: E’ solo un libro.&lt;br /&gt;V: Alla fine non abbiamo molto altro. E’ un libro, ma è un libro bello. Non si può chiedere molto di più.&lt;br /&gt;W: Si, è bello.&lt;br /&gt;V: Grazie di tutto. Ora devo proprio andare, buona notte.&lt;br /&gt;W: Aspetta!&lt;br /&gt;V: Aspetta?&lt;br /&gt;W: Si. Aspetta. Vengo con te.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-1496250214723564052?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/1496250214723564052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2012/01/slide-2-im-on-sale.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/1496250214723564052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/1496250214723564052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2012/01/slide-2-im-on-sale.html' title='Slide 2 - I&apos;m on sale.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-5585971595350083053</id><published>2012-01-15T12:43:00.002+01:00</published><updated>2012-01-15T12:54:18.887+01:00</updated><title type='text'>Slide 1 - 37k.</title><content type='html'>Quando sai che sarai inchiodato su una sedia per la prossime dodici ora e su venti canali disponibili, diciannove trasmettono grandi successi di Bollywood e l'ultimo il film dei puffi, un'esplosione in volo, più che una remota possibilità è una vana speranza. Se poi stai per mangiare lasagne al pesto con gamberi cucinate da qualche indiano, beh, fuori è veramente buio.&lt;br /&gt;Fa buio molto più velocemente quando si vola a mille kilometri all'ora verso il sole, con buona pace di Aristotele.&lt;br /&gt;Ci si incontra frettolosamente col sole: salve, buon pomeriggio. Come va? Ed è subito buio. Ed è subito lasagne al pesto con gamberi, indiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi guardi l'uomo che ti siede accanto. Un indiano di mezza età, camicia beige e marrone, pantaloni gialli e peli sparsi sulla faccia che si salvi chi può. Non deve essere molto abituato a volare perché tiene gli occhi chiusi, la testa rincagnata nelle spalle e sta piegato in avanti che la testa quasi entra nello schermo, a Bollywood. &lt;br /&gt;Tiene le mani giunte e parlotta tra sé. Probabilmente starà pregando qualche dio i cui arti superiori si numerano a paia.&lt;br /&gt;E' lo stesso che un'ora prima aveva caricato centoquarantotto kili di bagagli al check in, una moglie orrenda e quattro figli urlanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte va così, che è a trentasettemila piedi di altezza che ti accorgi che sarà pure buio, ma tutto sommato poteva anche andare peggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-5585971595350083053?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/5585971595350083053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2012/01/slide-1-37k.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5585971595350083053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5585971595350083053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2012/01/slide-1-37k.html' title='Slide 1 - 37k.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-3628596967413129852</id><published>2012-01-11T22:30:00.003+01:00</published><updated>2012-01-11T22:39:52.824+01:00</updated><title type='text'>Slideshow.</title><content type='html'>Raccontare di me non è quello che faccio di solito in questo blog.&lt;br /&gt;Ci sono le mie opinioni, i miei commenti, i miei gusti artistici, ma raramente la mia vita.&lt;br /&gt;Questa serie di articoli però, sarà un po' diversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raccontare un lungo viaggio è un'impresa che tocca più ad uno scrittore e io non lo sono. Così, mentre riguardavo le fotografie scattate nell'ultimo mese, mi è venuto in mente che, tutto sommato, uno dei modi migliori che abbiamo per raccontare sono le immagini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le immagini hanno il vantaggio non dover essere organiche, né sistematiche. Possono essere più vere, perché non hanno il dovere di essere coerenti. E' lo stesso vantaggio che hanno gli aforismi sui romanzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così sarà il mio romanzo, il mio viaggio: spezzato in aforismi, in immagini, in uno slideshow figlio della mia macchina fotograica e dei miei appunti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-3628596967413129852?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/3628596967413129852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2012/01/slideshow.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3628596967413129852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3628596967413129852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2012/01/slideshow.html' title='Slideshow.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-4484605147122370054</id><published>2011-12-15T02:17:00.001+01:00</published><updated>2011-12-15T02:18:46.405+01:00</updated><title type='text'>Viaggiare.</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Viaggiare è molto utile, fa lavorare l'immaginazione, il resto è solo delusioni e pene. Il nostro viaggio è interamente immaginario, è là la sua forza.&lt;br /&gt;Va dalla vita alla morte. Uomini, animali, città e cose, tutto è immaginario. È un romanzo, nient'altro che una storia fittizia. Lo ha detto Littré che non sbaglia mai.&lt;br /&gt;E poi, innanzi tutto a tutti è possibile, basta chiudere gli occhi.&lt;br /&gt;È dall'altra parte della vita."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Louis-Ferdinand Céline&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Viaggio al termine della notte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-4484605147122370054?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/4484605147122370054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/12/viaggiare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/4484605147122370054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/4484605147122370054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/12/viaggiare.html' title='Viaggiare.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-3702346473880605029</id><published>2011-10-16T18:12:00.005+02:00</published><updated>2011-10-20T02:46:21.763+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='potere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='indignados.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='devianza'/><title type='text'>La banalità della responsabilità ontologica. Black bloc e borghesucci feat. Herr Adolf Eichmann.</title><content type='html'>A volte capita, che anche in posti improbabili, come un paesino dell’entroterra marchigiano o una cittadina ligure, nascano delle persone interessanti. Nella fattispecie un’archeologa e antropologa con la passione del cosplay hentai e un filosofo hipster dedito più che altro all’alcolismo. A loro va il merito della metà di questo articolo. L’altra metà invece è dedicata ad uno dei servizi del telegiornale di Minzolini che ho, aimè, appena visto. La ringrazio di cuore direttore, lei non fa mai mancare la sua presenza ogni volta che facciamo un passo ulteriore verso la catastrofe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://graphics8.nytimes.com/images/2005/04/04/international/agent.184.1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 184px; height: 252px;" src="http://graphics8.nytimes.com/images/2005/04/04/international/agent.184.1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il 19 marzo 1906, in una cittadina della Renania settentrionale, Solingen, nasce il signor Adolf Eichmann. Cinquantasei anni dopo, il 31 maggio 1962, il suo corpo penzola da una forca in una cella della prigione di Ramla, Israele. Vediamo cosa è successo in questi cinquantasei anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sua vita il signor Eichmann è stato un nazista. Per la precisione, un burocrate. Non ha contribuito in nessun modo alla giustificazione dialettica dell’ideologia nazionalsocialista tedesca, non ha scritto libri, non ha tenuto discorsi, non ha preso alcuna decisione politica.&lt;br /&gt;Si è limitato ad occuparsi della tecnica e della tecnologia della cosiddetta “soluzione finale”. La sua carriera è iniziata con l’organizzazione della deportazione degli ebrei viennesi, in seguito all’Anschluss dell’Austria nel 1937, per poi continuare fino agli ultimi giorni della seconda guerra mondiale.&lt;br /&gt;Eichmann passava le sue giornate di fronte ad una scrivania. Si occupava di particolari. Quanti litri di Zyklon B si dovevano ordinare alla Bayern, a quali campi dovevano essere inviati e in quali quantità, quanti ebrei potesse ospitare ogni campo, in quanto tempo fosse possibile smaltire i corpi dei morti, quanto profonde dovevano essere le fosse comuni, quanto carbone per i forni fosse necessario, quanti treni occorrevano per deportare gli ebrei di quella o questa città, quante fermate avrebbero fatto quei treni per impedire la morte prematura dei deportati, in quali stazioni sarebbero dovuti fermare per non intralciare i rifornimenti per il fronte, quanto cibo sarebbe servito alle guardie che controllavano i prigionieri dei campi, come trasportare i beni sottratti e confiscati agli ebrei, cose di questo genere. Trascorse così le sue giornate, per sette lunghi anni, fino al 1944.&lt;br /&gt;Dopo la guerra scappò in America latina, grazie ad un falso passaporto italiano. Nel 1960 fu rapito dai servizi segreti israeliani. A tradirlo fu suo figlio, che si vantò delle gesta del padre per provarci con una tizia a Buenos Aires. La vita sarebbe davvero insopportabile se non fosse così ironica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iniziò così il suo processo.&lt;br /&gt;Nel corso del dibattimento Eichmann non si mostrò mai pentito del suo operato. Nessuna pietà o rimorso sembravano trasparire dalle sue dichiarazioni. Allo stesso modo affermò con compostezza che non aveva mai odiato gli ebrei e che non aveva mai sostenuto l’idea della superiorità della razza, portando come evidenza il suo matrimonio con una donna non ariana. Tutta la sue linea difensiva si basò sulla presunta mancanza di responsabilità nel suo operato. Era un burocrate, di basso rango per giunta, al quale venivano impartiti degli ordini ai quali non aveva nessuna possibilità di opporsi. Teneva famiglia, lui. Guardate la sua foto qui a fianco. Tutto sembra meno che un sistematico massacratore. Sembra un padre di famiglia, un impiegato del catasto, un ometto un po’ mediocre e un po’ noioso. Aveva dei vicini di casa ai quali sorrideva, un figlio un po’ scemo che per rimorchiare ha appeso di fatto il padre a una corda, una moglie bruttina che tradiva con delle prostitute ecc…&lt;br /&gt;Fu dichiarato colpevole da una corte militare e la sua sorte fu la stessa della maggior parte degli imputati del processo che si era tenuto a Norimberga, quindici anni prima. Dopo l’impiccagione fu cremato e le sue ceneri sparse in mare aperto, oltre i confini delle acque territoriali Israeliane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo all’hipster e all’antropologa. Ho avuto l’occasione di parlare con loro della questione della libertà di azione umana e della responsabilità che ne consegue. Entrambe le discussioni sono state abbastanza interessanti ma ve le risparmio perché fin troppo lunghe e articolate per un articolo di un blog. Passerò direttamente alla mia posizione che è emersa da quei discorsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che chiedersi quanto un uomo sia libero nelle sue scelte e quindi quanto debba rimanere in capo suo la responsabilità delle loro conseguenze sia fondamentalmente inutile.&lt;br /&gt;Quando ci si pone una domanda ci si deve chiedere, in concomitanza, quali siano le conseguenze delle varie risposte possibili a quella domanda. Così ho fatto in relazione a questa questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo che Hemingway si è sparato in testa con un fucile, possiamo chiederci se egli sia responsabile della sua sorte. Potrebbe aver coscientemente rinunciato alla vita a seguito di un ragionamento ben argomentato e solido o magari le atrocità delle guerre che aveva combattuto gli avevano rubato la fiducia nella vita, magari le circostanze gli avevano negato ogni speranza fino a costringerlo a premere il grilletto. Ma dopotutto, cosa cambia?&lt;br /&gt;Quando il tuo cervello è sparso per il muro alle tue spalle sei comunque morto. Che differenza credete che passi tra un morto libero e uno costretto dalla contingenza stocastica? Che cambia tra un cadavere responsabile e uno innocente?&lt;br /&gt;Nulla. Sempre cadavere resta.&lt;br /&gt;Lo stesso vale per il signor Adolf Heichmann. Nel momento esatto in cui la corda gli spezza l’osso del collo, sulle sue spalle e sul suo corpo che verrà poi disperso in mare ricade la responsabilità ontologica di uno dei massacri più terribili della storia umana. Ogni ebreo morto conduce alla conseguenza inevitabile della corda. Che tu sia libero o obbligato ad una certa azione, politicamente, socialmente, neurologicamente poco importa. Se non puoi evitare la conseguenza, essa porta con sé la tua responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hannah Arendt, una filosofa statunitense che segui e studiò il processo Heichmann dedicò a quell’uomo una definizione che finì per entrare nel gergo comune: la banalità del male. Meglio avrebbe fatto ad usarne invece un’altra: la banalità della responsabilità ontologica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo a Minzolini, alla dimostrazione di Roma, ai black block e ai borghesucci.&lt;br /&gt;Cosa c’entreranno con un criminale nazista, vi starete chiedendo, immagino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho intenzione di palare dei complotti, degli infiltrati, delle ragioni della protesta, delle ragioni della polizia, dello stato e via discorrendo. Quello che mi interessa è individuare la responsabilità dello stato delle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il servizio del TG1 riguardava i poveri lavoratori che hanno avuto le auto incendiate, i poveri negozianti con le vetrine sfasciate, i poveri bancari che domani torneranno a lavoro con le sedi rovinate e il povero parroco che si è ritrovato la porta della chiesa sfondata e un crocifisso spaccato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che colpa avevano tutti questi poveracci?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei maggiori successi della nostra società, nel tentativo di restare in vita e replicarsi nonostante la sua mediocrità, sta proprio nella spersonalizzazione del potere. Sembra che nessuno sia responsabile dello stato delle cose. L’1% della popolazione mondiale detiene il 50% delle risorse del pianeta. Ventitremila persone al giorno muoiono per mancanza di cibo (fanno ottomiloniquattrocentomila ogni anno, Eichmann ce ne ha messi sette di anni per seimilioni di ebrei, dilettante). Costantemente la vita degli uomini viene rubata in un tritacarne produttivo senza alcuno scopo… ma… non è colpa di nessuno.&lt;br /&gt;Quell’uno percento alla fine fa i suoi interessi, le banche il loro lavoro, i soldati obbediscono agli ordini, i generali ai governi, i governi alla volontà popolare, la volontà popolare alla volontà della divina provvidenza e così via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E invece no! A me non sta bene. Non sta bene che siano usati due pesi e due misure per Eichmann e per gli Eichmann del nostro tempo. Ogni uomo che partecipa e ha partecipato alla costruzione di questa società porta su di sé la responsabilità ontologica delle sue conseguenze.&lt;br /&gt;Non solo i capi di stato, non solo le potenti famiglie di banchieri, non solo i generali che guidano le guerre d’occupazione ma ogni singolo uomo che partecipa alla società è responsabile delle sue conseguenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le auto in fumo, le vetrine sfondate, i danni casuali sono come la corda che spezza il collo di Eichmann, servono a legare gli uomini alle proprie responsabilità ontologiche. Ma erano padri di famiglia. Sono onesti lavoratori. Il mondo va così. Tengono famiglia. Sono bravi ragazzi. Chissenefrega, io prego per la pioggia.&lt;br /&gt;Imparate a nuotare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/qUUuDB4wi2Y" allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" width="560"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-3702346473880605029?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/3702346473880605029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/10/la-banalita-della-responsabilita.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3702346473880605029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3702346473880605029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/10/la-banalita-della-responsabilita.html' title='La banalità della responsabilità ontologica. Black bloc e borghesucci feat. Herr Adolf Eichmann.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/qUUuDB4wi2Y/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-354767977912726307</id><published>2011-09-23T03:12:00.009+02:00</published><updated>2012-01-27T16:38:30.528+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconto'/><title type='text'>About:Blank</title><content type='html'>Dopo aver appoggiato il ginocchio sul letto, premette con più forza sul mento, mentre teneva ferma, con l’altra mano, la testa, all’altezza della fronte. La bocca si spalancò finché le labbra non si strapparono agli angoli. Ad un tratto udì uno schiocco secco. L’osso cedette. Le guance di sua madre si andavano tingendo di un rosso cupo mentre sentiva il sangue bagnargli le dita.&lt;br /&gt;Guardò i suoi occhi e li trovò vuoti e acquosi, per via del Roipnol che le aveva sciolto nel vino a cena. Era come guardare uno specchio opaco.&lt;br /&gt;Quando si accorse che lei respirava ancora, prese lentamente la lampada d’ottone dal comodino lì a fianco e pensò a come avrebbe potuto finire il lavoro.&lt;br /&gt;La colpì con tutta la forza che aveva mirando alla fronte. La testa affondò nel cuscino assorbendo il colpo e sul cranio si aprì soltanto un piccolo taglio. Posò di nuovo la lampada e tirò il corpo della madre verso di sé in modo che la testa potesse poggiare sul comodino di noce. Colpì di nuovo con la lampada e questa volta l’osso occipitale andò in frantumi. Il rumore rimase per un attimo sospeso nell’aria e poi fu cancellato dall’eco dei colpi che seguirono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si accorse del sangue caldo che gli stava colando sul petto depilato quando ormai il cranio della madre era poco più che una poltiglia di ossa e carne sfilacciata. Andò allo specchio e non riuscì a vederci dentro proprio nulla. Decise di fare la doccia e mentre entrava in bagno si girò per dare un’occhiata al salotto. &lt;br /&gt;The Sleeper era lì, seduto sul divano, con lo sguardo perso nel vuoto. Dalla tv, che Nico non poteva vedere, proveniva la telecronaca di una qualche partita di calcio.&lt;br /&gt;L’acqua lavò via in fretta il sangue dalla sua pelle. Nico lo vedeva scorrere nello scarico della doccia e respirava lentamente. Lavò accuratamente i capelli, poi prese l’asciugamano appeso al solito posto e uscì dalla vasca. Mentre si asciugava si guardò allo specchio ma l’acqua calda lo aveva appannato a tal punto che riusciva appena a distinguere i contorni del suo corpo.&lt;br /&gt;Tagliò le unghie dei piedi e si strappò qualche pelo dalla sopracciglia per definire meglio i contorni. Si lavò i denti scrupolosamente e poi preparò due strisce di coca sullo specchietto che aveva usato poco prima per aggiustarsi le sopracciglia. Tirò prima con una narice, poi con l’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uscendo dal bagno si diresse verso il salotto tenendo lo sguardo fisso su The Sleeper. Aveva i capelli arruffati e se ne stava in silenzio. Si sentiva soltanto il digrignare ritmato dei suoi denti, mentre in tv, la partita era finita. Ne aveva preso il posto il video di una vecchia canzona degli Eeels. I membri del gruppo galleggiavano nell’aria immersi in uno sfondo metropolitano in bianco e nero…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;…Guess whose living here &lt;br /&gt;With the great undead &lt;br /&gt;This paint by numbers life &lt;br /&gt;Is fucking with my head once again…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The sleeper estrasse una sigaretta dalla tasca e la accese senza guardare Nico. In effetti non stava guardando proprio nulla. Lo sguardo spento era perso in qualcosa di opalescente, qualcosa che doveva esistere al di là dello schermo della televisione, dove intanto gli Eels continuavano il loro show…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;… Life is good &lt;br /&gt;And I feel great &lt;br /&gt;'cause mother says I was &lt;br /&gt;A great mistake…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nico tornò in camera sua per vestirsi. Prese i levis freschi di lavanderia e si infilò una camicia chiara di Armani. Scelse con calma le scarpe e finì di prepararsi che il video non era ancora finito…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Novocaine for the soul &lt;br /&gt;You'd better give me something &lt;br /&gt;To fill the hole &lt;br /&gt;Before I sputter out.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Passò di fronte alla porta del salotto. Io esco, buonanotte. The Sleeper non si mosse. La cenere della sua sigaretta cadde a terra e la televisione iniziò a trasmettere una qualche televendita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In strada c’era Luca ad aspettarlo.&lt;br /&gt;Mio dio, ma che diavolo ti è successo? Ho ucciso mia madre. Dicevo ai capelli, li hai tutti schiacciati, lì, di lato. Stiamo andando al Toqueville se non te ne ricordassi, non al bar dello sport. Dai, fai una cosa, sali in casa e datti una sistemata, io ti aspetto in macchina e intanto mi faccio mezzo grammo. Sbrigati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salì le scale e fece girare la chiave nella serratura. Andò dritto in bagno e si lavò di nuovo, con cura, i capelli. Si pettinò con calma. Controllò che la sua pettinatura fosse bella e notò che in effetti lo era. Uscendo dal bagno si accorse che dalla camera della madre già proveniva uno strano odore. Rientrò in bagno e prese una bomboletta di lacca. Tornò in camera della madre e senza accendere la luce spruzzò tutto il contenuto nell’ambiente. L’odore di lacca saturò l’ambiente.&lt;br /&gt;Poteva vedere le minuscole goccioline di lacca danzare tra le strisce di luce che, dai lampioni, si insinuavano tra le fessure delle serrande abbassate della camera. Rimase per qualche istante a fissare queste ballerine improbabili, sospese a mezz’aria, immerse nello sfondo della camera di sua madre. &lt;br /&gt;Lei giaceva sul letto. I pezzi di cranio schizzati sul muro colavano dalla carta da parati. Il comodino era coperto di una poltiglia densa e il letto era macchiato in più punti. Nico guardava, ma non vedeva altro che quelle ballerine sospese. Pensò che erano belle e gli venne voglia di tirare altra coca. &lt;br /&gt;Andò al bagno, prese lo specchio e preparò altre due strisce. Prima una narice, poi l’altra. Passò di fronte alla porta del salotto. The Sleeper non si era mosso. La televisione trasmetteva la pubblicità di uno shampoo al kiwi. Uscì, tirandosi dietro la porta di casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Audi A3 di Luca era parcheggiata in doppia fila di fronte a casa sua. Luca era dentro e quando Nico si avvicinò al finestrino, non avrebbe saputo dire se Luca stesse piangendo o ridendo. Non avrebbe saputo nemmeno dire se fosse proprio Luca quello che vedeva o semplicemente il suo riflesso sul finestrino. Salì in auto. Luca accese il motore e la sua Audi sfrecciò nella notte milanese.&lt;br /&gt;Nico accese la radio. Billy Corgan cantava…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;… My reflection, dirty mirror&lt;br /&gt;There's no connection to myself&lt;br /&gt;I'm your lover, I'm your zero&lt;br /&gt;I'm in the face of your dreams of glass&lt;br /&gt;So save your prayers&lt;br /&gt;For when we're really gonna need'em&lt;br /&gt;Throw out your cares and fly…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nico vide lo specchietto che aveva usato Luca sul cruscotto. Lo prese e preparò altra coca…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;… Wanna go for a ride?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos’è sta merda? Boh, roba vecchia. Stasera al Q13 suona Dimitry XTC. Cosa? Stasera al Toque suona Dimitry XTC. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;… Emptiness is loneliness, and loneliness is cleanliness&lt;br /&gt;And cleanliness is godliness, and god is empty just like me.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Luca sintonizzò la radio su una stazione che trasmetteva musica house e tirò due strisce. Prima una narice, poi l’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivati in corso Como Luca parcheggiò la sua Audi in doppia fila, proprio di fianco a una Bmw Z3. Il guidatore della BMW era nell’auto, il suo viso era illuminato dallo schermo dello smartphone che stava maneggiando.&lt;br /&gt;Nico e Luca scesero dall’Audi e fecero il giro della BMW. Diedero un’occhiata al proprietario. Sembrava un uomo di mezza età, ma forse era solo il riflesso azzurrognolo dello schermo del cellulare. Luca si avvicinò al finestrino chiuso. Stronzo! Vecchio di merda, che ne dici di portare via questa macchina da magnaccia e lascarci il parcheggio? Dentro l’abitacolo l’uomo non si muoveva e continuava a guardare fisso lo schermo del cellulare. Di tanto in tanto le dita scorrevano e sfioravano lo schermo. &lt;br /&gt;Mi senti vecchio di merda? Sei stronzo o cosa? Luca fece un paio di passi indietro per prendere la rincorsa e colpì con la suola della scarpa di Armani la portiera della BMW. La portiera si piegò. Luca e Nico si guardarono per un istante, poi tornarono a sbirciare l’interno dell’abitacolo della BMW.&lt;br /&gt;Sul volto dell’uomo per un attimo apparse un ombra di terrore, nel momento stesso in cui il telefono gli sfuggì di mano. La luce dello schermo sparì. Luca e Nico iniziarono a colpire la portiera con manate e calci.&lt;br /&gt;Ad un tratto la luce riapparve all’interno dell’abitacolo. Il vetro del finestrino era incrinato e non era più possibile per loro vedere bene il volto dell’uomo. Se avessero dovuto sbilanciarsi sulla sua espressione, avrebbero detto che sembrava rinfrancato e che si stesse calmando. Teneva di nuovo con le mani il suo smartphone e i suoi occhi sembravano persi al di là dello schermo.&lt;br /&gt;Luca appoggiò entrambe le mani sul vetro ormai ridotto a una ragnatela di crepe. Vaffanculo. Sciroccato del cazzo!&lt;br /&gt;Lasciarono lì l’Audi, in doppia fila, e proseguirono a piedi per via Alessio di Toqueville fino al numero 13.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La musica si sentiva dalla strada ma all’entrata non c’era calca e solo un robusto buttafuori li guardava distrattamente, o forse semplicemente stava fissando qualcosa alle loro spalle.&lt;br /&gt;Infilarono la porta d’ingresso e si ritrovarono in pista. Il DJ stava suonando alcuni pezzi di elettronica. Questo posto sta diventando un covo di sfigati. Cosa Luca? Questo posto non vale più un cazzo. Nico si avvicinò alla console del DJ, facendosi largo tra la gente. Cercò di vedere se conoscesse qualcuno tra le persone che stava spintonando e spostando ma tutti i loro volti si somigliavano e non gli dicevano nulla. Gli occhi vaghi e persi di quelle persone gli ricordavano vagamente quelli di sua madre nell’attimo in cui le fracassava la testa. La temperatura era al limite del soffocante, ma la musica era di suo gusto, forse, così iniziò a ballare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentì un corpo di donna che lentamente si stava appoggiando al suo. Si girò. Vide una ragazza giovane e bionda che gli sorrideva. Aveva i denti scuri e lunghi, gli occhi chiari e persi a guardare qualcosa che in linea d’aria doveva trovarsi dietro la sua testa. Ciao, mi chiamo Irene. Come dici? Sono Irene. Mi stavo chiedendo se non avessi magari della coca. Ci facciamo una botta e poi torniamo qui in pista. Sei una troia vomitevole, i tuoi denti sono una visione raccapricciante. Come dici? Dai su, un paio di tiri. Lei sorrise ancora e gli mise le mani sui fianchi tirandolo a sé.&lt;br /&gt;Nico si avvicinò al suo orecchio. Sei una puttana inguardabile. Mi senti? Troia del cazzo. Lei sorrise ancora senza cogliere nulla di quello che le era stato detto. Intanto guardava in uno specchio alla base della console.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Nico venne voglia di farsi ancora un po’ di coca e la spintonò via. Cercò con lo sguardo Luca ma intorno a lui vide solo una moltitudine di alieni che si dimenavano convulsamente. I loro riflessi nello specchio si confondevano e sembravano tutti sorridere o ridere convulsamente.&lt;br /&gt;Andò dritto al bagno. Aprì la porta. Entrò. La luce forte dei neon lo costrinse a socchiudere gli occhi. Il bagno era deserto e Nico trovò la cosa abbastanza strana. Si preparò due strisce sul pianale del lavandino e arrotolò una banconota. Alzò la testa e vide dallo specchio che la porta del bagno si stava aprendo. Entrò la bionda della pista da ballo, o forse era una che le somigliava. Ciao bello, lo sapevo che eri tu quello che faceva al caso mio. Lei teneva gli occhi fissi sul lavandino, dove c’era la coca preparata. Perché te ne sei andato così? Sparisci. Dai, solo un tiro, poi ce ne torniamo in pista a ballare. Senti, le cose sono due: o ti paghi la tua cazzo di coca o se vuoi la mia mi devi succhiare l’uccello. Merda. Disse lei, cercando di far sembrare un sorriso quello che era un ghigno. Si inginocchiò e fece per sbottonargli i pantaloni. Il suo corpo era ok. Ma quei denti erano veramente orribili. Nico la colpì con un pugno secco in faccia. L’osso del naso andò in pezzi. Lei cadde svenuta all’istante con il volto trasformato in una maschera di sangue. Mentre il sangue le scorreva lentamente lungo il collo fino a sporcare l’abito leggero Nico staccò l’asciugatore dal muro. Posò la banconota arrotolata che teneva in mano sul pianale, accanto alla coca, e colpì di nuovo la ragazza al volto con l’asciugatore. Il suo zigomo rientrò nel cranio e il sangue schizzò sulla camicia e sulle scarpe di Nico.&lt;br /&gt;Lui sollevò di nuovo l’asciugatore. Sentì la porta del bagno aprirsi e vide dallo specchio un omuncolo basso e gracile, con un taglio di capelli orribile, entrare. Che cazzo stai facendo?&lt;br /&gt;L’uomo in un attimo aveva già estratto un distintivo della polizia o qualcosa del genere. Nell’altra mano teneva una beretta calibro nove. Figlio di puttana, metti giù quel coso e allontanati.&lt;br /&gt;Nico gli si scagliò addosso. Un lampo. Un boato. Cadde a terra. Sentiva il sangue scorrergli nell’orecchio e bagnargli i capelli. Sentì i suoi pensieri svanire e non faceva, dopo tutto, molta differenza. Un attimo dopo era già il nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il poliziotto bestemmiò e infilò la pistola nella fondina guardandosi intorno. Il bagno era deserto. Prese la banconota sul pianale e tiro in fretta la coca già preparata. Prima una narice, poi l’altra. Si guardò allo specchio e vide un volto qualsiasi. La porta del bagno si aprì di nuovo. Luca entrò e scavalco il corpo di Nico. Si lavò le mani e specchiandosi non avrebbe saputo dire se fosse lui quello che stava ridendo o un’altra persona.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-354767977912726307?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/354767977912726307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/09/aboutblank.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/354767977912726307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/354767977912726307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/09/aboutblank.html' title='About:Blank'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-6643536282843148231</id><published>2011-09-12T17:16:00.001+02:00</published><updated>2011-09-12T17:18:03.834+02:00</updated><title type='text'>If I had the strength to...</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Standing here&lt;br /&gt;The old man said to me,&lt;br /&gt;"Long before these crowded streets&lt;br /&gt;Here stood my dreaming tree."&lt;br /&gt;Below it he would sit&lt;br /&gt;For hours at a time&lt;br /&gt;Now progress takes away&lt;br /&gt;What forever took to find&lt;br /&gt;And now he's falling hard&lt;br /&gt;He feels the falling dark&lt;br /&gt;How he longs to be&lt;br /&gt;Beneath his dreaming tree&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conquered fear to climb&lt;br /&gt;A moment froze in time&lt;br /&gt;When the girl who first he kissed&lt;br /&gt;Promised him she'd be his&lt;br /&gt;Remembered mother's words&lt;br /&gt;There beneath the tree&lt;br /&gt;"No matter what the world&lt;br /&gt;You'll always be my baby."&lt;br /&gt;"Mommy come quick,&lt;br /&gt;The dreaming tree has died."&lt;br /&gt;The air is growing thick&lt;br /&gt;A fear he cannot hide&lt;br /&gt;The dreaming tree has died&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh, have you no pity?&lt;br /&gt;This thing I do&lt;br /&gt;I do not deny it&lt;br /&gt;All through this smile&lt;br /&gt;As crooked as danger&lt;br /&gt;I do not deny&lt;br /&gt;I know in my mind&lt;br /&gt;I would leave you now&lt;br /&gt;If I had the strength to&lt;br /&gt;I would leave you up&lt;br /&gt;To your own devices&lt;br /&gt;Will you not talk?&lt;br /&gt;Can you take pity?&lt;br /&gt;I don't ask much&lt;br /&gt;But won't you speak, please?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;From the start&lt;br /&gt;She knew she had it made&lt;br /&gt;Easy up 'til then&lt;br /&gt;For sure she'd make the grade&lt;br /&gt;Adorers came in hordes&lt;br /&gt;To lay down in her wake&lt;br /&gt;Gave it all she had&lt;br /&gt;But treasures slowly fade&lt;br /&gt;Now she's falling hard&lt;br /&gt;Feels the fall of dark&lt;br /&gt;How did this fall apart?&lt;br /&gt;She drinks to fill it up&lt;br /&gt;A smile of sweetest flowers&lt;br /&gt;Wilted so and soured&lt;br /&gt;Black tears stain the cheeks&lt;br /&gt;That once were so admired&lt;br /&gt;She thinks when she was small&lt;br /&gt;There on her father's knee&lt;br /&gt;How he had promised her,&lt;br /&gt;"You'll always be my baby."&lt;br /&gt;"Daddy come quick,&lt;br /&gt;The dreaming tree has died&lt;br /&gt;I can't find my way home&lt;br /&gt;There is no place to hide&lt;br /&gt;The dreaming tree has died."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh, if I had the strength to&lt;br /&gt;I would leave you up&lt;br /&gt;To your own devices&lt;br /&gt;Will you not talk?&lt;br /&gt;Can you take pity?&lt;br /&gt;I don't ask much&lt;br /&gt;But won't you speak, please?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="420" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/DPyimhQxszo" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-6643536282843148231?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/6643536282843148231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/09/if-i-had-strength-to.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/6643536282843148231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/6643536282843148231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/09/if-i-had-strength-to.html' title='If I had the strength to...'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/DPyimhQxszo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-3510530684896521133</id><published>2011-09-03T17:36:00.003+02:00</published><updated>2011-09-03T17:42:48.979+02:00</updated><title type='text'>Il fascino del dubbio.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a4/Socrates_Louvre.jpg/220px-Socrates_Louvre.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 220px; height: 293px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a4/Socrates_Louvre.jpg/220px-Socrates_Louvre.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per lungo tempo mi sono considerato in qualche modo uno scettico. Alla fine si ha sempre ragione ad esserlo perché è una posizione muta. Quando si tace è difficile essere confutati, tocca agli altri rispondere, è chi ci circonda ad essere nella posizione scomoda.&lt;br /&gt;Chi può sostenere veramente lo sguardo della sfinge?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come per altre questioni, ho cambiato radicalmente il mio rapporto col dubbio nel corso del tempo. Guardandoci indietro si ha l’occasione di vedere, nelle pagine di un diario, fosse anche quello sbiadito della memoria, quanto di noi abbiamo perso. Con la giusta dose di tempo e esperienza è possibile che di quello che eravamo in un istante passato non sia rimasto nulla. E’ un po’ come morire, un cambiamento della nostra manifestazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Ma tu, dimmi, non hai paura di morire?&lt;br /&gt;-Si. Ma sono morto così tante volte che ormai ci ho fatto l’abitudine.&lt;br /&gt;Era una vecchia pagina di diario, una delle poche che ancora riesco a rileggere senza imbarazzo o vergogna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi non posso più dirmi scettico, al contrario, di fronte agli uomini dubbiosi mi sento vagamente a disagio. Un disagio empatico che è rifiuto della vigliaccheria. Il dubbio è del vigliacco.&lt;br /&gt;Esitare, interrogarsi, attendere anche quando sappiamo, per la semplice ragione che il nostro sapere non può essere assoluto, oggi mi sembra un basso trucco.&lt;br /&gt;Il dubbio può solo essere universale. Dal momento che si accetta la possibilità del dubbio in una questione lo si espande istantaneamente su tutto il conoscibile. Basta un passo nell’agnosticismo e giù per le rapide del dubbio fino al non poter nemmeno affermare l’esistenza delle proprie mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è possibile esistere nel dubbio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta è semplice: non si può. Il dubbio è l’impossibilità di scegliere, di agire. E’ la negazione stessa dello strappo esistenziale. Per questo è elegante, è di là, dall’altra parte della vita.&lt;br /&gt;Credo che sia questa mia mancanza di eleganza presente che mi rende malinconico nel rileggermi ai tempi del dubbio. &lt;br /&gt;Se la malinconia è una sorta di noia ricercata, il sentimento di non appartenere al mondo, che cosa può suscitarla meglio dell’eleganza della negazione della possibilità?&lt;br /&gt;Diciamocelo, dal momento che agiamo, siamo tutti delle creature pietose, scarafaggi ciechi che si dimenano, il dubbio invece è la fine del trauma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello scetticismo c’è la fine di ogni civiltà, una nostalgia nobile per la barbarie. Il dubbio risiede nello spazio destinato alla volontà di potenza.&lt;br /&gt;Che lo abbia rinnegato poco conta, perché ho come l’impressione che il suo fascino mi perseguiti.&lt;br /&gt;Come si può resistere all’estetica di un così sincero desiderio di autodistruzione e rovina?&lt;br /&gt;Possiamo veramente negarci l’irrequietezza dell’empasse?&lt;br /&gt;L’attimo prima, l’esitazione, l’indecisione, la ribellione all’esistenza e alla possibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="420" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/Y-E53gmeO-8" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-3510530684896521133?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/3510530684896521133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/09/il-fascino-del-dubbio.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3510530684896521133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3510530684896521133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/09/il-fascino-del-dubbio.html' title='Il fascino del dubbio.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/Y-E53gmeO-8/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-3834552705193953492</id><published>2011-08-17T13:54:00.000+02:00</published><updated>2011-08-17T13:55:46.349+02:00</updated><title type='text'>My rightful, useless, desire.</title><content type='html'>&lt;iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/fXBQJ4YL1KU" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-3834552705193953492?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/3834552705193953492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/08/my-rightful-useless-desire.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3834552705193953492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3834552705193953492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/08/my-rightful-useless-desire.html' title='My rightful, useless, desire.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/fXBQJ4YL1KU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-3086624014270250487</id><published>2011-07-25T02:41:00.009+02:00</published><updated>2011-07-25T03:15:27.794+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconto'/><title type='text'>La lettera.</title><content type='html'>Stava lì sul tavolo, col francobollo, il timbro postale e tutto il resto. Sedetti e notai il mio nome sopra l’indirizzo di casa mia, niente mittente. A quell’ora di notte potevo scegliere se dedicarmi a lei o a qualcun altro dei miei romanzi notturni.&lt;br /&gt;Quando dico notturni, intendo quei romanzi che parlano della notte, quella vera, l’unico argomento appena interessante che si possa trovare al confine con l’apatia del caldo estivo. Io li amo quei romanzi. Il punto è che odio i loro autori. Céline è troppo impotente, McCarthy troppo americano, Cioran troppo bravo a scrivere dei miei pensieri, Caraco troppo una brutta copia di tutti gli altri.&lt;br /&gt;Strappai la busta , saranno state dieci pagine scritte in corsivo fitto, inutile anche provarci. Accesi  una sigaretta e girai i fogli per vedere chi avesse avuto il coraggio di scrivere così tanto.&lt;br /&gt;Doveva essere qualcuno che non mi conosceva affatto, un estraneo, altrimenti  avrebbe dovuto sapere che non avrei mai trovato la voglia di leggere tutto quello spreco di inchiostro.&lt;br /&gt;Niente firma, tanto meglio. Tempo sprecato il suo. Tempo sprecato in generale. Tre tiri lenti e lasciai ricadere i fogli sulla scrivania. Se solo la mia chitarra non fosse stata nell’altra stanza avrei potuto pure suonare per un po’.&lt;br /&gt;La sigaretta si consumava lentamente tra le dita, aspettai che smettesse di brillare, con la cenere caduta a  terra e tutto. Tornai al tavolo con la chitarra in mano e suonai il peggior preludio di Bach degli  ultimi vent’anni. Tedeschi di merda.&lt;br /&gt;Dovevo aver dimenticato, per il caldo, il motivo per il quale suonavo sempre meno, dopo aver speso decine, che dico, centinaia di ore su quella chitarra: non ne valeva la pena. Tempo sprecato. Non avrei sopportato di dover sentirmi ancora suonare. Ritornai da lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Caro C.&lt;br /&gt;tu odi tuo fratello dal profondo del cuore. Questo è un sentimento veramente vile.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Iniziava proprio così: tu odi tuo fratello dal profondo del cuore. Questo è un sentimento veramente vile. Svelato l’arcano. Doveva essere proprio lui il mittente, mio fratello. Inutile firmarsi quando la monotonia dei silenzi accumulati negli anni ti lega indissolubilmente a qualcuno. Il rancore non è come l’amore, che può essere universale. Il rancore ha sempre un volto. Piuttosto che chiamarmi aveva voluto scrivermi, che vigliacco, era una cosa da lui. Dieci anni di silenzio e cosa cercava ora con quella lettera? Nemmeno lui era così ottuso da farsi passare per la mente l’idea di una riconciliazione. Accesi un’altra sigaretta e gettai il secondo pacchetto della giornata, il terzo era a una distanza incolmabile, sul tavolo della cucina. Sapevo che sarei andato a prenderlo entro breve. C’è una sola cosa che batte l’apatia: la nicotina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Non ti buttare giù, non ancora. Siamo solo all’inizio. Pensa, oltre a tuo fratello, a quanti altri hai calpestato e fatto soffrire nel corso della tua vita. La tua famiglia, le persone che ti hanno amato, M.&lt;br /&gt;Te la ricordi M.? Ricordi quando ti urlò in lacrime “Mi hai rovinato la vita”? Era l’urlo di tanti, più di quanti tu stesso possa immaginare. “La nostra felicità ha un prezzo: la felicità degli altri”, parole tue. “La strada per la felicità è lastricata delle teste mozzate delle persone che ci camminano accanto. Per questo non mi fido di chi vuole essere felice. Un giorno o l’altro una di quelle teste potrebbe essere la mia. La felicità, alla fine, conta poco. Essere felice, in fondo, non mi interessa nemmeno. In fondo c’è solo la notte”. Te le ricordi queste parole? Guardati allo specchio, ora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco cosa voleva mio fratello. Farmi soffrire. Certo che mi ricordavo M., anche se non sapevo se l’avessi mai amata. Di sicuro non l’avevo mai capita fino in fondo. Ricordavo le urla, gli insulti, il suo pianto disperato. Mi hai rovinato la vita!&lt;br /&gt;Ora M. ha i capelli lisci e biondi, allora li aveva ricci e scuri. Ha quindici anni in più, gli occhi un po’ più tristi e una figlia di otto anni che le somiglia in maniera indecente. Forse era vero che le avevo rovinato la vita. Me la immaginavo a partorire sua figlia per rivalsa, per vendetta, per farla soffrire come aveva fatto lei, per replicare il suo modello, perché  venisse a questo mondo che mal comune è mezzo gaudio. La troia!&lt;br /&gt;Ecco cosa si ottiene ad aprirsi a un fratello. Dopo dieci anni di rancori covati nel silenzio, vi scriverà una lettera col solo intento di farvi soffrire, armato di quelle confidenze. Mi trascinai fino al tavolo della cucina e mentre mi accendevo una sigaretta dal pacchetto nuovo mi affacciai alla finestra. Il caldo appiattiva la strada in uno stagno di solitudine e sopra, la notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ci sei riuscito? No vero? Mi chiedo infatti come potresti…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le pagine seguenti erano l’elenco più accurato, freddo e meticoloso delle vergogne di tutta una vita che avessi mai visto. Tutti i miei tradimenti, le bassezze, le mediocrità, i fallimenti ripetuti, le insicurezze, i respiri affannosi, le fughe vigliacche e i pianti strozzati nelle lunghe ore notturne. Un lama precisa che tagliava la mia vita in mille brandelli, uno più meschino dell’altro. Sangue dappertutto. Era veramente troppo, anche per me. La rabbia mi assalì cieca. Quel bastardo! Al posto di vivere la sua vita, per anni aveva soltanto osservato la mia. Aveva annotato tutto, gli eventi, le reazioni, gli sguardi, persino i pensieri. E ora, dopo dieci anni, mi serviva le mie budella fredde su un piatto d’argento. Come si può arrivare ad odiare qualcuno a tal punto? Con che coraggio si può giudicare così aspramente un uomo? Accesi una sigaretta cercando di calmarmi. Quasi non tirai nemmeno. La lasciai morire lentamente nel posacenere mendicando da quegli istanti quel coraggio che mi sarebbe servito per finire di leggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Siamo arrivati al piatto forte, alla portata principale. L. Almeno per lei riesci a  piangere un po’? Mi ricordo quando mi parlasti di lei, di come avesse cambiato la tua vita in un istante. Quando tremante raccontavi del sesso sotto la pioggia fresca di fine estate, della tua vita segreta fatta di corse notturne in auto e di risvegli appannati di eroina e del suo profumo. “La tua tempesta perfetta”. Erano menzogne:  lei era onesta, tu sei solo un vigliacco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sentivo soffocare, presi una sigaretta dal pacchetto ma si spezzò tra le mie dita, così rinunciai all’idea di fumare, per un minuto. L’ennesima sigaretta iniziò a bruciare tra le mie labbra e il fumo che mi entrava negli occhi almeno mi impediva di continuare a leggere. Per impedirmi di pensare invece sarebbe servito ben altro, così pensavo. Pensavo e non la smettevo.&lt;br /&gt;L. era bellissima. Io non l’avevo mai amata. Avevo amato si, ma non lei. Avevo, in fondo, amato soltanto la sua immagine, in una parola: me stesso. Ero arrivato a un passo dallo spezzarmi in quell’autunno e in un certo senso spezzato già lo ero. Diviso in due perché a vivere due vite si perde una parte di se stessi. Capire cosa sia vivere per due non è facile. Significa rinunciare al sonno, per prima cosa, poi alla propria consapevolezza, al proprio equilibrio e infine alla propria sanità mentale. Non esiste un MrHide sano di mente. Il mio, di MrHide, era davvero grottesco, devo ammettere.&lt;br /&gt;Eppure mi piaceva. Se guardare allo specchio il mio pigro Dr Jeckyll mi deprimeva, in quelle notti, quando MrHide sorgeva dal lato oscuro della luna era un piacere. Narciso che si specchia in una palude scura come un pozzo vuoto, come la notte. Amavo lui, non L.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ti ricordi l’ultima volta che l’hai vista? Ti aiuto io se vuoi. Era la notte tra la festa di Tutti i Santi e il giorno della celebrazione dei morti. Una telefonata, tu che rispondi annoiato: ok, va bene, passo a casa tua. Ci vediamo sul tardi, dopo le due. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;In quella casa, quella notte, trovasti due biglietti per il Venezuela, per volare al di là della notte e quegli occhi che ti guardavano. Quegli occhi erano stati la causa di tutto. Quegli occhi avevano fatto nascere il tuo MrHide, lo avevano acceso, e l’avevano amato. Le stesse due stelle verdi che ti inchiodavano al muro, circondate da quel viso gonfio e spaccato dai tuo pugni. “Non mi fai paura”. Come è stato guardare negli occhi di chi, anche a un passo dalla notte, non trema?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io tremavo. Porco dio se tremavo. I fogli caddero e prima di ritornare coi ricordi a quella notte sentivo di dover fumare ancora, anche se la gola faceva male e a stento riuscivo a respirare mentre soffocavo nel pianto. L’accendino vomitò un’altra fiammata, il fumo rimase sospeso a mezz’aria, pesante come un’ombra cupa. Quella notte stracciai il mio biglietto. Se tu non parti, neanche io parto. Sarò un’altra. Staro qui, con te. Il fatto è che io non volevo un’altra. Volevo quegli occhi, volevo la mia doppia vita, volevo me stesso e vaffanculo il resto. Si, vaffanculo anche lei. Quella che voleva diventare una commessa o una segretaria o lo sa solo dio cosa e vivere in un paesino di provincia. Se c’era una cosa che non avrei mai potuto sopportare, la cosa della quale non ammettevo nemmeno la possibilità, era il vederla tornare a casa con gli occhi bassi, dopo dieci anni di lavoro e di mediocrità. La mia mediocrità. Io amavo solo me, il me creato da quegli occhi, da quel corpo, da quella donna. Da chi attraversava tre frontiere carica di eroina come un animale, occhiali da sole sul naso e trentotto millimetri sotto il gilet. Così per sempre la volevo, e perderla era l’unico modo per averla per sempre. Per sempre quelle notti bagnate di sesso e poi giù, con l’ago nelle vene e correre veloci verso la notte, per sempre mia. La mia tempesta perfetta. Uscendo da casa sua sentii le sue ultime parole per me: se non possiamo bruciare insieme, allora, brucerò da sola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era una citazione di un libro che non avevo ancora letto, ironia della sorte lo lessi quando era già troppo tardi. La differenza tra i libri e la vita è che i primi si amano e ti permettono di vivere, la seconda si odia e ti uccide.&lt;br /&gt;Così L. bruciò. L’indomani volò sopra l’oceano e fu arrestata nove mesi dopo negli Stati Uniti. In attesa del processo in cui rischiava ventidue anni, si taglio la gola con un piatto rotto e morì dissanguata nella sua cella, nella prigione federale della città di Boston.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La disperazione è così, è staccarsi tutto a un tratto dal mondo e precipitare all’infinito in un istante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non avevo mai detto una sola parola di L. a mio fratello. Girai di nuovo i fogli e quel vuoto alla fine dell’ultima pagina era come uno specchio per la mia anima. Chi? Se non lui, chi?&lt;br /&gt;Rilessi tutto e mi resi conto che nessuno poteva sapere così accuratamente tutto ciò che era successo nella mia vita. Un nemico senza volto si materializzò nel buio che vegliava fuori dalle mie finestre. L’accendino brillò ancora, i polmoni si strinsero.&lt;br /&gt;Qualcuno mi conosceva tanto a fondo e mi odiava così sinceramente e non avevo idea di chi potesse essere. Rilessi ancora da capo e ogni riga urlava il suo disprezzo, ogni pagina trasudava odio, ogni frase era affilata per ferire, per uccidere. Chi?&lt;br /&gt;Pensai a lungo a una risposta plausibile ma per quanto mi sforzassi mi perdevo in un labirinto di supposizioni folli e di ipotesi insensate. Il mio nemico era invisibile, vuoto, un niente fatto di odio. Odio nei miei confronti. Mi sentivo indifeso, minacciato, inerme, in balia di tanto disprezzo. Il cuore batteva come se stesse per scoppiare, le mani tremanti. Chi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volevo urlare ma la voce si strozzò in gola. L’unica cosa che volevo era uccidere quel nemico invisibile, l’odio si combatte con l’odio! Presi tutti i fogli e stracciai la lettera in mille pezzi, il mio urlo uscì dal petto come il sangue da una ferita viva. Muori! Urlai, un attimo prima di svegliarmi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-3086624014270250487?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/3086624014270250487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/07/la-lettera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3086624014270250487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3086624014270250487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/07/la-lettera.html' title='La lettera.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-1546188439289542233</id><published>2011-06-16T16:57:00.010+02:00</published><updated>2011-06-16T20:58:46.004+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Banche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='potere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>I hope you choke.</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Suck and SUCK!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Due anni or sono si è scoperto che il governo greco aveva accumulato e occultato un deficit pari al quindici percento del pil, politica meglio identificabile come "mossa Craxi". Con quei soldi il governo greco si era comprato il consenso del suo popolo.&lt;br /&gt;Quello stesso popolo che lo ha defenestrato quando i buoi erano purtroppo già scappati dal recinto.&lt;br /&gt;E' da quel lontano 2009 che si sente parlare di default greco o di ristrutturazione del debito. Ad oggi non abbiamo avuto né l'una né l'altra cosa. Il perché si nasconde dietro la solita domanda di Medea: cui prodest?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fat little parasite.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due terzi di quel denaro era stato prestato a quel governo vergognoso da banche francesi e tedesche. In caso di default avrebbero perso tutti i loro soldi, in caso di ristrutturazione circa il 20% del loro capitale. Senza banche non si governa, si sà.&lt;br /&gt;La generosa Merkel e il caritatevole Sarkozy sono così corsi immediatamente a dichiarare che, in base ai principi della solidarietà europea e della mutua responsabilità ovviamente, non sarebbe stato possibile abbandonare i poveri risparmiatori greci (noti azionisti di maggioranza delle banche francesi e tedesche) nell'oceano di una ristrutturazione del debito pubblico greco. Grazie alla loro influenza, la Francia e la Germania hanno fatto ottenere un finanziamento di centocinquanta miliardi di euro, presi in parte dalla casse della comunità europea e in parte da quelle del FMI,  al nuovo governo di Papandreou in cambio della promessa di una manovra di lacrime e sangue per risanare i conti pubblici.&lt;br /&gt;Alla compassionevole carità franco-tedesca è sfuggito però il fatto che un ulteriore prestito sarebbe stato sostenibile solo se il suo tasso fosse stato legato al tasso di crescita greco. Questa sfortunata dimenticanza portò questi centocinquanta miliardi di euro ad essere prestati ad un tasso maggiore di cinque punti rispetto al tasso medio europeo. Quando estrarre sangue da una rapa è una competenza specifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Taken all I can taken all I can, we can take. Taken all you can taken you can, &lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt; we can take.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a quella mirabile finanziaria la Grecia ha perso il 6% del pil cadendo nella più profonda recessione del dopoguerra. Il debito pubblico aggravato dagli interessi sul nuovo prestito è aumentato anziché diminuire.&lt;br /&gt;Capirete come la gente greca abbia stentato a capire le ragioni di una tale illuminata politica economica. Grazie a dio la polizia non ha esitato a spiegare pacatamente le regioni solidaristiche che stavano dietro a tali scelte, con manganelli e proiettili di gomma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hope this is what you wanted.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Hope this is what you had in mind.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Cuz this is what you're getting.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Notizie/Europa/2011/grecia-scontri-sciopero-crisi/img_grecia-scontri-sciopero-crisi/11-afp_352-288.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 352px; height: 288px;" src="http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Notizie/Europa/2011/grecia-scontri-sciopero-crisi/img_grecia-scontri-sciopero-crisi/11-afp_352-288.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Take what you wanted and go.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo ai giorni nostri. In questi due anni le banche tedesche e francesi hanno visto rientrare parte dei loro capitali, termineranno le operazioni di rientro nel 2013, appena prima dell'entrata in vigore del nuovo regolamento europeo per la gestione delle crisi finanziarie degli stati membri. Il precedente tentativo di introdurre un regolamento simile era stato affondato in commissione...immaginate da chi? I casi della vita vogliono anche che il regolamento entrerà in vigore poco dopo le elezioni politiche tedesche, nelle quali la caritatevole Merkel spera di raccogliere i frutti del suo seminato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Got nothing left to give to you.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Grecia si è ritrovata, in sostanza, nell'impossibilità di fallire o ristrutturare ora, ma con la certezza di fallire nel 2013. I compassionevoli speculatori non si sono fatti pregare per sedersi al banchetto. Ad oggi i titoli pubblici decennali greci sono contrattati ad un tasso di quindici punti superiore alla madia europea, il rating di solvibilità di questi titoli ha subito tredici "deranking" negli ultimi mesi. In queste condizioni ci si è accorti che non sarebbe  stato nemmeno possibile arrivare al 2013 così l'asse franco-tedesco ha deciso di somministrare un'altra dose di morfina al malato greco: altri ottanta miliardi di euro dal fondo monetario internazionale e una nuova manovra da trenta miliardi da varare per il governo Papandreou (sempre se non verrà appeso a testa in giù prima firmare l'atto).&lt;br /&gt;Pare che anche questa volta i greci non abbiano preso bene la notizia, incredibile quanto siano ottusi di fronte alla solidarietà...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Notizie/Europa/2011/grecia-scontri-sciopero-crisi/img_grecia-scontri-sciopero-crisi/17-reuters_352-288.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 352px; height: 288px;" src="http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Notizie/Europa/2011/grecia-scontri-sciopero-crisi/img_grecia-scontri-sciopero-crisi/17-reuters_352-288.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Notizie/Europa/2011/grecia-scontri-sciopero-crisi/img_grecia-scontri-sciopero-crisi/16-reuters_352-288.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 352px; height: 288px;" src="http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Notizie/Europa/2011/grecia-scontri-sciopero-crisi/img_grecia-scontri-sciopero-crisi/16-reuters_352-288.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Notizie/Europa/2011/grecia-scontri-sciopero-crisi/img_grecia-scontri-sciopero-crisi/06-afp_352-288.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 352px; height: 288px;" src="http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Notizie/Europa/2011/grecia-scontri-sciopero-crisi/img_grecia-scontri-sciopero-crisi/06-afp_352-288.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Temo che gli sviluppi di questa situazione siano fin troppo scontati. Nel frattempo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;...I hope, I hope, I hope you choke.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/wSyEkrnsvH8" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-1546188439289542233?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/1546188439289542233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/06/i-hope-you-choke.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/1546188439289542233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/1546188439289542233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/06/i-hope-you-choke.html' title='I hope you choke.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/wSyEkrnsvH8/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-1578040160843704598</id><published>2011-05-06T17:00:00.002+02:00</published><updated>2011-05-06T17:07:27.485+02:00</updated><title type='text'>Vanity fair.</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Ammettiamo che ci fosse qualcuno in ascolto e che tu stanotte morissi?&lt;br /&gt;Mi sentirebbe morire.&lt;br /&gt;Niente ultime parole?&lt;br /&gt;Anche le ultime sono solo parole.&lt;br /&gt;A me lo puoi dire, paradigma della tua stessa funesta genesi interpretato da una fiamma in una campana di vetro.&lt;br /&gt;Direi che non sono stato infelice.&lt;br /&gt;Non possiedi nulla.&lt;br /&gt;Forse gli ultimi saranno i primi.&lt;br /&gt;Tu ci credi?&lt;br /&gt;No.&lt;br /&gt;A che cosa credi?&lt;br /&gt;Credo che gli ultimi e i primi soffrono alla stesso modo. Pari passu.&lt;br /&gt;Allo stesso modo?&lt;br /&gt;Non è solo nelle tenebre della notte che tutte le anime sono un'anima sola.&lt;br /&gt;Di cosa ti pentiresti?&lt;br /&gt;Di niente.&lt;br /&gt;Di niente?&lt;br /&gt;Di una cosa. Ho parlato con amarezza della mia vita e detto che mi sarei battuto contro l'infamia dell'oblio e della sua mostruosa assenza di volto e che in quel vuoto avrei eretto una stele dove tutti avrebbero letto il mio nome. Una vanità che ora abiuro in toto."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Suttre&lt;br /&gt;Cormac McCarthy&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-1578040160843704598?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/1578040160843704598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/05/vanity-fair.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/1578040160843704598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/1578040160843704598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2011/05/vanity-fair.html' title='Vanity fair.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-2395410273785313533</id><published>2010-12-01T15:00:00.006+01:00</published><updated>2010-12-01T16:43:13.951+01:00</updated><title type='text'>In loving memory (l'ultimo volo).</title><content type='html'>Mario Monicelli: Viareggio 16/5/1915 - Roma 29/11/2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito del suicidio del padre disse: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;« Ho capito il suo gesto. Era stato tagliato fuori ingiustamente dal suo lavoro, anche a guerra finita, e sentiva di non avere più niente da fare qua. La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena. Il cadavere di mio padre l'ho trovato io. Verso le sei del mattino ho sentito un colpo di rivoltella, mi sono alzato e ho forzato la porta del bagno. Tra l'altro un bagno molto modesto. »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ammetto di aver amato i suoi film ma di non avere una grande affinità di pensiero con Monicelli. Era un cinico ed io non lo sono, per niente. Pensava che la vita non valesse sempre la pena di essere vissuta, al contrario io ritengo che non valga mai la pena di essere vissuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima o poi a ogni uomo, come a re Mida, tocca di incontrare il suo Sileno. Di chiedere quale sia la miglior cosa che ci possa accadere, il desiderio più auspicabile. La risposta del satiro non può che essere sempre la stessa: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto. »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sileno pecca di troppa compassione.&lt;br /&gt;Per troppa bontà cerca di relegarci nell'ignoranza. C'è veramente "qualcosa che per noi è vantaggiosissimo non sentire"? Io credo di no. Camus scrive che esistono due categorie di uomini tristi, gli ignoranti e gli illusi. Per questo il medico pietoso Sileno ci nuoce, ci vorrebbe ignoranti. Nobile nelle intenzioni ma dannoso negli effetti, perché non guardare in faccia il mostro esistenziale non ci salva dai suoi artigli. Nascondere la testa sotto la sabbia al contrario ci nega la gioia dell'estetica e priva la vita dell'unica difesa che ha nei confronti della verità: l'arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la profonda contraddizione dell'uomo Monicelli, cinico nel pensiero ma capace di regalarci quell'arte che, se non a vivere, ci aiuta almeno a sopravvivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il saggio Sileno è onesto nel cuore della sua dialettica (Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente.), non riesce tuttavia a privarci definitivamente delle nostre illusioni ed eccolo ancora ad intristirci, a suggerirci una speranza. Una morte rapida e prematura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Monicelli deve averlo preso in parola. Eccolo là: un moderno Kirillov. Lo immagino nella sua stanza d'ospedale a ripetere il monologo dell'eroe assurdo de "I Demoni": &lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Nella mia indiscutibile qualità di querelante e di rispondente, di giudice e di accusato, condanno questa natura, che, con impudente sfacciataggine, mi ha fatto nascere per soffrire - io la condanno ad essere annientata insieme con me&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;nella mia="" indiscutibile="" querelante="" giudice="" e="" di="" questa="" una="" impudente="" mi="" ha="" fatto="" nascere="" per="" soffrire="" io="" la="" condanno="" ad="" essere="" annientata="" insieme="" con=""&gt;Lo immagino a saltare dalla finestra non per la sua età, non per il tumore che lo avrebbe portato a soffrire ancora di più, ma perché probabilmente era seccato dal cattivo gusto del pranzo dell'ospedale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un gesto di libertà, di rivolta. Questo avrebbe probabilmente voluto dire Monicelli a Sileno: non posso non essere mai esistito? Bene. Posso almeno morire, ora!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo a Monicelli come a Kirillov è toccata una sorte che il vigliacco Sileno conosceva già, ma per troppa pietà ci ha taciuto: l'inutilità logica. Perché morire, è tanto inutile quanto vivere e non c'è peccato lavato dal suicidio del cristo Kirillov, non c'è nuova via di rivolta mostrata dalla sua morte. Non c'è nessuna dignità nel salto dalla finestra di un ospedale romano. La Russia, gli uomini, sono sempre lì, uguali, assurdi, perché in bilico tra la certezza di esistere e l'impossibilità di vivere.&lt;br /&gt;Questo male, peggiore del tumore di Monicelli, perché non ammette rivolta o fuga è ciò da cui, inutilmente, Sileno ci voleva proteggere. Sia maledetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il suo suicidio è logicamente vano perché fisico e non logico, cosa ci rimane di Monicelli? E cosa ci rimane del Kirillov di Dostoevskij?&lt;br /&gt;Degli splendidi film, un romanzo bellissimo e una vita che è arte in se stessa, perfettamente coerente con l'estetica del regista stesso. Ci resta la contraddizione di un cinico che non ci ha soltanto regalato dell'arte, ma ha reso la sua vita arte. Ecco, il suicidio di Monicelli non è significativo, è bello.&lt;br /&gt;&lt;l'arte la="" difesa="" nei="" confronti="" della=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;"L'arte è l'unica difesa della vita nei confronti della verità."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Friedrich Nietzsche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/l'arte&gt;&lt;/mi&gt;&lt;/nella&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eY0md7UR50g?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/eY0md7UR50g?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-2395410273785313533?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/2395410273785313533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/12/in-loving-memory-lultimo-volo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/2395410273785313533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/2395410273785313533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/12/in-loving-memory-lultimo-volo.html' title='In loving memory (l&apos;ultimo volo).'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-3372013333258371972</id><published>2010-05-09T03:13:00.000+02:00</published><updated>2010-05-09T03:14:20.949+02:00</updated><title type='text'>The importance of being Earnest</title><content type='html'>Bentrovati.&lt;br /&gt;E' più di un mese che non ci sentivamo. Un problema al pc, qualche giorno lontano da casa e una brutta ricaduta nel gaming online mi hanno tenuto lontano dal blog.&lt;br /&gt;In compenso venendo a mancare la mia mente condivisa ho avuto tempo e modo di dedicarmi a qualche lettura interessante, da qui a questo articolo il passo è stato breve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vecchio Ozzy cantava &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"My Jakyll doesn't hide"&lt;/span&gt;, ma il nostro?&lt;br /&gt;Il nostro Jakyll quanto si nasconde? E il nostro Jack? Jack e Jakyll sono la stessa cosa? Cosa ne è dei nostri Ernesti, Onesti e Franchi Mr. Hide?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa sappiamo dopotutto dei Jack e dei Jakyll del nostro tempo? &lt;br /&gt;Beh, quasi tutto. Nascono, crescono, studiano, lavorano: admire me, admire my home, admire my son, he's my clone. Poi invecchiano e cala il sipario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa ne è stato dell'Onesto Ernesto?&lt;br /&gt;Questo è più difficile da spiegare. &lt;br /&gt;Mr Hide, l'Onesto, si è ribellato alla sua apparenza di Jack, ne ha distrutto la morale, ne ha indebolito il pensiero. Ha ridotto la religione a superstizione: via i crocefissi, al loro posto idoli dorati di tecné. Gli analisti sono diventati i nostri sacerdoti confessori, gli psichiatri i nostri inquisitori. Cercare la verità a ogni costo, fare della medicina e dell'igiene un'ontologia, del diritto una legge naturale. Quello che prima era peccato è divenuto malattia, devianza dallo stato di natura scientifica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'età della ragione. Noi, gli Onesti, abbiamo preteso di poter usare la ragione, abbiamo stabilito dogmi scientifici, abbiamo deciso di uccidere il mito a favore della scienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo ci ha dato l'illusione della possibilità di una società nella quale i Jakyll non fossero più necessari. Questi nostri Jack esistono ancora, ovviamente, ma sono visti come residui bigotti di un'ignoranza storica, di una stupidità individuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni devianza dal modello protoscientifico e razionalista dei nostri tempi è visto come apostasia, perché il vero ha assunto un valore assoluto, prendendo il posto di quella che era la morale dei secoli preilluministici. Curioso scambio di persona. &lt;br /&gt;Hyde è ora la faccia pulita di Jakyll. Ernesto è il falso, Jack l'Onesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che abbiamo creduto e chiamato progresso si è rivelato essere una mera illusione. C'è stato solo un gioco delle parti, gli attori si sono scambiati la maschera. Cosa ci rimane alla fine dunque?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che ci rimanga ancora il piacere di essere Onesti. Onesti veramente, nel solo senso possibile, quello negativo. Nell'ammissione che l'unica verità è l'impossibilità di determinare la verità, che l'unica verità che ci è data è quella linguistico-storica, quella che si codifica secondo i binari dei rapporti di potere sociali e del pensiero storico contemporaneo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-3372013333258371972?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/3372013333258371972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/05/importance-of-being-earnest.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3372013333258371972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3372013333258371972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/05/importance-of-being-earnest.html' title='The importance of being Earnest'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-4017984723105075423</id><published>2010-03-30T19:53:00.003+02:00</published><updated>2010-03-30T21:55:18.111+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='potere'/><title type='text'>The sound of silence.</title><content type='html'>Immagino sia capitato anche a voi.&lt;br /&gt;Cena a due, una compagna muta, muti anche voi. Quel silenzio insistito che non è complicità, è disagio. Non aver niente da dire perché non si vuole aver niente a che fare con chi vi siede di fronte. Passano i minuti, i suoni sembrano accentuarsi. Sono un sollievo perché il silenzio è insopportabile ma anche una condanna perché, quel silenzio, lo sottolineano.&lt;br /&gt;Che dareste per uscire da quelle situazioni. Non è così?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure in un luogo affollato dove tutti parlano, ma nessuno in fondo ascolta. Qualcuno si rivolge a voi ma voi leggete, per distrarvi, la locandina che sta alle sue spalle, sempre più interessante della conversazione in atto. Sorridete, ma è un ghigno, è il disagio di voler essere altrove, di essere qualcun altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta essere uomini per provare questo disagio almeno una volta nella vita. Eppure ci sono uomini che sembrano esserne immuni: i nostri politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da ieri notte il silenzio delle nostre case è rotto dalle dichiarazioni di tutti i politici che blaterano di aver vinto le elezioni.&lt;br /&gt;Il mio partito ha aumentato i suoi voti. Il presidente eletto in questa regione è del mio partito: ho vinto. Partendo da una situazione così svantaggiosa abbiamo si perso, ma con onore, quindi abbiamo vinto. Siamo stati l'ago della bilancia in tutte le regioni, con il nostro 2.5 percento. Il merito di quella vittoria è nostra. Vinto. Vinciamo. Vincere e vinceremo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo di aver esaurito tutte le locandine mai stampate in tutte le tipografie del mondo in questi due giorni. Ho letto le etichette dei vestiti, i volantini del circo, gli oroscopi, contato le bottiglie dietro i banconi dei bar, letto le targhe di tutte le automobili che mi sono passate di fronte. Perdio, credo di aver letto anche focus, per quanto mi annoiava il rumore di fondo di chi parla senza mai ascoltare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure i nostri politici non si sentono a disagio, anzi, non sentono proprio. Parlano, ma non ascoltano. Non sentono questo insopportabile silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicono di aver vinto, ma hanno perso. Il partito che ha raccolto più voti in praticamente tutte le regioni è stato quello dei muti, il partito del silenzio. Più di un italiano su tre ha deciso di stare zitto, indispettito, a disagio. Stiamo zitti non perché non abbiamo niente da dire, ma perché non c'è nessuno disposto ad ascoltare, e noi non abbiamo più intenzione di avere niente a che fare con chi non ha la volontà di ascoltare, con chi non è a disagio nemmeno nel silenzio, non ha più orecchie per ascoltare perché può coprire ogni voce, ogni silenzio, con la propria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io mi chiedo, vi chiedo: fino a quando potranno ignorare questa tensione? Fino a quando potranno calpestarci? Per quanto ancora potranno coprire e nascondere, con la loro voce, la nostra? Fino a quando potranno ignorare il suono del silenzio?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-4017984723105075423?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/4017984723105075423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/03/sound-of-silence.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/4017984723105075423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/4017984723105075423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/03/sound-of-silence.html' title='The sound of silence.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-8757539962321472708</id><published>2010-03-22T19:00:00.007+01:00</published><updated>2010-03-22T22:01:54.370+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconto'/><title type='text'>L'ultimo mondo.</title><content type='html'>Era chiaro come se ne sarebbe andato il primo. Ci aveva pensato a lungo. Tutto era stato preparato nei minimi dettagli: l'anestesia, il medico, quella stanzetta senza finestre. Era una vecchia sala prove. Per anni aveva tenuto il mondo lontano dalle urla del rock. Ora sarebbe stata testimone dell'ultimo atto, del primo mondo che muore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovare il medico non era stato facile. Parlare a mezze frasi, cercare di scorgere qualcosa negli occhi dei vari candidati, prima che fosse troppo tardi. Prima di fare un passo che non avrebbe ammesso la retromarcia. Prima di lasciare un'orma incancellabile. &lt;br /&gt;Era stato attento. Mai un passo falso. Mai quell'ultima parola. Finché un giorno aveva trovato quello che faceva al caso suo, la luce negli occhi di quello che sarebbe stato il suo medico. Fece l'ultimo passo verso il primo mondo che muore. Non si domandò se il medico fosse consapevole di stare per morire anch'egli, che quella luce nei suoi occhi non si sarebbe più accesa. In fondo non era importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivò quel giorno: il primo mondo morì. Andò tutto come previsto. Si svegliò ed era rimasto solo quel suono: toc, toc, toc.&lt;br /&gt;L'aveva messo in conto e non era un problema. L'aveva sempre saputo. Un mondo che muore lascia comunque un cadavere, fosse anche un suono: toc, toc, toc. Fosse metallo, pietra, legno o soffice erba, quando si trasformava in uno sfreghio, in un grattio di fili strappati...era solo un cadavere freddo. Un cadavere non fa male, soprattutto se hai sempre saputo che sarebbe stato lì, dopo la morte del primo mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A interrompere il suono c'era solo la notte. Che a chiamarla notte è ironico, perché la notte faceva parte del primo mondo e con lui era morta. La si poteva chiamare sonno, stanchezza o riposo. Cessava il suono e arrivavano gli altri mondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando se ne rese conto fu terribile. Aveva pensato a tutto, perfino al suono, ma non a quegli altri mondi. Pensava di aver ucciso il mondo, invece aveva ucciso solo il primo mondo. Negli altri mondi c'erano quasi tutti: suo padre, le sue sorelle, i suoi figli. C'era la sua casa, la sua città, le altre città, anche quelle che non aveva mai visitato, anche quelle immaginate e immaginarie. Cessava il suono e arrivavano gli altri mondi, implacabili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provò per qualche tempo a rinunciare a quella che non poteva più essere chiamata notte, cammianava, e quel suono lo accompagnava: toc, toc, toc. Alla fine, ogni volta, crollava. Gli altri mondi tornavano, suo padre gli parlava, le sue sorelle giocavano di fronte a lui, i mille cieli di tutti i colori lo schiacciavano sotto i loro nomi. Con i loro nomi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensò di tornare dal suo medico, ma non poteva. Era morto col primo mondo, non poteva più raggiungerlo, aveva solo un suono: toc, toc, toc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembrava tutto perduto quando dopo una lunga camminata e un lungo concerto di toc, toc, toc, articolati su vari materiali come note emesse da strumenti diversi si lasciò andare ancora una volta al riposo. Quelle figure che lo venivano a trovare erano diverse, senza più nomi. Guardava i loro volti senza più riconoscere il padre e le sorelle, prima solo vuoti ovali al posto dei visi, poi neppure quelli. Sparirono una dopo l'altra le figure degli altri mondi. Sparirono i ricordi e con essi i nomi. Le città apparvero piatte, i muri sbiadirono perché aveva dimenticato cosa significasse la parola muro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Toc. Toc. Toc. Poi di nuovo il sonno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cieli sparirono in un buco nero, poi fu il buco a sparire, perché buco non significa più alcunché. Sparirono i suoni, le voci, perché non c'erano più storie da raccontare. Le storie che sono l'unica storia di tutti i mondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Toc. Toc. Toc. Camminare. Poi abbandonarsi a quella che non poteva più essere chiamata notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine vide uno specchio che rifletteva la sua immagine, l'ultimo mondo. Vide lo specchio svanire, perché aveva dimenticato cosa significasse la parola specchio. Vide il suo volto diventare un ovale vuoto, la sua immagine sparì col suo nome, con la sua storia, che poi è l'unica storia di tutti i mondi. Non c'era più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si svegliò e cercò tentoni il bastone da passeggio, si alzò e fece due passi: Toc, Toc, Toc. Si passò lentamente le mani sul volto e toccò le orbite vuote che avevano ospitato i suoi occhi fino a quel giorno, in quella piccola sala prove. &lt;br /&gt;Per la prima volta in vita sua, sorrise.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-8757539962321472708?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/8757539962321472708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/03/lultimo-mondo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8757539962321472708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8757539962321472708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/03/lultimo-mondo.html' title='L&apos;ultimo mondo.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-5287688132155351459</id><published>2010-03-13T03:02:00.001+01:00</published><updated>2010-03-13T03:02:32.752+01:00</updated><title type='text'>Girone degli abbracci.</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1huWqYecgEU&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/1huWqYecgEU&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-5287688132155351459?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/5287688132155351459/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/03/girone-degli-abbracci.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5287688132155351459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5287688132155351459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/03/girone-degli-abbracci.html' title='Girone degli abbracci.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-1200298499023477365</id><published>2010-03-08T01:29:00.006+01:00</published><updated>2010-03-09T13:34:33.958+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='8 marzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='devianza'/><title type='text'>8 marzo: festa dei rasoi degli uomini.</title><content type='html'>Oggi si ricorda il 1908.&lt;br /&gt;Si dovrebbe ricordare; ma si festeggia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centoventinove operaie dell'impresa Cotton di New York, centodue anni fa, furono rinchiuse nella loro fabbrica, dai loro datori di lavoro e arse vive.&lt;br /&gt;Erano colpevoli di aver scioperato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale miglior modo di ricordarle di una bella cena, una sbronza e uno strip?&lt;br /&gt;Due fiori gialli? Perché no. Magari una trombatina dopo, io sopra e lei sotto. Quindici minuti per marcare il cartellino, che non si monti la testa. Giusto per ricordare il momento solenne dell'otto marzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A New York, alla fabbrica della Cotton, centodue anni prima della mimosa che comprerete o riceverete oggi, quelle donne stavano solo chiedendo una vita migliore. Stavano reclamando la sola vera aspirazione che ogni essere umano che sbuca in questo mondo possiede: l'essere felice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne è passato di tempo. E' passato il femminismo. E' passata la rivoluzione sessuale: il demone dentro. E' passato il postfemminismo, che come uno tsunami di sborra ha sommerso tutto.&lt;br /&gt;Che rimane oggi di quelle centoventinove operaie bruciate vive?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi nulla, a stento il ricordo. L'hanno cancellato il ricordo, nascosto sotto un poster della Canalis che bacia George Clooney.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donna. Madre. Figlia. Sposa. Serva. Giù la testa. Porta la croce. La morale. La società. Il sistema. Lo stato. La chiesa. La famiglia. Le città. Le culle. I letti. Le bare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_fnsOmb0Fvog/SrMmUuLFQsI/AAAAAAAABtA/c548Us1N674/s400/BarbaraKruger-Your-body-is-a-battleground-1989.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 394px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_fnsOmb0Fvog/SrMmUuLFQsI/AAAAAAAABtA/c548Us1N674/s400/BarbaraKruger-Your-body-is-a-battleground-1989.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non che non c'abbiano provato, almeno per un po'. Purtroppo la strada era quella sbagliata. Le altre operaie, le madri, le mogli, le puttane, le figlie, tutte quelle che non erano in quella fabbrica, a New York, centodue anni fa, ci hanno provato. Ma a fare cosa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La peggior cosa possibile, pensando che fosse l'unica. Hanno provato a scimmiottare l'uomo. Mancava però il pene. Così hanno preso a scimmiottarne il ruolo, il modello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che errore! Che condanna! Pensare che noi uomini stavamo aspettando loro, quelle centoventinove operaie della Cotton, per liberarci dal nostro modello. Da soli non potevamo farcela, sotto sotto l'abbiamo saputo sempre. Aspettavamo quelle voci, ma quelle grida erano state soffocate nel fumo, a New York, centodue anni fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora sono arrivate le mogli, le madri, le suore, le puttane, le figlie che volevano essere il nostro modello, quel modello che noi uomini avevamo costruito per renderci schiavi. Le mura della nostra cella: la chiesa, la casa, la società, il dovere, il comando, il cazzo eretto: produci consuma crepa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un giogo. Troppo basso per essere attraversato in piedi, con la schiena dritta. Così ci siamo chinati, ingobbiti. Le ossa si sono rotte, ci siamo mutilati da soli: deformi nel modello che noi avevamo disegnato col nerofumo del rogo del 1908, a New York, nello stabilimento della Cotton.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donna. Madre. Figlia. Sposa. Serva. Giù la testa. Porta la croce. La morale. La società. Il sistema. Lo stato. La chiesa. La famiglia. Le città. Le culle. I letti. Le bare. I bambolotti, che un giorno sarai madre. Il vestito da sposa, che quel giorno sarai la più bella. La giacca. La gonna. Il lavoro. Il successo. La gara. Il cazzo eretto. Produci. Consuma. Crepa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno preso il nostro rasoio e non avendo barba l'hanno usato per decapitarsi, per passare anche loro sotto il giogo costruito dagli uomini. Storpie, deformi, come deforme era il loro modello. Il cristo uomo deforme: padre, marito, padrone, figlio, amante, schiavo, carnefice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A passare sotto quel giogo non sapevano cosa le aspettava. Mi viene da essere contento per quelle centoventinove operaie. Loro almeno non hanno visto altro che fumo negli occhi, nei polmoni, il fuoco sulla pelle. Non hanno visto Sex and the City, le veline, le stagiste godive, la Carfagna ministro delle pari opportunità, le donne manager, FX, Studio Aperto, la Canalis, le mogli dei calciatori, Ilari Blasi, quelli che il calcio condotto dalla Ventura, gli stivali da seicento euro, l'anoressia, le erboristerie, le diete, la Santanchè, le palestre, le copertine photoshoppate. In una parola: cadaveri deformi, automutilati con i nostri rasoi e considerate alla pari di idrovore da sborra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E noi, qui, impotenti e deboli, ad aspettare ancora di essere salvati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' tempo di festeggiare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-1200298499023477365?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/1200298499023477365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/03/8-marzo-festa-dei-rasoi-degli-uomini.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/1200298499023477365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/1200298499023477365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/03/8-marzo-festa-dei-rasoi-degli-uomini.html' title='8 marzo: festa dei rasoi degli uomini.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_fnsOmb0Fvog/SrMmUuLFQsI/AAAAAAAABtA/c548Us1N674/s72-c/BarbaraKruger-Your-body-is-a-battleground-1989.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-3615198597764922451</id><published>2010-02-24T23:19:00.005+01:00</published><updated>2010-03-17T01:31:07.571+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='social network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la rete'/><title type='text'>Google, l'Italia vince l'oro nella marcia (indietro).</title><content type='html'>Oggi il giudice Oscar Magi della quarta sezione penale ha condannato a sei mesi di reclusione per violazione della privacy tre dirigenti di Google Italia, nel processo di primo grado che li vedeva imputati anche per diffamazione, capo d'accusa in relazione al quale invece sono stati assolti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In breve: il giudice ha applicato per analogia la legislazione relativa alla carta stampata, considerando Google responsabile per la pubblicazione di un video in cui un disabile veniva preso di mira con atti di bullismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa c'è che non va? Perché sto scrivendo questo articolo su una sentenza di primo grado per un reato minore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta è semplice, questa sentenza è unica nel suo genere e apre le porte a molte considerazioni.&lt;br /&gt;Nessun tribunale, di nessuno stato, aveva mai condannato un gestore di servizi online per il materiale che un utente terzo aveva pubblicato utilizzando il servizio fornito, al massimo si era intervenuti per obbligare il gestore a rimuovere tale materiale in caso violasse delle leggi in vigore in un dato stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non interessa qui, ora, nel mio spazio, l'analisi legale della questione, non dubito ci siano altri più preparati e competenti nel sottolineare le forzature di questa sentenza e l'inadeguatezza della legislazione italiana in materia. Mi interessa sottolineare l'unicità del provvedimento. Se infatti, in sostanza, nessuno stato ha ancora messo appunto una disciplina legale capace di regolamentare la rete senza snaturarne la ratio finale (ammesso che sia possibile), non era mai stato emesso nessun atto di condanna simile. L'Italia vince questa medaglia d'oro, nella marcia indietro nel tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assimilare la carta stampata alla rete non è semplicemente una forzatura, è la prova della mancanza di comprensione di un fenomeno che rappresenta il più grande cambiamento di questi anni e che sembra non solo esponenziale nel suo avanzare, ma anche inevitabile. Vorrebbero!&lt;br /&gt;Vorrebbero che la rete fosse simile alla carta stampata, in cui controllare cinquanta, cento uomini chiave permette un monopolio dell'informazione e di fatto, un potere che ben conosciamo in questo paese, ma così non è, &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2010/01/io-neuromante-e-malato.html"&gt;la rete va ben oltre l'informazione.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lungi da me fare un'apologia della rete ora. Chi mi legge con una certa regolarità, avrà avuto occasione di accorgersi che non sono particolarmente entusiasta del rumore di fondo e della massa di informazioni di basso livello che girano sulla rete (chi non ha avuto occasione può trovare gli articoli &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/la-rete_13.html"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2009/11/la-rete-slight-return.html"&gt;qui&lt;/a&gt;) a cui il video in questione sicuramente appartiene ma, nonostante ciò, l'ipocrisia e la posizione reazionaria della sentenza in questione mi obbligano a non rimanere in silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ipocrisia, perché al di là delle frasi di circostanza, si è di fatto sfruttato il soggetto del video in questione, un disabile, per aumentare la cassa di risonanza del fatto e per cercare di influenzare il giudizio dell'opinione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reazione al progresso, perché una presa di posizione di questo genere rende, di fatto, impossibile offrire servizi di hosting sulla rete, minandone alla base la filosofia, il funzionamento e la pragmatica. Anche io, ultimo tra gli ultimi, non avrei più possibilità di parlarvi da questo piccolo spazio in casso passasse la concezione che, chi ospita il mio pensiero, ne sia oggettivamente responsabile. Sarebbe come incolpare le poste per le lettere minatorie, i gestori di telefonia per le telefonate di minaccia. Il fatto stesso che non sia possibile controllare tutte le voci e le opinioni che formano la coscienza condivisa della rete non può, in nessun caso, autorizzare lo stato ad usare gli host come sbirri delegati al controllo sul materiale che forma la rete, per quanto squallido, inutile o grottesco esso sia. Chi lo partorisce è il solo responsabile del suo pensiero e delle sue azioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se volete farvi due risate potete cercare le dichiarazioni dell'ex ministro Fioroni a riguardo, mi scuserete se provo troppo imbarazzo anche solo per copiaincollarle qui.&lt;br /&gt;Questo imbarazzo nasce dalla consapevolezza che la nostra classe dirigente, non è solo totalmente impreparata e ignorante, riguardo alla più grande rivoluzione che sta scorrendo viva attraverso le connessioni che fanno da ponte di condivisione per il pensiero di milioni di uomini, ma ne è spaventata. Hanno una tale paura che la loro paranoia sta velocemente degenerando in schizofrenia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A essere onesti, tutto sommato, ne hanno ben donde. Che lo vogliano o meno verranno seppelliti, perché di fatto già cadaveri di un'epoca che non gli appartiene, da una coscienza condivisa che non possono arginare, maneggiare o piegare ai loro scopi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-3615198597764922451?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/3615198597764922451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/02/google-litalia-vince-loro-nella-marcia.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3615198597764922451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3615198597764922451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/02/google-litalia-vince-loro-nella-marcia.html' title='Google, l&apos;Italia vince l&apos;oro nella marcia (indietro).'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-7676898861137946115</id><published>2010-02-20T00:16:00.010+01:00</published><updated>2010-02-20T14:07:26.555+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P2P'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='e-ink'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='e-book'/><title type='text'>E-Ink, muore la carta? (Precisazioni)</title><content type='html'>Iniziamo dalla fine, dalle precisazioni.&lt;br /&gt;Mi sono arrivate delle mail a proposito dell'&lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2010/02/happy-valentines-day-lady-jane.html"&gt;ultimo articolo&lt;/a&gt;, non capisco il perché non scrivere direttamente nel blog al posto di mandarmi una lettera ma tant'è. Non le pubblico ma mi limito a rispondere brevemente.&lt;br /&gt;Il mio non era né un elogio, né un'apologia. Tra l'altro nonostante chi sia stato tradito possa trovarsi meglio nei panni di Amleto non trarrei conclusioni affrettate, fossi in voi, che a scambiare l'interprete col personaggio si rischia di fare un gran casino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saltando di palo in frasca...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...stavo seriamente pensando di comprare un lettore di E-book reader. Per chi non sapesse di cosa si tratta la farò corta: è un apparecchio elettronico portabile nel quale si possono caricare e visualizzare file di testo, quindi anche interi libri, per poi leggerli come si fa(ceva) con i vecchi volumi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volumi, arrotolati. Si chiamano così perché in principio la parola scritta era intrappolata in pergamene e papiri arrotolati, poi si è passati ai codici e senza soffermarmi sull'etimologia, basta un passo ancora per lasciare indietro la calligrafia degli amanuensi a favore delle lettere stampate a rullo di Gutemberg. &lt;br /&gt;E' arrivato il tempo del prossimo passo? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Time Machine, target: 79 a.C. Egitto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Io non ci credo! Sono diventati pazzi, da sempre abbiamo conservato la conoscenza nei volumi. Srotolare il papiro è un rito: la sensazione dei fusti seccati che scivolano sulla mano. Per non parlare dell'idea della sapienza che si schiude di fronte a noi, le leggi, la geometria, come si può inscatolare tutto questo in delle tavole. Non funzionerà mai!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Time Machine, target: 1455 d.C. Abbazia di Montecassino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Abate, abate! Ho appena ricevuto quelle &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;due&lt;/span&gt; bibbie dalla Germania, da Magonza. Non ci crederà mai, sono identiche!&lt;br /&gt;-Non dire idiozie fratello, nessun codice può essere identico ad un altro, ogni uomo che ricopia ha la sua calligrafia e esprime la sua arte attraverso miniature sempre differenti...CHE DIAVOLERIA E' MAI QUESTA? -Si fa il segno della croce. -Mio dio santissimo, che ne sarà di noi, libri uguali. Tutta l'arte dei miniatori, la pazienza degli amanuensi, tutto perso? Come sono freddi questi libri uguali. Anonimi. Non parliamo poi di quanto sarà facile ora ottenerli. La sapienza sarà sminuita, tutti potranno avere accesso ai libri. Non saranno più dei tesori da custodire gelosamente, ma verranno dati alla mercé del popolino. Il popolino non li capirà mai. Ci sono libri pericolosi...oh mio dio. Che guaio. Che sciagura. Deve essere frutto del demonio, chi altri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Time machine, target: 2010 The Net\forum\libri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;:) ololol Ma dai su :rotfl: ma il piacere della carta? L'avere il libro? Ke gusto ciè a non sentire l'odore dll colla :zomg: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A noi. Qui, ora, oggi. Siamo testimoni di una lenta rivoluzione. Il formato digitale sta lentamente prendendo il posto della carta stampata. Possiamo essere più o meno d'accordo, accadrà comunque. Se questo fenomeno è in ritardo rispetto a quello che è accaduto per la musica e il cinema, è solo per le difficoltà tecniche che hanno impedito la funzionale fruizione della parola scritta sugli schermi. Più semplice? Leggere su schermo frigge gli occhi e causa emicrania. I nuovi lettori E-ink hanno risolto il problema. Non mi dilungherò in specifiche tecniche, confidando nella vostra abilità di usare google.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più interessante è analizzare le conseguenze di questa rivoluzione. A breve, come già successo per la musica e il cinema, la letteratura e le opere scritte in genere saranno disponibili a neuromanti e neofiti della rate gratuitamente. In confronto la rivoluzione della stampa di Gutemberg è una quisquiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non temano le case editrici, la carta stampata non sparirà, come non sono spariti cinema, dischi e DVD. Semplicemente ora, chi vorrà, avrà accesso a risorse che prima gli erano precluse per motivi economici, logistici (un'intera biblioteca occuperà lo spazio di un libriccino di 200 pagine) e strutturali (eliminando il vincolo fisico si azzerano le distanze, si favorisce la reperibilità e si elimina lo spreco\costo delle risorse. Le foreste ringraziano sentitamente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In chiusura rimane tempo e spazio per una riflessione sul diritto d'autore. L'argomento è controverso e discuterlo in poche righe è quasi deprimente, sicuramente riduttivo, ma mi preme esporre la mia posizione: da sempre considero l'espressione culturale come una naturale conseguenza della natura umana, venne prima la musica della Siae, venne prima la letteratura delle case editrici. Questo fenomeno creativo e insorgente è figlio della cultura e della partecipazione di ogni uomo che passa, manifestandosi, su questo mondo, l'artista ne è al massimo l'interprete. La musica che ascoltiamo siamo noi, le parole che leggiamo sono i nostri pensieri, le tele che osserviamo sono il simulacro della nostra immaginazione, dei nostri tempi, della nostra società. Pagare per usufruirne non è un peccato, né un'aberrazione, quanto non lo è accedervi gratuitamente. Da oggi il mondo è un po' più vicino alla mia sensibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://funnymotivationals.files.wordpress.com/2009/07/sgtk043.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 495px; height: 337px;" src="http://funnymotivationals.files.wordpress.com/2009/07/sgtk043.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-7676898861137946115?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/7676898861137946115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/02/e-ink-muore-la-carta-precisazioni.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/7676898861137946115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/7676898861137946115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/02/e-ink-muore-la-carta-precisazioni.html' title='E-Ink, muore la carta? (Precisazioni)'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-4650882304354578381</id><published>2010-02-14T14:50:00.004+01:00</published><updated>2010-02-14T17:05:42.975+01:00</updated><title type='text'>Happy Valentine's day Lady Jane.</title><content type='html'>Mata Hari? Ammettiamolo, era una dilettante.&lt;br /&gt;Sei tu la regina delle amanti. Quindi perché non oggi, perché non ora. E' il giorno perfetto per fare due chiacchiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Permetti questo ballo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/R-fJ9ROrW08&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/R-fJ9ROrW08&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti amanti hai avuto? Uomini, donne, non fa alcuna differenza per te. Quante maschere? Vengono le vertigini a pensarci.&lt;br /&gt;Per Giulietta è morto solo un Romeo. Per Romeo si è uccisa una sola Giulietta. Dilettanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/abbott-di-quanta-fede-avremo-bisogno.html"&gt;Re di pointlandia&lt;/a&gt;: felici in se stessi. Quanti amanti hai reso sovrani? Certo la corona ha un prezzo, in questo caso l'empatia. Come puoi conservarne anche solo un briciolo quando sei felice in te stesso e non esiste più niente altro? Prezzo salato, ammetterai. Eppure in tanti l'hanno pagato, re e regine ai bordi di una società che non rappresenta più niente ai loro occhi. Sottopassaggi come stanze del trono, manicomi come saloni da ballo. Sovrani con gli occhi di chi non vede più alcuna dimensione che non sia l'assenza di dimensione. Un punto. Niente altezza, nessuno spessore, solo se stessi, niente altro che la propria voce. E' normale che questa sia la tua maschera più spaventosa, quella più incomprensibile al nostro mondo, ma ne hai tante, quanti sono i tuoi amanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puttana, per svezzare i nostri figli, rassicurante, sistematica. Sono i genitori a presentarti i loro figli. Tu con un sorriso che è un ghigno, li rassicuri: andrà tutto bene, state tranquilli. Vesti abiti di infermiera e di medico, ma cosa amputa il tuo bisturi? Che cosa curi dei tuoi giovani amanti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti hanno chiamato Lucia, ti hanno chiamato guida...&lt;font style="font-style: italic;"&gt;"so much poison come undone"&lt;/font&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Orge. Quante ne hai viste? Da sempre, hai così tanti anni, hai visto così tante cose, eppure sembri sempre giovane, un cambio di maschera e oplà: una nuova amante, una vecchia prostituta. Riti sociali, la società ti ama da sempre, basta scegliere la maschera giusta. La maschera per coprire il volto delle &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2010/01/sette-giri.html"&gt;novelle libere donne di Magliano &lt;/a&gt;. La maschera della normalità. La maschera dei sacerdoti. La maschera dei giovani uomini che crescono insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti hanno chiamato porta, ti hanno chiamato morte...&lt;font style="font-style: italic;"&gt;"I'm so selfish, I'm unkind"&lt;/font&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti amanti hai svegliato? Quante belle addormentate hai baciato? Tu che sei Lucia, che sta in cielo coi diamanti. Chissà se la realtà in cui si sono ritrovate è piaciuta loro? Non è mai stato un tuo problema. Su la maschera! Chi sei in fondo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti auguri Milady, tu che puoi trasformare un ragazzo in un uomo, un uomo in un punto, la bella addormentata in una principessa pazza, un mondo in niente.&lt;br /&gt;Buon san Valentino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Rd7uUjfpkeA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Rd7uUjfpkeA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-4650882304354578381?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/4650882304354578381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/02/happy-valentines-day-lady-jane.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/4650882304354578381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/4650882304354578381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/02/happy-valentines-day-lady-jane.html' title='Happy Valentine&apos;s day Lady Jane.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-8976854508920331606</id><published>2010-01-25T23:55:00.003+01:00</published><updated>2010-01-31T20:53:24.525+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la rete'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internet'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='devianza'/><title type='text'>Io. Neuromante e malato.</title><content type='html'>Stanotte chiuderò la mia trilogia di articoli sulla devianza della pazzia, in caso ve li foste persi potete trovare gli altri due articoli &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2010/01/sette-giri.html"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2010/01/rosarnos-blues-dodici-battute-in-do-di.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi Repubblica titolava: "&lt;font style="font-style: italic;"&gt;I malati di Internet&lt;/font&gt;". Faceva eco il Corriere con un articolo su una clinica per i "malati di internet", a sud di Pechino, nell'amorevole Cina. Un servizio per ogni tg. Vostro figlio gioca col piccì? Può essere grave. Accoltellato padre che spegne la consolle del figlio! Internet è una dipendenza, come fumo, alcol e droga. Ah la dddroga!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono malato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Curiosa  diagnosi. Faccio notare all'amorevole dottore che è totalmente non richiesta, abbia pazienza per questa volta. Nessuno aveva chiesto il suo parere. Nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il malato che non richiede una diagnosi e rifiuta la cura è pazzo. Semplice logica. Lo facciamo per il suo bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono pazzo. Alleluia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia pazzia, la mia orrenda devianza risiede nell'aver abbandonato il mio ruolo, il mio corpo.&lt;br /&gt;Figlio adorato. Marito premuroso. Cittadino inconsapevole. Suddito fedele. Lavoratore operoso. Consumatore affidabile. Fedele devoto. Di questo non rimane che cenere.&lt;br /&gt;Il fallimento del sistema, le catene spezzate delle vie già tracciate sulla cartina stradale del contratto sociale.&lt;br /&gt;L'ultimo baluardo a resistere è stato il mio corpo. Non era sufficiente. Non che mi avesse servito male, non che non lo farà in futuro. Me ne prendo cura come mi prendo cura delle cose che mi circondano. Semplicemente non arriva abbastanza lontano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi non trovo nessuna differenza tra le sinapsi neurali nella mia testa e le connessioni digitali che collegano il mio pc alla mente di milioni di persone che sono l'altro me stesso. Come gli amici, "&lt;font style="font-style: italic;"&gt;come i numeri 220 e 284, composti l'uno dei divisori dell'altro", &lt;/font&gt; fatti della stessa materia.&lt;br /&gt;Neuromante, sacerdote di un rito Voodoo di silicio che realizza la comunione di ciò che, per sua natura, è unico e indivisibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la mente si disgrega in personalità multiple, in avatar condivisi, in molteplici manifestazioni la medicina usa una parola: schizofrenia. Grazie dottore. Anche in questo caso è una diagnosi non richiesta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alleluia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proiezione della mente al di là dei limiti corporei è una pratica così antica che a guardare in fondo al pozzo si rischia una vertigine. Oggi, adesso, le mie mani che scorrono sulla tastiera sono solo l'ultimo dei riti di una dottrina mistica che squarcia il velo. &lt;i&gt;Babalawo &lt;/i&gt; di un culto che unisce la mente di centinaia di milioni di uomini. Uomini ai quali il loro corpo non è più sufficiente. Uomini che sacrificano la propria identità per una comunione di conoscenza.&lt;br /&gt;Virus. La dottoressa Blackmore spiegherebbe così la rete. Saremmo, sarei, ancora una volta malato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi spiace dottoressa, non è così. Non è mai stato così. &lt;font style="font-style: italic;"&gt;Noi&lt;/font&gt; non siamo l'idea di noi stessi, il linguaggio che ci descrive. Non siamo il nostro corpo. Io sono tutto ciò che non è Io. La parte contiene l'intero e ogni uomo che oggi si erige a Neuromante contiene l'intera rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto questo sia spaventoso, a vederlo dall'esterno, mi riesce difficile da concepire. La mia devianza, la pazzia della consapevolezza della comunione con tutte le cose che non sono io.  Povero cronista di repubblica, povero governo cinese. E' assai ironico come quello stesso cronista sia, anche ora, uno dei miei numeri amici, sia l'altro me stesso, sia Io, sia la mia mente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Uccidi i tuoi genitori, il possesso e l'orgoglio;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; uccidi il tuo padrone, il pensiero astratto;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; distruggi il tuo mondo con le sue passioni senza freno,&lt;/span&gt;&lt;br style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; cammina infine sano e salvo."&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-8976854508920331606?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/8976854508920331606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/01/io-neuromante-e-malato.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8976854508920331606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8976854508920331606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/01/io-neuromante-e-malato.html' title='Io. Neuromante e malato.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-8288318290176703778</id><published>2010-01-18T02:04:00.006+01:00</published><updated>2010-01-31T20:53:00.664+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='devianza'/><title type='text'>Sette giri.</title><content type='html'>L'altro ieri ricorreva il centenario della nascita di Mario Tobino. Psichiatra e scrittore, antifascista e cattolico. Un bel casino insomma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caso ha voluto, che in quei giorni, come avrete visto dal mio scaffale Anobili, mi sia capitato di leggere un suo romanzo: "Le libere donne di Magliano". Un libro toccante e poetico, non ruffiano, in cui la follia puzza di piscio e galline morte, tra le celle umide del manicomio di Magliano. Un libro dal quale, allo stesso tempo, sgorga una dolcezza e un'umanità strappata, in bilico, negli occhi delle pazienti della casa di cura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quei tempi ne è passata di acqua sotto i ponti, ma quel puzzo si sente ancora. Le mura di pietra sono state abbattute e al loro posto, asettiche e fredde, sono state innalzate torri di Xanax e Roipnol. Steccati di Lexotan si sono moltiplicati, oscuri pozzi di Oxapam e Quilibrex: moderni reparti per i pericolosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al mio paese c'è un'usanza goliardica. Chiunque faccia, di corsa, sette giri della fontana della piazza può ottenere dalla pro loco locale un certificato di follia: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la patente da mattu.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come Cronenberg ne "Il demone sotto la pelle" esorcizza la libertà sessuale con i suoi parassiti gore, come Tobe Hopper in "Non aprire quella porta" esorcizza la rivoluzione sessantottina e la liberalizzazione dei costumi con la motosega di Leatherface, così noi, a Matelica, esorcizziamo la pazzia con sette giri della fontana. La rendiamo ridicola, giocosa, goliardica. Se ne potrebbe fare un concept, se non fosse un mezzo plagio: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Seven degrees of inner turbolence"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paese dei matti e dei rissaioli. Così è conosciuta la mia cittadina nei dintorni. Lusinghiera nomea, dovete ammettere. Te ne accorgi girando per le strade, entrando nei locali. Non è raro imbattersi in chi "i russi, i russi controllano l'acqua...domani chiudono i rubinetti e che cazzo faccio? tu che cazzo fai?", in quello che "secondo te chi lo prende più in culo, Marina Ripa di Meana o Bill Gates?", in chi chiama Mario quello che si chiama Luca, Luca quello che si chiama Alessandro, mamma la barista e Danilo tutti gli altri esseri umani, ciao! C'è lo storto, la pazza urlante, "che io sono la più bella", quello che "Usciamo, che la risolviamo una volta per tutte!". Poi ci sono quelli che non vedi, quelli dietro le mura, al di là dei cancelli, in fondo ai pozzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno di questi che io sappia ha mai fatto i sette giri. Nessun certificato, nessuna cartolarizzazione. Probabilmente è questa la loro pazzia, il non essere certificati.  Nei comportamenti, nel sentire, nelle scelte: l'infinita paura che abbiamo tutti noi di non rientrare nelle regole del "potere circolare", per dirla con le parole di uno che coi matti ha avuto a che fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Focault non ha solo formalizzato l'idea di potere circolare. E' stato di più. E' stato tutto e il suo contrario. E' stato eretto a dio di una moderna religione. E' stato l'amico che NON mi ha salvato la vita. E' stato l'abbattimento della morale, la riscossa dell'omosessualità, il trionfo della libera scelta, l'elogio delle follia come devianza possibile e a tratti, addirittura, necessaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soprattutto è stato la mostruosa e inconfessabile contraddizione di aver tracciato una via luminosa e di rappresentare allo stesso tempo l'incapacità di seguirla. Lui, uomo piccolo, accademico di potere, creatore e utilizzatore di quel potere circolare da cui rivendicava la devianza e descriveva l'indipendenza. Potere che utilizzava per esercitare la sua misoginia, per favorire i suoi puer, per erigersi, come il vitello d'oro, a idolo infamante della religione che aveva rivelato. Lui, omosessuale, che rivendicava il diritto di VOI (non noi) omosessuali alla libertà di scelta, che fino anche in punto di morte nascondeva la sua malattia, l'AIDS, allora ancora conosciuta come "cancro dei froci".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che Focault abbia fatto quei sette giri, come noi. Noi che cerchiamo di esorcizzare la follia, mettendola in ridicolo, nascondendo la nostra contraddizione, il nostro desiderio di perseguire quella via luminosa che è la libertà di scelta e al contempo la paura che ci stringe il cuore al solo pensiero. Per questo abbiamo eretto delle fortezze chimiche intorno a noi, per questo giriamo intorno alla fontana, per questa inconfessabile ragione il matto è un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;malato&lt;/span&gt;, un estraneo, uno straniero. E' il nostro pensiero che ci spaventa, è la nostra volontà castrata di eunuchi del potere circolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xW64lqpTpZw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/xW64lqpTpZw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-8288318290176703778?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/8288318290176703778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/01/sette-giri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8288318290176703778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8288318290176703778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/01/sette-giri.html' title='Sette giri.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-8832369814916007029</id><published>2010-01-14T00:48:00.005+01:00</published><updated>2010-01-14T01:37:56.202+01:00</updated><title type='text'>Oracoli.</title><content type='html'>Ce ne fossero...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti ce ne sono fin troppi, uno ogni due calendari del nuovo anno, che sarà sicuramente meglio di quello vecchio. Antichi, moderni, letterari. Oroscopi occidentali, oroscopi cinesi, cartomanti abbondanti, abbonamenti a rabdomanti, 144 anzi no, ora è un altro numero: 144 era una truffa, quello nuovo, che è uguale, no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove voglio andare a parare sotto questo cappello?&lt;br /&gt;Bella domanda, potremmo interrogare le stelle, o le budella dei polli. Mi hanno detto che ormai i polli sono tutto petto quindi addio auruspex. Il mercato non è più in grado di assorbire questa figura professionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La faccio breve. Ieri ho visto che avevano regalato a mia madre il libro dei Ching. Regalo gradito, tra l'altro. L'aveva riposto in libreria tra i libri universitari di chimica di mio padre e la "ricchissima e nuova (nel '79) enciclopedia degli animali". Quella zona della libreria rappresenta per la mia famiglia, quello che il triangolo delle Bermuda è per i marinai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro dei ching è il più antico oracolo esistente al mondo. Funziona grossomodo così: si lanciano 3 monete per sei volte, ogni faccia delle monete ha un valore associato, 2 per lo yin e 3 per lo yang. Si sommano i valori che corrispondono a linee fisse, spezzate, intere, mobili. A secondo del risultato, il libro ci riserva una risposta a una nostra domanda, intima e profonda o stupida e faceta. Se tra ventidue secoli i nostri discendenti troveranno una scatola di baci perugina putrefatti e raccoglieranno i fogliettini di Moccia avranno la versione 2.0 dei ching.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine dell'800 un chirurgo tossicodipendente spiegò al mondo che le parole potevano curare le malattie. Fu preso per matto, ironia della sorte. Oggi, a molti, basta leggere uno dei suoi libri per considerarsi profondi conoscitori dell'animo umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i tossicodipendenti degli oracoli vale la stessa cosa. Le parole sul libro, le parole dell'oroscopo sui giornali e le riviste, le parole che escono dalle cornette a tre euro al minuto sono una cura.&lt;br /&gt;La cura per la mancanza di autodeterminazione della loro volontà.&lt;br /&gt;Il sé determina l'universo, e determina anche gli oracoli, la nostra cura, la nostra flebo di volontà, lo specchio sul quale il nostro transfert si riflette. Non so quanto costi il libro che hanno regalato a mia madre, il prezzo è stato grattato via, ma sono sicuro che sia molto più economico di una lunga terapia. Il libro inoltre non è un tossicodipendente, non tagliuzzava le persone, al massimo qualche graffio sulle dita e puoi sempre rimetterlo lì, tra "chimica organica I" e "Volume XIV: i grandi felini, dominatori della savana!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così sia, ballino le monete...Re di cuori: niente male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Nm3SAtzQl5M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Nm3SAtzQl5M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-8832369814916007029?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/8832369814916007029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/01/oracoli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8832369814916007029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8832369814916007029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/01/oracoli.html' title='Oracoli.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-6326482864230410177</id><published>2010-01-09T14:50:00.005+01:00</published><updated>2010-01-31T20:52:38.066+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='devianza'/><title type='text'>Rosarno's blues. Dodici battute in Do di matto.</title><content type='html'>L'intro strumentale è quella che nessuno ascolta, di solito. Perché ancora mancano due tiri a finire la sigaretta, un sorso di whiskey, prima che inizi il cantato, quelle dodici battute sempre uguali. Che palle il blues, è troppo bello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta l'intro però l'hanno sentita, perché suonava di vetri rotti. Perché le bacchette non carezzavano la batteria. Erano bastoni, spranghe, cartelli stradali divelti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E via con la prima strofa, dodici ottavi. Che è come quattro quarti, solo un po' sghembo. Terzinato, lo chiamano i musicisti. Per gli altri è...così, che non capisco proprio, ma qualcosa mi dice dentro che va bene, che è stato sempre così. Che palle il blues...è troppo bello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima strofa.&lt;br /&gt;E' in Mi incazzo, che non è né il quarto né il quinto grado del Do di matto. Né la dominante, né la sottodominante, per questo suona strana, per questo la gente ascolta. Il Mi incazzo è la libera. La libera non c'è nella teoria musicale, ma c'è a Rosarno, nella prima strofa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando è finita la prima strofa la gente ascolta. A qualcuno è piaciuta, qualcuno non l'ha capita; perchè ci sarebbe dovuta essere una dominante statale, o una sottodominante della 'ndrangheta. Che è questa novità della libera dei negri? Che se ne tornino a casa loro. A suonare la loro musica. Che il blues lo sappiamo suonare meglio noi bianchi, un po' di civiltà, che diamine. Almeno la dignità di morire soffrendo in silenzio. Perchè cantano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno è addirittura spaventato, si chiude in casa. Doppia mandata, che con una sola magari entra il Mi libero o il Do, che si sa, in questi casi è il Do di matto e non sai mai quali accordi ci vanno prima e dopo. Quelli soliti, il Fa comodo o il Si campa meglio con la catena al piede e gli occhi chiusi proprio stonano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Turnaround... Do-po tornerà tutto a posto, Sol-tanto degli incivili, Fa comodo così...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Seconda strofa.&lt;br /&gt;Oramai le dodici battute le abbiamo capite. Tornano la dominante e la sottodominante. La dominante suona strumentale, sono i colpi di fucile, le ossa rotte. La sottodominante canta invece il solito ritornello, interprete conosciuto, il ministro Maroni. Esemplare compositore della ballata "Forte con i deboli e debole con i forti". Duettando con la 'ndrangheta, chiosa in Mi sono cagato sotto: è colpa dell'immigrazione clandestina (non del caporalato e dello schiavismo).&lt;br /&gt;Baciamo le mani ministro. E votiamo in Fa comodo anche questa volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Turnaround... Do-mani saranno messi a tacere, poi ci penserà la ndrangheta, Mi fanno schifo, Fa-te silenzio che c'è Vespa in tv...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terza strofa.&lt;br /&gt;La suona un musicista fuori dal coro. Roberto Saviano. Suona il mandolino e sempre la stessa canzone. Che palle il blues...è troppo bello: non lasciamoli soli. Chi si rivolta ha coraggio!&lt;br /&gt;Strano accordo. A me sembra un Mi impegno. Ma il coro non coglie la variazione. TG, ore 20: si suona il "Si fa presto a pontificare vivendo all'estero e guadagnando soldi con i libri". Figurarsi, i libri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Outro strumentale, e qui veramente nessuno ascolta. Perché non ci sono più vetri rotti, non ci sono più grida, non ci sono più ossa spezzate. Si suonano gli approfondimenti, in Mi annoio. I TG in Si stava meglio quando si stava peggio. Fraseggiano i politici in Re nudi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' tempo degli ultimi due tiri di sigaretta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-6326482864230410177?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/6326482864230410177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/01/rosarnos-blues-dodici-battute-in-do-di.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/6326482864230410177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/6326482864230410177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/01/rosarnos-blues-dodici-battute-in-do-di.html' title='Rosarno&apos;s blues. Dodici battute in Do di matto.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-5505069883120110070</id><published>2010-01-07T01:21:00.005+01:00</published><updated>2010-01-07T02:00:28.608+01:00</updated><title type='text'>Il vento di Valencia.</title><content type='html'>Il vento di Valencia arriva così. Che non te ne accorgi, come uno schiaffo, quando prima non c'era nessuno. Sbandi e ti riprendi col cuore in gola.&lt;br /&gt;Ti guardi intorno e vedi che anche gli altri hanno sbandato. Gli altri sulla via, sulla tua stessa strada. Se poi dormivi quando arriva è anche peggio. E' come cadere. Come nei sogni, che salti nel letto e cadi. Nel sogno e nel letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriva dal sud il vento di Valencia. Parte dall'Atlante, tocca appena il mare e corre su per l'Andalucia. Saluta i briganti che non ci sono più, su quei monti, e corre verso nord.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un vento d'africa che ti porta il calore, mentre sei sulla strada. Che l'importante è il viaggio, non la meta. Se ti fermi, lui passa lì accanto e quasi si sente l'Atlante, quasi arriva il mare. Se aspetti solo un attimo puoi perfino vedere i briganti che non ci sono più.&lt;br /&gt;I briganti se li è portati via il vento di Valencia. E chissà cos'altro. Quando sale ancora più a nord, ti accorgi piano piano che ti manca qualche pezzo. Ti giri, col sole alle spalle, che è quasi sera. Immagini che qualcuno, su un'altra strada, durante un altro viaggio, senta anche te insieme all'Atlante, al mare e ai briganti, quelli che non ci sono più.&lt;br /&gt;Ti viene anche voglia di inseguirlo il vento di Valencia, se la tua strada non andasse a sud, se quei pezzi ormai non fossero perduti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ti riaddormenti e il prossimo schiaffo è una carezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"La libertà è l'ultima delle passioni individuali. Per questo oggi è immorale. E' immorale nella società e, per esser precisi, anche in se stessa"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Albert Camus&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-5505069883120110070?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/5505069883120110070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/01/il-vento-di-valencia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5505069883120110070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5505069883120110070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2010/01/il-vento-di-valencia.html' title='Il vento di Valencia.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-370321052584271704</id><published>2009-12-30T01:10:00.004+01:00</published><updated>2009-12-30T01:15:36.096+01:00</updated><title type='text'>L'importante è il viaggio, non la meta.</title><content type='html'>Ultimo articolo dell'anno.&lt;br /&gt;Domani sarò in viaggio verso la catalogna quindi colgo l'occasione per salutare voi e quest'anno.&lt;br /&gt;Nel farlo oltre a ringraziarvi delle ventimila e più visite ricevute su questo piccolissimo blog, vi auguro di vivere non un anno, ma ogni singolo momento, felicemente. In modo che possiate essere consapevoli e soddisfatti di ogni attimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che il giorno più bello possa sempre essere quello che state vivendo, mai quello passato e mai quello ancora da venire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-370321052584271704?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/370321052584271704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/12/limportante-e-il-viaggio-non-la-meta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/370321052584271704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/370321052584271704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/12/limportante-e-il-viaggio-non-la-meta.html' title='L&apos;importante è il viaggio, non la meta.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-5726210325280209160</id><published>2009-12-23T22:28:00.006+01:00</published><updated>2010-01-31T20:51:38.519+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Sotto un unico cielo.</title><content type='html'>C'era una volta la Antonio Merloni S.p.a. C'è ancora, a dire il vero. Non per molto tempo, mi viene da aggiungere. Non divaghiamo.&lt;br /&gt;C'era una volta un capannone della Merloni S.p.a., un martello alzato, un dito sull'incudine e una scommessa.&lt;br /&gt;-Non sarà matto a colpire davvero?&lt;br /&gt;-Non sarà matto a lasciare il dito fermo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'era una volta, qualche anno dopo, sotto lo stesso cielo, un regista cinese di nome Zhāng Yìmóu. Il regista tirò fuori un blockbuster asiatico dal dubbio gusto, risparmiatevelo. Un imperatore sognava di riunire tutte le genti in un solo stato, garantendo pace e prosperità. La sua poesia recitava così: sotto un unico cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo il sogno dell'imperatore era realizzato. Sogno, oddio...incubo.&lt;br /&gt;Sotto lo stesso cielo José Bové "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;piangeva disperato la sua libertà perduta".&lt;/span&gt; Per dirla con parole d'altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto lo stesso cielo, per due settimane, a Copenhagen, si sono riuniti i cosiddetti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;potenti della terra&lt;/span&gt;. Gli unici che fino a oggi non sembrano aver capito il sogno dell'imperatore, pur essendo i generali che l'hanno realizzato. Sarà forse che tra loro e quel cielo, l'unico che abbiamo, c'era un capannone da gozziliardi di dollari e una fitta coltre di smog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto lo smog, sotto al capannone, qualcuno però non c'era. Mancava l'imperatore in persona, Wen Jinbao.&lt;br /&gt;C'era al suo posto un sottosegretario al salcazzo dell'inutile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' presente il primo ministro cinese?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;No!&lt;/span&gt; Disse il salcazzo del sottosegretariato all'inutile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora prese la parola la Merkel, dicendo che anche unilateralmente la Germania si sarebbe impegnata a ridurre le emissioni dell'80% entro il 2050 come negli accordi precedenti era stato stabilito.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;No!&lt;/span&gt; Ha risposto l'imperatore, via preposta inutile persona del salcazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manteniamo almeno il tetto massimo del riscaldamento globale a 2° fino al 2020. Già c'era l'accordo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;No!&lt;/span&gt; Ha risposto il salcazzo dell'imperatore, ormai sottosegretario all'inutile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è alzato poi il negro. Quello che realizza la fantascienza. -Offro cento milardi di dollari ai paesi in via di sviluppo, e mi impegno a diminuire le emissioni U.S.A. del 17% rispetto al livello del 2005 entro il 2020.&lt;br /&gt;E...indovinate un po' il sottosalcazzo dell'imperatore? Non è difficile vero? &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;No!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete capito bene, è stato impedito anche ai singoli paesi, unilateralmente, di inquinare di meno, di sfoltire la coltre tra noi e il cielo. Vi chiederete perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta è semplice: siamo ormai tutti sotto un unico cielo, l'incubo dell'imperatore è oggi. E' qui. Adesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E di nuovo a correre, e di nuovo a produrre, e di nuovo a testa bassa.&lt;br /&gt;In alto i martelli.&lt;br /&gt;Le dita sull'incudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non saranno matti a non accordarsi?&lt;br /&gt;Non saranno matti a coprire l'unico cielo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel capannone della Antonio Merloni S.p.a. si è sentito improvvisamente un urlo terribile.&lt;br /&gt;Portate l'orecchio alla finestra e guardate quello che resta del cielo. Questa volta non basterà un'ambulanza e una corsa al pronto soccorso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-5726210325280209160?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/5726210325280209160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/12/sotto-un-unico-cielo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5726210325280209160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5726210325280209160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/12/sotto-un-unico-cielo.html' title='Sotto un unico cielo.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-7242845829914811609</id><published>2009-12-18T01:05:00.003+01:00</published><updated>2010-01-31T20:51:19.228+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Guillermo del Toro, Günter Grass. Pick your point of view.</title><content type='html'>C'era una volta una nazione, due lampadine, una falena, un bambino, un'offerta rifiutata e una promessa.&lt;br /&gt;C'era una volta una bambina, un mostro dietro una porta e un mostro di fronte a una porta, una prova e tanta paura.&lt;br /&gt;C'era una volta un tamburo, due mazze. La Polonia non era ancora perduta. Che poi ci fosse o no una caduta o meno dalle scale, cosa conta? La Polonia non era ancora perduta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa fa di una storia una grande storia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difficile da dire, probabilmente non sono il più indicato per rispondere.&lt;br /&gt;Di sicuro i due signori di cui sopra hanno risposto come meglio non si poteva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il patto narrativo è un contratto. Un accordo tra autore e pubblico liberamente accettato da entrambi. Difficile da ammettere logicamente la necessità di accettare qualcosa di palesemente falso, eppur si muove! Scusate, intendevo: eppure funziona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/m2UE7TLmkf0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/m2UE7TLmkf0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa ci spinge a firmare quei contratti? Perché alcuni sono terribili e altri dolcissimi da onorare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io. And the song remains the same. Le grandi storie surreali, grottesche, fantastiche, immaginarie sono tali perché ci lasciano scegliere come guardarle. Non c'è vergogna, si prestano, le puoi girare e rigirare. Continuano a sorridere nello stesso modo. O a urlare. O a disperarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che una gobba spunti guardando le formiche dopo la morte del tuo padre putativo o che sia la febbre causata da un sasso poco cambia. Cosa cambia?&lt;br /&gt;Cambia il nostro punto di vista. Possiamo riscrivere quel foglio prima di metterci sopra il nostro nome. E questo se permettete, fa tutta la differenza del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che siano satiri o capitani a popolare i nostri incubi spetta a noi dirlo. La nostra storia è lì, come noi abbiamo deciso di vederla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, forse è questo. Le grandi storie si lasciano raccontare come noi le vogliamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-7242845829914811609?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/7242845829914811609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/12/guillermo-del-toro-gunter-grass-pick.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/7242845829914811609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/7242845829914811609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/12/guillermo-del-toro-gunter-grass-pick.html' title='Guillermo del Toro, Günter Grass. Pick your point of view.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-5266181271638314605</id><published>2009-12-04T23:51:00.004+01:00</published><updated>2010-01-31T20:50:53.563+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consapevolezza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia orientale'/><title type='text'>Thich Nhat Hanh. Trowin' away.</title><content type='html'>Nei prossimi giorni sarò fuori città, non avrò possibilità di scrivere. Avevo pensato di lasciarvi un piccolo presente, nel caso vi annoiaste nel frattempo.&lt;br /&gt;E' una lezione di Thich Nhat Hanh tenuta nel 2006 durante un ritiro spirituale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi dilungo su chi sia quest'uomo, lo avevo già nominato in &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/domande-e-risposte.html"&gt;questo articolo&lt;/a&gt;, le informazioni su di lui sono facilmente googlabili, come pure le sue pubblicazioni per chi fosse interessato ad approfondire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il filmato è in effetti insolitamente lungo, per i tempi della rete. Un'ora e quaranta minuti.&lt;br /&gt;Sembra un'infinità di tempo. Non così tanto se pensiamo che un metalmeccanico avvita bulloni per seicentomila ore nella sua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest'ora e quaranta probabilmente vale più di quelle seicentomila.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il video è in inglese, ma il terribile inglese del venerabile maestro è davvero comprensibile a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora vi starete chiedendo perché mai dovrei linkare semplicemente un video pubblicato su google video. La risposta è che purtroppo il rumore di fondo della rete spesso copre le perle a favore dei video sul puzzo di cazzo. Una segnalazione può valere la candela se serve a diffondere qualcosa di veramente profondo. Consideratelo un regalo di natale e buona visione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi fosse ulteriormente interessato faccio presente che il maestro sarà in Italia per guidare un ritiro spirituale a marzo. Potete trovare maggiori informazioni &lt;a href="http://www.esserepace.org/thay2010.html"&gt;qui.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed id=VideoPlayback src=http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-4240638521557497291&amp;hl=it&amp;fs=true style=width:400px;height:326px allowFullScreen=true allowScriptAccess=always type=application/x-shockwave-flash&gt; &lt;/embed&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-5266181271638314605?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/5266181271638314605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/12/thich-nhat-hanh-trowin-away.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5266181271638314605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5266181271638314605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/12/thich-nhat-hanh-trowin-away.html' title='Thich Nhat Hanh. Trowin&apos; away.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-3436587892916655850</id><published>2009-11-27T15:41:00.003+01:00</published><updated>2010-01-31T20:50:30.650+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consapevolezza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Le cattedrali nel deserto. Il "miglior sistema" feat. Mr Tremonti.</title><content type='html'>Per il mio rientro in scena dopo questa pausa avevo pensato di scrivere un articolo citando l'Odio, il film di Kassovitz che ha vinto la palma d'oro nel '95. Francamente però la rabbia è troppa per gli esercizi di stile. Ho abbandonato l'idea e dovrete accontentarvi di qualcosa di più ordinario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da due giorni state sentendo i telegiornali blaterale di come una crisi finanziaria in Dubai stia minacciando l'economia globale. Bene. Anzi, "fin qui tutto bene" come direbbe Kassovitz. Cerchiamo prima di tutto di capire di cosa stiamo parlando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto il mondo oggi si risveglia più povero. Si oggi. Ieri era il giorno del ringraziamento quindi in USA l'impoverimento era in vacanza. Non temete, è tornato puntualmente al lavoro oggi, raggiungendo i suoi colleghi europei che già ieri si erano dati da fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo più poveri. Di quanto? Non ha troppa importanza, la rabbia deriva dal perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo più poveri. Perché un gruppo di derelitti umani che sono al comando delle principali banche inglesi, quali Lloyds, Barclays, Hsbc, nonché i montanari svizzeri della Credit Suisse (tra gli altri) hanno deciso di prestare i nostri soldi a dei beduini che anziché viaggiare sui cammelli preferiscono giocare a fare gli imperatori nel deserto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi imperatori della demenza ieri hanno detto che "probabilmente" non restituiranno quei soldi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si. Avete presente il fatto che, a trentacinque anni con un lavoro fisso, se andate in banca a chiedere un mutuo per la prima casa vi chiedono se vostro padre può firmare per garanzia?&lt;br /&gt;Ecco, ai beduini hanno invece hanno concesso una tale quantità di denaro che solo ad immaginarla si hanno le vertigini. Senza richiedere nessuna garanzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo denaro è stato utilizzato per costruire piste da sci nel deserto o peggio. Cose come questa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendetevi cinque minuti per guardare questo video.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ZVs43z6D6hg&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ZVs43z6D6hg&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A vederlo mi sono venuti i brividi. In confronto le pubblicità grottesche dei film futuristici sono meno inquietanti. Se qualcuno di voi trova questo obrobrio ammirevole o anche solo accettabile, prego. Accomodarsi pure. Lo Zyklon B è il rimedio perfetto per la vostra vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta di altro che follia. Quella vera. Non la libertà del giullare, non la creatività del genio. E' la negazione della ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi aborti sono finiti i nostri soldi. A questi malati mentali sono stati affidati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presto le banche e i loro comandanti andranno a piangere dai nostri governi, perché gli sceicchi della demenza non restituiranno i loro soldi. Che poi sono i nostri.&lt;br /&gt;Per ripianare le loro perdite, visto che le banche non possono fallire -secondo comandamento del dio sistema occidentale- i governi concederanno loro dei finanziamenti. Indovinate con quali soldi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo in Italia i giornalisti si rincorrono come satiri nei campi elisi, facendo a gara a chi ribadisce con più forza che l'Italia non sarà toccata dalla crisi. Che noi siamo poco esposti. Che noi, insomma, fin qui tutto bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro ministro del tesoro va in televisione. Rai tre. I comunisti. Santoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affronta il carismaticissimo Bersani. In una gara a non parlare di nulla nel tentativo di dividere per zero. Ovviamente non una parola sulla finanza. Lo spettacolo è così avvincente che presto torno a curare la mia SG ma ad un tratto si rompe il mi basso. Il mi basso non si rompe quasi mai. Deve essere stata l'onda d'urto della boiata di Tremonti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'Italia ha il miglior sistema pensionistico europeo! Da quando noi l'abbiamo adeguato inserendo la clausula che l'età pensionabile scala con l'aumento dell'aspettativa di vita media.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' il momento di alzare un po' il volume. Innocence faded può aspettare qualche minuto.&lt;br /&gt;Parliamoci chiaro, un sistema pensionistico è "migliore" quando ti fa lavorare di meno e o ti da più soldi. Se lavori per più tempo non è "migliore". Ti stanno rubando più vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi hanno detto che è necessario. Che è normale. Che fin qui tutto bene. Se vivi di più devi lavorare di più.&lt;br /&gt;Ma allora, perché è migliore? Per chi è migliore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per lo stato, ovviamente.&lt;br /&gt;Perchè spende meno soldi.&lt;br /&gt;Non fa una piega.&lt;br /&gt;Fin qui tutto bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sistema migliore a questo punto sarebbe il non pagare affatto le pensioni. Ovviamente la gente tirerebbe fuori quei vermi annidiati nei palazzi romani per le caviglie e regalerebbe loro il giusto trattamento. Quindi no, quello non sarebbe il sistema migliore. Per loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sistema migliore è quello in cui ci convincono che sia meglio lavorare per più tempo durante la nostra vita. E' quello che ruba più a fondo. Peccato che l'occupazione non compare da un giorno all'altro e per ogni vecchio che rimane a lavorare per qualche anno in più c'è un ventenne disoccupato in giro. Non cambia nulla. Oddio, quasi nulla. Il pensionato lo deve pagare lo stato, il ventenne lo mantiene la famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco qual'è il sistema migliore, quello che ci sfila i soldi dal portafoglio.&lt;br /&gt;Eh ma lo stato non ha più soldi. Ci è stato detto. Ci è stato fatto credere. E ringraziate iddio, perché fin qui tutto bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per regalare l'Alitalia agli amichetti, i soldi sono stati trovati.&lt;br /&gt;Per far produrre più auto alla Fiat, auto che nessuno vuole comprare, i soldi sono stati trovati.&lt;br /&gt;Per finanziare le operazioni militari in stati lontani migliaia di kilometri, i soldi sono stati trovati.&lt;br /&gt;Per costruire le cattedrali nel deserto, i soldi sono stati trovati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il comunista Santoro? -Zitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il superesperto dell'economia di sinistra Bersani? L'uomo la cui visione del sistema economico ricalca quella degli studenti del secondo anno di economia, preparati su libri che trattano teorie e temi del dopoguerra. -Zitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi chiedo: chi se non il brigatista che piazza una pallottola all'inguine di questi uomini ci può salvare? Ah mi raccomando. Mentre stanno morendo, che non si dimentichi, sorridendo, di spiegare loro come quella sia la soluzione migliore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-3436587892916655850?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/3436587892916655850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/11/le-cattedrali-nel-deserto-il-miglior.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3436587892916655850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3436587892916655850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/11/le-cattedrali-nel-deserto-il-miglior.html' title='Le cattedrali nel deserto. Il &quot;miglior sistema&quot; feat. Mr Tremonti.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-3319360625366988464</id><published>2009-11-04T01:29:00.006+01:00</published><updated>2010-01-31T20:49:52.493+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costruttivismo'/><title type='text'>L'immaginario del dottor Parnassus.</title><content type='html'>Se volete andare a vedere questo film non fate come me.&lt;br /&gt;Non andate per passare due ore con gli amici.&lt;br /&gt;Non andate a vedere una favola.&lt;br /&gt;Non prendetevela alla garibaldina.&lt;br /&gt;Non aspettatevi l'inquisizione spagnola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anche se non è una vera e propria recensione, in quello che segue ci sono degli spoiler. Se non avete ancora visto il film e volete vedervelo senza sapere nulla, NON proseguite la lettura. Ci risentiamo dopo la vostra visione, in caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Se siete ancora qui significa che avete già visto il film oppure che siete troppo curiosi per aspettare.&lt;br /&gt;Nel primo caso probabilmente sarete un po' confusi. Non vi biasimo. E' successo anche a me all'uscita dalla sala.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A giudicare dalle facce dei miei amici e degli altri spettatori siete in ulteriore compagnia.&lt;br /&gt;Il lavoro di Gilliam è contorto, visionario e surreale. E' praticamente impossibile trovarvi un senso immediato, e la sensazione di incompiuto ti si attacca alle gambe. Si esce con gambe pesanti dalla sala, dopo aver visto questo film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi voglio fermare troppo sulla performance degli attori. Troverete molti giudizi in proposito in rete e il mio sarebbe del tutto superfluo. Mi piace invece ripensare il film. Strappare con voi quella pesantezza alle gambe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per qualche giorno, sul forum di NGI, si è parlato di linguaggio. Una certa parte dei miei lettori viene proprio da quel forum quindi colgo l'occasione per salutare con un cenno la platea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza quella platea io avrei ancora qualcosa di pesante da trascinare. Attaccato alle gambe. Dopo il film di Gilliam. Perché il linguaggio è la chiave del film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad essere onesti Gilliam mette subito in chiaro le cose. In un modo che più chiaro non potrebbe essere. Luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Noi raccontiamo una storia eterna. Se ci fermassimo l'universo scomparirebbe."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che sembra un insensato vaneggiamento di un monaco è in realtà la concezione di Gilliam sul linguaggio. Così innocentemente espressa che quasi non la si nota. Occupati come siamo a cercare in chissà quale anfratto della trama un senso.&lt;br /&gt;Il linguaggio condiviso crea la realtà, l'universo, descrivendoli. A nulla serve al diavolo zittire i monaci. Qualcun altro sta già raccontando un'altra storia, l'universo vive in essa. E' il regista a prendere il posto dei monaci zittiti e la platea forma la dualità, la condivisione, necessaria al linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di qui in poi è solo una carneficina. Una carneficina di immagini, di illusioni e di sensazioni che ditruggono le nostre sovrastrutture e i nostri linguaggi, fino a che non rimane solo quello del regista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima vittima è la fisica, la scienza. Uccisa dalla magia surreale dell'immaginario di Parnassus, dalle sue regole improbabili, dalla sua fiabesca assurdità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda è la logica. Muore nel non rispetto delle regole, nella mancanza del rapporto causa effetto. Nelle promesse e scommesse insensate, mai rispettate, mai riscosse. Mai centrali nel filo narrativo del film. Puro specchio infranto della scena del ballo tra Valentina e Nick.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultimo sacrificio è quello della morale. Sembrerebbe strutturale, eterna diatriba tra il santo Parnassus e il diabolico Mr. Nick a contendersi anime nel corso dei secoli. Lo spettatore si aggrappa a questa corda, unica salvezza in un sogno surreale. Il regista la taglia. Le anime "salvate" da Parnassus sono in realtà truffate da Tony. Mascherato in volto, come nascosta è la sua anima. Mr Nick non è poi così cattivo come lo si dipinge. Il monaco Parnassus accetta di diventare assassino per salvare la figlia che ha già scelto di dannarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E lo spettatore precipita senza appigli, proprio come Parnassus continua a essere intrappolato nel suo immaginario, a rivivere scelte di una morale che ormai agonizza, fino a sputare l'ultimo respiro.&lt;br /&gt;Solo a questo punto, quando Parnassus uccide l'ultima scelta con un senso apparente, quella morale, riemerge l'uomo. L'uomo disperato Parnassus ma anche l'uomo vivo, sua figlia, sposa e madre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luci in sala.&lt;br /&gt;Il passo è leggero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-3319360625366988464?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/3319360625366988464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/11/limmaginario-del-dottor-parnassus.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3319360625366988464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3319360625366988464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/11/limmaginario-del-dottor-parnassus.html' title='L&apos;immaginario del dottor Parnassus.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-3565179655383229473</id><published>2009-11-02T02:22:00.005+01:00</published><updated>2010-01-31T20:44:49.640+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la rete'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internet'/><title type='text'>La rete (Slight return)...</title><content type='html'>Oggi mi stavo sollazzando allegramente con un video dei Tool, Prison sex, quando ho avuto la malaugurata idea di seguire youtube in uno dei suoi voli pindarici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo video consigliato, per "attinenza", era di una tizia che, a farla breve, spiegava come evitare o sopportare il puzzo del cazzo mentre si succhia il medesimo.&lt;br /&gt;Smetto dopo un paio di minuti, non avendo chissà quale interesse per l'argomento.&lt;br /&gt;-Bella cagata. Mi dico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Come farà la gente a perdere tempo con.... COOOSA!?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;67397754 visite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si, è inutile che proviate a ricontare il numero delle cifre cercando una qualche speranza per la razza umana. Sono proprio più di SESSANTASETTEMILIONI di persone che si sono informate sul puzzo di cazzo che si percepisce mentre si fanno i bocchini!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella cifra mostruosa ci ricorda che non solo le nostre amanti, vere o immaginarie che siano, ma anche le nostre sorelle, amiche e madri succhiano cazzi. Al di là di questo, personalmente, mi è ritornato in mente che non avevo trovato nessuna informazione a proposito del filmato di Markram di cui parlo in &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2009/10/scienza-e-neuroscienza-brancolando-nel.html"&gt;questo articolo&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa c'entrano le neuroscienze col succhiare cazzi vi starete chiedendo. C'entrano, se si pensa alla struttura di internet. "Se su Google non c'è, allora non esiste", "informati, apri internet!". Queste e molte frasi del genere sono ormai entrate nell'uso comune, ma in realtà, quanta informazione si può trovare nella rete?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In alcune tecniche anestetiche, praticate in sala operatoria, si induce a mezzo di farmaci una sorta di "rumore di fondo" nel cervello. Questo "rumore", di fatto, copre tutti gli impulsi sensoriali e sopisce la nostra stessa consapevolezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando a noi, mi sento di dire che in rete vi siano in effetti, più informazioni che in qualsiasi altro "posto" nel mondo, purtroppo sono coperte, volutamente o meno da un fitto strato di merda, di cui questo blog fa sicuramente parte. Da qui, il disprezzo per me stesso (parafrasando il buon Hank Moody).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto ci costa avere a disposizione quelle informazioni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rete ha di fatto creato una serie di individui con variegati attributi: "kuelli ke conoscono tutti i processi di Berlusconi", "kuelli ke sono chimici perché hanno imparato su wikipedia la formula del THC", "kuelli ke il latte fa male", "kuelli che...è solo un meme", "kuelli ke i MMORPG sono kome la droga", "kuelli ke...se non sei informato STAI ZITTO!", "kuelli ke per fortuna c'è l'informazione libera sull'internet", "kuelli ke ho scopato una tipa okkey e corro a dirlo a facebook", "kuelli ke LOL che sei XD", "kuelli che...la tua cultura è solo wikipedia", "kuelli ke l'internet non è più quello di una volta"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so voi, ma io sento una gran puzza. No, non è di cazzo, forse è ancora peggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-3565179655383229473?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/3565179655383229473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/11/la-rete-slight-return.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3565179655383229473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3565179655383229473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/11/la-rete-slight-return.html' title='La rete (Slight return)...'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-3962442530776509250</id><published>2009-10-25T02:27:00.001+02:00</published><updated>2009-10-25T02:28:41.275+01:00</updated><title type='text'>Do what thou Wilt.</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_z2O289Jemo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_z2O289Jemo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Liberamente dedicato a chi stava cercando un senso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-3962442530776509250?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/3962442530776509250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/10/do-what-thou-wilt.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3962442530776509250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3962442530776509250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/10/do-what-thou-wilt.html' title='Do what thou Wilt.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-8499085448674620480</id><published>2009-10-19T02:34:00.011+02:00</published><updated>2010-01-31T20:44:27.659+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AI'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dennett'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='memetica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='einstein'/><title type='text'>Scienza e Neuroscienza. Brancolando nel buio...</title><content type='html'>E' un po' che non ci sentiamo. Ho avuto qualche problema. Ovviamente, non trattandosi di facebook, non ho la minima intenzione di parlarne qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando a noi, capita a volte di cambiare idea su qualcosa, poi ricambiarla ancora, per poi...ci siamo capiti immagino.&lt;br /&gt;Il qualcosa in questione è la cosiddetta neuroscienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di come sia arrivato alla mia visione di coscienza ho parlato &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/domande-e-risposte.html"&gt;qui,&lt;/a&gt; della mia visione della scienza invece ho detto qualcosa&lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/abbott-di-quanta-fede-avremo-bisogno.html"&gt; qui.&lt;/a&gt; Vorrei ritornare un attimo sul secondo articolo.&lt;br /&gt;Il fatto che Einstein abbia partorito una delle più grandi teorie unificatrici della storia dell'uomo senza uno straccio di esperimento, ha di fatto decretato la fine del metodo scientifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora una serie di ricercatori si è sentita in grado e quasi in dovere di spingersi sempre più oltre, nel formulare teorie totalmente antilogiche con la presunzione di essere universali e rivoluzionarie. Questo rinnovato amore nella "scienza" ci ha regalato teorie eccellenti come la quantistica, ma anche una serie di ipotesi fantasiose, la cui "scientificità" è stata rimandata a conferme ipotetiche legate ad esperimenti impossibili allo stato attuale della tecnologia, e probabilmente relegati nel nostro futuro anteriore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa nuova fede cieca nella scienza ha anche fatto sì, che un grande numero di persone creda o abbia creduto che ogni cosa sia spiegabile da un punto di vista scientifico e che i problemi insiti nella verifica delle ipotesi siano solo di ordine "tecnologico", per così dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal canto mio rimango dell'idea, che per quanto eleganti e interessanti, a fini letterari o filosofici, possano essere le ipotesi dei cosiddetti scienziati "teorici", la scienza rimanga quella confutabile, di Galileo e di Karl Popper. Intendiamoci, ben venga l'azzardo e la lungimiranza del coraggio di osare nuove strade, purché rimanga chiara la differenza tra un'ipotesi e una teoria supportata dall'esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo cappello serve ad introdurre un video, una conferenza di Henry Markram, realizzata per TED (potete trovare il link al sito in basso a sinistra se siete interessati), date un'occhiata, ci risentiamo tra una quindicina di minuti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="560" height="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LS3wMC2BpxU&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/LS3wMC2BpxU&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rieccoci qui. Il tizio in questo video, in sostanza, afferma di essere riuscito a replicare una colonna neocorticale di un ratto su di un computer e di poter fare lo stesso per una umana. Una colonna neocorticale è una piccola sezione di cervello, che può essere considerata la sua unità funzionale, per quanto riguarda i processi della mente concettuale. Arrivati a questo punto, afferma che in dieci anni potrà costruire un cervello umano, semplicemente collegando in parallelo una quantità enorme di di computer come quello che simula la singola colonna, sarebbe ancora una volta una mera questione di tecnologia prima che un'altra barriera preclusa alla scienza venga abbattuta, il funzionamento del cervello umano e della sua coscienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono stato per qualche anno un riduzionista, sull'onda dell'entusiasmo, per quel genio che non aveva bisogno del metodo scientifico. Poi ho cambiato idea, e ora ecco questo video a segnare un altro punto per Einstein.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ipotesi della cosiddetta "IA forte" è ben precedente al progetto Blue Brain di cui Henry Markram riassume i risultati nel video, è stata ispirazione per decine di racconti e film di fantascienza e bersaglio di innumerevoli critiche oltre che di appassionate difese a spada tratta. Oggi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sembra &lt;/span&gt;che abbia segnato un altro punto a suo favore, un altro punto a favore degli scienziati teorici, grazie al metodo scientifico e allo stesso tempo contro la sua "necessita", considerata sacra per tanti anni e ora più che mai in bilico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi non avesse confidenza con l'ipotesi dell'IA forte un'introduzione accattivante può essere il racconto di Dennett intitolato "Dove sono". Lo potete scaricare in inglese (pdf) da &lt;a href="http://neurone.altervista.org/downloads/files/where_am_i-daniel_dennett.pdf"&gt;qui&lt;/a&gt; o leggerlo in italiano su &lt;a href="http://neurone.altervista.org/files/dove_sono1.php"&gt;questo blog&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là della mera questione, ci rimane ancora il dubbio originale: quel'è il limite della scienza? Esiste questo limite? La conoscenza è solo un problema di tecnologia?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-8499085448674620480?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/8499085448674620480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/10/scienza-e-neuroscienza-brancolando-nel.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8499085448674620480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8499085448674620480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/10/scienza-e-neuroscienza-brancolando-nel.html' title='Scienza e Neuroscienza. Brancolando nel buio...'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-3245844700846230648</id><published>2009-10-08T01:05:00.012+02:00</published><updated>2010-01-31T20:42:34.715+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconto'/><title type='text'>Latrati.</title><content type='html'>I cani del re non erano di razza. Erano stati scelti in questo modo, secondo ragione, a tavolino. Tra i randagi, gli ultimi tra gli ultimi della specie, secondo metodo non sciocco e con maniacale cura.&lt;br /&gt;Lasciatemi un attimo discutere sulle ragioni di questi metodi, perchè su di essi si basano i fatti di allora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un cane di razza è membro di una stirpe nobile, e questa nobiltà, lungi dall'essere un effimero titolo, si materializza in una certa facilità nell'apprendere le regole del vivere accanto ad un padrone, la si vede nei gesti e nella postura e rimane come uno stemma, attaccato al portamento della bestia. La quale, sempre pronta ad eseguire con destrezza i compiti per i quali viene addestrata, non manca di mostrare quel rigore e quella superbia che suscitano nell'estraneo un senso di ammirazione e di stima, quasi ad elevare il cane a ranghi che non gli sono propri, fino a rasentare lo stato di cristiano, caratteristico nell'ordine delle cose, soltanto di chi può camminare eretto sulle gambe e guardare diritto negli occhi il proprio interlocutore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste bestie il re non avrebbe saputo proprio come adoperarle. Sarebbero uno strumento creato, nell'ordine delle cose, con un fine diverso dai suoi; si ritroverebbe come lo sciocco maniscalco che cerca di perpetuare il proprio mestiere con un cucchiaio da tè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui, il re, invece, abbisognava di tutt'altre bestie. Di quelle che, strisciando nel fango, con il peso della bruttezza e dell'onta familiare, erano avvezze a lottare per sopravvivere ad ogni passo di zampa. Di quelle che, ad incontrale in un vicolo scuro, di notte, si ha il timore che non riconoscano la differenza tra bestia e cristiano e, sovvertendo l'ordine immutabile delle cose, possano perfino ardire a scavalcare quelle differenze e prendere chi è stato creato per essere padrone come preda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne aveva riunite un gran numero, il re, le aveva tirate fuori ancora rabbiose dai loro buchi, dove solevano nascondersi per vergogna o per tender agguati, per poi condurle nel proprio palazzo, facendole ardere nella fame e nella rabbia, ricordando grazie al bastone, quale misera condizione il destino avesse loro riservato. &lt;br /&gt;Ogni tanto gettava in pasto di quegli scarti della natura gli scarti dei suoi pasti, guardandoli contendersi quel misero boccone a suon di grugniti e ansimi, godendo dello spettacolo dal balcone del suo palazzo. A questo, oltre che al bastone, era dovuto l'ascendente che il re si era guadagnato sulle bestie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Col tempo sua maestà si rese conto che potevano più quelle fiere che i cristiani che lo servivano, così si disfò del suo ciambellano, regalandolo, a brandelli, ai suoi nuovi ciambellani. Spezzettò le sue guardie per nutrire le sue guardie. Smembrò il suo stalliere e i suoi cavalli in modo che i pezzi bastassero per tutti i suoi nuovi vassalli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al re bastava presentarsi nei suoi possedimenti con le sue bestie e ogni suddito pagava i dovuti tributi, senza che gli fosse più necessario agitare il bastone, che tanto più del legno erano persuasivi canini acuminati e occhi rabbiosi di fame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così durò per molto tempo. Con nessuno tanto audace da opporsi al re, nè tantomeno così pazzo da pensare, anche nella più profonda solitudine e sicurezza, che vi potesse essere qualche alternativa all'ordine naturale delle cose. Che a pensar male, nel buio della notte, si rischia di incappare in una di quelle sue bestie, avide di carne, con i denti di fuori e la bava sgocciante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quelli come il sottoscritto, a cui per bizzarra natura e inclinazione d'animo non piacciono i re, non era raro capitasse di dover fuggire a gambe levate sentendo vicino ai calcagni rumore di mascelle che si serravano e spruzzi di bava, correndo a perdifiato fino a trovare un nascondiglio sicuro dietro un uscio o su di un albero, nell'ordine delle cose abbastanza alto, da impedire alle bestie senza il talento dei cristiani di rizzarsi sulle zampe posteriori, di sfamarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sempre si trova un albero o un uscio nelle terre del re, inseguito dalle sue bestie. Così un giorno dovetti personalmente saziarne una, che verosimilmente, essendo la più storpia e debole tra tutte, non era riuscita ad accaparrarsi il suo avanzo per quel giorno e per quelli anteriori, con tutto ciò che avanza dal ginocchio fino alla terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Badi bene, non che mi dispiaccia per la carne, ne conservo ancora una quantità più che sufficiente per vivere, ma è per via del bastone con cui ora mi devo destreggiare goffamente durante gli spostamenti che mi lagno. Un bastone è una cosa da re, una cosa che non mi si addice, che a incontrarmi di notte, in un vicolo buio, si potrebbe avere il timore o peggio l'impressione che io voglia farne un uso diverso da quello che sono solito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio annoiarvi con le mie lagne, passerò piuttosto a descrivere i fatti di quella notte. Quando l'ordine delle cose, pur bizzarramente si ricostruì attraverso fatti insoliti e fascinosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passeggiando col mio bastone che ormai era buio fatto, mi ritrovai quasi senza accorgermene a ridosso del recinto del palazzo del re. Furono i latrati delle sue bestie, per niente assopite a causa della fame e della rabbia, a ricordarmi dove fossi. Mi avvicinai un poco, per vedere se fossi riuscito a scorgere, nel buio, gli occhi di quella bestia in particolare, al nutrimento della quale avevo dedicato una buona e sana parte di me stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel vedermi avvicinarsi al suo palazzo il re accorse imprecando col suo bastone.&lt;br /&gt;- Miserabile lebbroso, come ti permetti a presentarti qui nelle mie terre e per di più armato di bastone? Credi di intimidirmi o ancor peggio impietosirmi? -&lt;br /&gt;- A dire il vero, maestà, son capitato qui per caso, che amo passeggiare, avendo avuto la grazia, per opera di una delle sue bestie, di essere alleggerito di quasi tutta una gamba. E sì che si cammina meglio quando non si deve sopportare il peso di due gambe intere. L'unico brutto affare è che mi devo appoggiare a questo bastone, che mi rende sgradito alla vista e minaccioso a chi mi incontra.-&lt;br /&gt;- Ti prendi gioco di me disgraziato? Sei davvero così insolente da credere di poterti beffare di me nelle mie terre, in mezzo alle mie bestie?-&lt;br /&gt;- A dire il vero, maestà, tra me, le sue terre e le sue bestie giacciono venti metri di recinto, e un pesante cancello in bronzo, che non esiterei a definire una valida ragione per non essere spaventato, né dalle vostre bestie né dal vostro bastone. -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu allora che il re si precipitò imprecando e agitando il bastone verso il cancello, per distruggere, con la sua chiave, tutto quello che mi proteggeva da bestie e bastoni. Se fu il caso, che a correre nel buio con entrambe le gambe a far da impiccio è pericoloso, o semplicemente l'ordine delle cose, fatto sta che il re inciampò e il bastone staccatosi dalla mano, portata a protezione del volto nella caduta, scivolò oltre il recinto passando sotto le assi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che seguì è difficile da raccontare, per via dell'eccitazione e del buio che copriva i dettagli e non rendeva giustizia alla grandezza dell'evento.&lt;br /&gt;Per certo durò più di quanto tempo sia necessario ad un cristiano per mangiare un bel pezzo di formaggio, e lo dico per certo, dato che io iniziai a mangiarne un bel tocco ispirato dalla scena e questo finì ben prima del re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono in notti come quelle che vedi come l'ordine delle cose è stato creato, quando la carne si stacca dalle ossa e da altra carne, fino a diventare altra carne ancora, mista a bava. E quando anche il re non ci fù più, come il pezzo di formaggio, rimasero solo i latrati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-3245844700846230648?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/3245844700846230648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/10/latrati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3245844700846230648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3245844700846230648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/10/latrati.html' title='Latrati.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-1603406801337921610</id><published>2009-10-05T01:49:00.002+02:00</published><updated>2010-01-31T20:42:57.377+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consapevolezza'/><title type='text'>Liberi tutti!</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5YANjIKfNEo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/5YANjIKfNEo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/aVSRBaG0I8M&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/aVSRBaG0I8M&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-1603406801337921610?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/1603406801337921610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/10/liberi-tutti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/1603406801337921610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/1603406801337921610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/10/liberi-tutti.html' title='Liberi tutti!'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-8497502284044920147</id><published>2009-10-02T16:25:00.006+02:00</published><updated>2010-01-31T20:42:07.021+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconto'/><title type='text'>Libro del Presente -Parte Prima-</title><content type='html'>&lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/la-genesi.html"&gt;La Genesi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci crede a stento, di essere di fronte a quella porta. Piediripa di Macerata, a duecento metri dalla Cluentina, di fronte a un casolare che sembra abbandonato da un paio di secoli. Si stringe nel cappotto che fa veramente freddo in ottobre, d'inverno, a duecento metri dalla Cluentina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non può piovere per sempre! Tutto ha un inizio e una fine. Che siano cazzate te ne accorgi a Piediripa di Macerata. Lì, l'inverno non è una stagione, è un fatto. Non è mai cominciato, non finirà mai. Ogni anno si prende un mese e mezzo di vacanza per andare chissà dove, dal quindici giugno fino al primo temporale d'agosto. -Vi sono mancato?- E ci si mette la maglia, dopo il primo temporale d'agosto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che sia tutto al limite del ridicolo non è una scusa per non bussare a quella porta, ma passa ancora qualche attimo. -Toc, To...-&lt;br /&gt;La porta nasconde un tizio balcanico, che a chiamarlo albanese è razzista, appena appena gobbo, jeans e maglione. Pochi capelli e tanti difetti in viso, che a chiamarli buchi sembra brutto, acne ancestrale probabilmente o qualche malattia balcanica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Entri pure signor Eugenio. -&lt;br /&gt;- (Non ci credo) -&lt;br /&gt;- Può darmi il cappotto. -&lt;br /&gt;- (Si come no, che c'ho pure il telefono dentro. Dieci euro per le spese extra?)  No grazie, lo tengo. -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segue un corridoio scialbo, ma caldo, tre poster alle pareti, due sulla destra, l'altro a sinistra. Quei poster con i segni zodiacali e scrittine piccole sparse qui e lì, che nessuno le ha mai lette le scrittine, perchè mentre sfogli i raccoglitori plasticati appena fuori dagli autogrill non vuoi aguzzare lo sguardo, vuoi cercare la locandina di quel film o quel cantante, o quella modella.&lt;br /&gt;Eugenio C. se l'era chiesto un sacco di volte chi potesse voler comprare i poster con i segni zodiacali. Un sacco si fa per dire, una o due, bene che vada. Ora lo sa.&lt;br /&gt;Se li poteva comprare "La maga, sensitiva, lottologa (-Non ci credo-) Gabry". "Riceve a Piediripa di Macerata su appuntamento", diceva l'annuncio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stanza sulla destra, alla fine del corridoio, è abbastanza ampia. Sembra più ampia ancora perchè non c'è mobilio, un convettore troppo grande subito a destra della porta, un poster di anatomia (forse?) in fondo, un tavolino largo un metro, due sedie di cui una libera.&lt;br /&gt;Non si può non notare il tavolino entrando in quella stanza. Un piano di truciolato ricoperto in plastica attaccato a quattro spilli di ferro, quadrato. Valore rigorosamente espresso in lire. Che dall'ultima volta che Eugenio C. aveva visto un tavolo del genere erano passati vent'anni, in un baretto sfigato di una frazione spersa nell'inverno maceratese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Buonasera signor Eugenio-&lt;br /&gt;- (Non ci credo) Buonasera...ehm...signora Gabry.-&lt;br /&gt;- Si metta comodo, non mordo.- e quello non era un sorriso, era più una fessura scura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su una sedia, adesso, c'è Eugenio C. , un tavolo di truciolato ricoperto di pastica lo separa da quella cosa lì, quella che occupa l'altra sedia, mentre il gobbo balcanico richiude la porta, rimanendo fuori dalla stanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno scheletro. Perfettamente ordinato, con tutte le ossa al loro posto ma pur sempre uno scheletro. Che non tragga in inganno quella pelle troppo larga che gli stava appiccicata sopra e nemmeno quella seconda pelle, improbabile come un vestito stretto e scuro, di un viola coperto di grigio. Alla fine delle maniche, dove c'era solo uno strato di pelle, c'erano perfino delle mani, con tre vistosi anelli di bigiotteria infilati intorno e delle carte, evidentemente troppo larghe, che stavano come incastrate tra le dita. Al di sopra del bavero del vestito c'era la testa. Che fosse di donna lo si intuiva dal rossetto fiammeggiante e dal trucco nero sugli occhi. I capelli, se mai ci fossero stati, erano raccolti sotto un fazzoletto rosso amaranto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- (Non ci credo, davvero, non può essere che sia venuto fin qui) Signora...io...vede. Non sono mai, ecco, non ho mai chiesto auito a una...come lei. (Dio se sono stupido). -&lt;br /&gt;E riecco la fessura - Stia tranquillo, non sono Vanna Marchi. Non sono una ladra e non sono nemmeno una truffatrice. Io riesco semplicemente a vedere quelo che le persone comuni sono troppo indaffarate per vedere.-&lt;br /&gt;- (Certo come no, ora mi alzo e me ne vado, ora basta!) Senta..."&lt;br /&gt;- Non mi guardi così, dopotutto è lei che ha telefonato. -&lt;br /&gt;- Si lo so. Ed è stato un errore, mi spiace, devo andare. -&lt;br /&gt;- No.&lt;br /&gt;- (Cosa?) ...&lt;br /&gt;- Mi scusi. Volevo dire... lasci che le legga i tarocchi, se poi vuole andarsene, io non vorrò nemmeno i suoi soldi. -&lt;br /&gt;- (Facciamo in fretta, via da questo posto. In fretta.) Va bene signora, ma, onestamente non so nemmeno perchè sono qui. Lo so, ho chiamato io, ma vede... -&lt;br /&gt;- Vuole sapere il passato o il futuro? -&lt;br /&gt;- (Sarà come l'oroscopo, che male ci può essere. Facciamo in fretta.) Il futuro. Il passato ormai è passato. - Abbozza un sorriso Eugenio C.&lt;br /&gt;- E' sicuro di conoscere il suo passato? -&lt;br /&gt;- Si. -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti errori si possono commettere pronunciando una frase di una sola parola, composta da una sola sillaba e due sole lettere?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-8497502284044920147?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/8497502284044920147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/10/libro-del-presente-parte-prima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8497502284044920147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8497502284044920147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/10/libro-del-presente-parte-prima.html' title='Libro del Presente -Parte Prima-'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-824804636794003731</id><published>2009-09-28T15:15:00.007+02:00</published><updated>2010-01-31T20:41:46.394+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Follow the leader...oh wait!</title><content type='html'>L'altro giorno Obama ha pronunciato il suo primo discorso nell'assemblea delle Nazioni Unite. Qualche anno fa avevo visto un film di fantascienza di serie B, c'era un presidente di colore alla casa bianca. Un presidente negro, mi ero detto, se non è fantascienza questa. La gente sbaglia, a volte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi Fared Zakaria ha paragonato quel discorso a quello pronunciato da Nixon, all'indomani delle elezioni perse nel 1962 in California. Sono saltato sulla sedia, proprio come voi in questo momento, a vedere i nomi di Nixon e Obama nella stessa frase. Devo ammettere che l'intuizione di Zakaria è dannatamente buona, vorrei averla avuta io. Avete presente? Museo nazionale centro dell'arte Reina Sofia, Madrid, sala rossa. Un gruppo di studenti dell'accademia, terzo anno. Rasta in testa. Moleskine in tasca. "Avrei voluto avercela io l'intuizione di questo...questo qui. Questo Guernica."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nixon fece un passo indietro in quel discorso, disse che non voleva essere più la scusa per tutto quello che di sbagliato succedeva negli USA, che non si sarebbe più fatto prendere a "pesci in faccia". Aveva perso. Ora toccava agli altri occuparsi dei problemi. Poi fece altri cento passi in avanti, passi che lo hanno portato di fronte al tribunale della storia. Non ne è uscito bene, Nixon.&lt;br /&gt;Ma quel passo indietro non era male, era fermo, aveva un senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so quanti passi in avanti farà il presidente Obama, per ora ne ha fatto uno indietro, come Nixon. Gli USA non si occuperanno più di tutti quei problemi o presunti tali che gli altri stati possono delegare, mantenendo per loro il lusso di poter criticare. E' incredibile che cosa possa seguire un passo indietro. Ad andare avanti, a seguire il leader sono bravi tutti. Ma se il leader si ferma?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ordine sparso, il freak show mondiale si presenta così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Putin ha dichiarato che potrebbe appoggiare sanzioni più dure nei confronti dell'Iran in caso rifiuti di fermare il piano nucleare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Cina ha firmato l'inasprimento del trattato di non proliferazioni delle armi nucleari. La sceneggiatura è stata acquistata dal produttore di quel film...quello lì col presidente di colore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per stasera, ore 02:30 italiane, è previsto l'intervento di Osama Bin LAden al David Letterman Show. Secondo le indiscrezioni sembra che confesserà di sottoporsi a cinque minuti di waterboarding al giorno, perchè si sente in colpa, per quella storia delle torri. Che sarebbe stato meglio tirare gli aerei su qualche grattacielo israeliano, ma che quelli c'hanno il mossad, mica la cia. Quelli non si fanno fregare come i tordi. Ma lui agli ammeregani ci vuole abbene. Che non facciano così ora. Che continuino a dargli la caccia, perchè se lo merita, lui. Per favore! Che il waterboarding giornaliero mica basta come punizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in tutto questo noi che facciamo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per noi, intendo noi italiani. Ammesso che si possa parlare di un popolo o di una nazione, in Italia. Perchè parliamoci chiaro, non siamo troppo abituati a prendere le decisioni, non abbiamo una gran storia di democrazia. Voglio dire, abbiamo avuto un re per una cinquantina d'anni, un duce da seguire col passo dell'oca per altri venti, siamo diventati un protettorato a stelle e strisce per altri cinquanta e ora...beh, ora abbiamo questa cosa qui. Fossi il protagonista di Choke la chiamerei "Barzelletta, che non è il termine esatto. Ma è il primo che mi è venuto in mente."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cani non hanno problemi a seguire i propri padroni, facendo il passo dell'oca o meno. Se addestrati a dovere possono compiere lavori anche impossibili per i loro addestratori. Cercare esplosivi, feriti sotto cataste di lamine, trainare piccole barche a riva e un sacco di altre cose. &lt;br /&gt;Splendide bestie i cani. Purtroppo tendono a non fare niente senza i propri padroni.&lt;br /&gt;Un cane abbandonato in autostrada finisce, nella migliore delle ipotesi, a vagare alla deriva, capace appena a sopravvivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora il padrone ha lasciato il guinzaglio, e a dire la verità noi non siamo nemmeno questo granchè come cane. Voglio dire, dipendenti da gazprom di sua maestà Putin, costretti a sottostare all'ospite del gerontocomio beduino libico. Secondo partner commerciale dell'Iran dopo Mosca. Non deve essere un gran pedigree agli occhi dell'uomo che ha reso la fantascienza realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora? Che diamine sono quelle luci accecanti che si avvicinano?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-824804636794003731?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/824804636794003731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/follow-leaderoh-wait.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/824804636794003731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/824804636794003731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/follow-leaderoh-wait.html' title='Follow the leader...oh wait!'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-9199844761408582564</id><published>2009-09-23T00:32:00.013+02:00</published><updated>2010-01-31T20:39:55.656+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la rete'/><title type='text'>L'orgasmo perfetto!</title><content type='html'>Si certo, come no. Magari la prossima volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fregati! Vi vedo eh. Lì, con le palpebre lievemente socchiuse per mettere meglio a fuoco lo schermo. Con le vertebre cervicali ordinate a comporre un arco convesso all'altezza della gola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potete rilassarvi ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sesso fa questo effetto, sempre. Per questo fa audience.&lt;br /&gt;State pur tranquilli, siete in internet, la casa del sesso. Potete trovarne a volontà non appena uscirete da questa pagina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su internet potrete trovare anche il film documentario Videocracy, oppure potreste andare a vederlo al cinema, come ho fatto io domenica sera.&lt;br /&gt;Aspettate! Aspettate un attimo prima di cliccare via da qui diretti su youporn; è vero, non parlerò di sesso in questo articolo, ma nemmeno di politica. Possiamo trovare un accordo insomma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Videocracy non è un documentario sulla politica, anche se ci sono dei riferimenti politici. Non è nemmeno un film sulla libertà di informazione, anche se tratta di non informazione. E' un film su di "noi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;noi&lt;/span&gt; sta per "noi italiani", ma anche per "noi uomini", inteso come genere umano.&lt;br /&gt;Tutto il film è un susseguirsi di personaggi da freak show. Dal produttore livido, grassoccio e omosessuale, al presidentissimo di ogni cosa. Dal paparazzo attention whore, palestrato e tatuato, che si fa riprendere nudo, stirandosi il cazzo in modo che nell'inquadratura appaia barzotto ma non eretto, fino alla "meglio gioventù" dell'evoluto e avanzatissimo nord Italia. Il tutto condito da veline, letterine, bocchine, mignottine, culi, tette, imbarazzo, regresso culturale, allegria psichedelica e altro ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo carrozzone funziona!&lt;br /&gt;E non intendo il carrozzone delle telecomunicazioni, quello lo vedo che funziona, mi basta accendere la televisione. Dicevo del film. Funziona. La migliore prova scientifica indipendente del fatto che il film colpisca me l'ha fornita la mia inconsapevole assistente, seduta alla mia destra, la signorina F. Generazione &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sex and the City.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La signorina F. ha totalizzato nel corso del film almeno una decina di "ehmfh", che non è un vagito, è più un sospiro aspirato, quel disappunto misto a un pizzico di vergogna e rabbia che nella lingua comune si traduce in: "questo che sto vedendo è proprio estraneo al mio schema mentale su come dovrebbe essere la realtà del mio mondo". Ci sono stati addirittura due o tre "appoggio la mano sulla fronte e lascio cadere il palmo a coprirmi parzialmente gli occhi", che nel linguaggio comune si traduce con: "questo è talmente contrario alla mia visione del mondo che non lo voglio nemmeno vedere tanto ne sono imbarazzata".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco il perchè dovreste vedere Videocracy, è come guardarsi in uno specchio rotto. Notare obrobri riflessi in frammenti informi. Inorridire alla loro vista. Deridere, condannare quelle deformità per poi accorgersi che non sono altro che la nostra immagine riflessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immagine di me, che alle due della notte cerco di far funzionare un "analizer" per il mio blog.&lt;br /&gt;Questo blog non ha nessuno scopo commerciale. Sono talmente pigro da non voler nemmeno pensarne uno, nemmeno dei più semplici. Quelli delle società che ti truffano facendoti esporre i loro banner per poi non pagarti. Quelle società non ti pagano, mai. Ma non importa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche senza alcuno scopo, mi ritrovo a declinare rosari di lodi a tutti i santi per far funzionare quel dannato strumento, che mi permette di sapere in quanti leggono il mio blog. Nello stesso imbarazzante stacchetto delle aspiranti veline, nello stesso umiliante show del sosia di Van Damme ma che balla come Ricky Martin. Nel disperato tentativo di trovare il sè di qualcun'altro che mi faccia esistere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E più tardi ti accorgi, di essere uno degli attori di Videocracy, e più è peggio. Perchè hai avuto più tempo per criticare, per sbeffeggiare, per inorridire di fronte a quelle immagini. Quelle riflesse nei brandelli di specchio rotto. Più tempo passa, prima di capire, e più profondi sono gli "ehmfh". Più in basso scende la mano a coprire gli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intendiamoci, è un attimo, e riguarda solo la mente concettuale. Non serve a nulla coprirsi gli occhi &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/il-sutra-del-cuore-ora-che-ho-perso-la.html"&gt;quando si è ciechi &lt;/a&gt;. Ma nonostante tutto vale la pena mettersi in condizione di riflettersi su quello specchio. E' come una catarsi. Che val bene i sei euro del biglietto e un paio d'ore del nostro tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="560" height="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-9AXQGGkgK8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/-9AXQGGkgK8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-9199844761408582564?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/9199844761408582564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/lorgasmo-perfetto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/9199844761408582564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/9199844761408582564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/lorgasmo-perfetto.html' title='L&apos;orgasmo perfetto!'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-5504593424000016100</id><published>2009-09-19T15:48:00.004+02:00</published><updated>2009-10-14T20:44:14.019+02:00</updated><title type='text'>Carosello.</title><content type='html'>Per festeggiare le cinquemila visite ho deciso di rinnovare un po' la grafica.&lt;br /&gt;Probabilmente è qualcosa tra il terribile e il fastidioso.&lt;br /&gt;L'unica novità rilevante è la possibilità di consultare il blog in formato "testuale" con i link in alto a destra, in modo da non appesantire troppo connessioni mobili, cellulari e compagnia bella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente non avevo idea di tutto questo finchè non me lo sono ritrovato nella pagina. Si, il layout che vedete non l'ho creato io, ho solo scroccato il lavoro di un altro. E nemmeno sapevo a che cosa servissero quei link, quelli in alto sulla destra, sotto il motore di ricerca che non funziona. Me lo ha spiegato un amico su msn.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah si, dimenticavo, i due motori di ricerca.&lt;br /&gt;Quello in alto a destra non funziona. Non riconosce mai nessun risultato. Potete però scriverci delle bestemmie, se serve a sfogarvi.&lt;br /&gt;Quello a sinistra invece funziona. Male ovviamente. A volte non trova tutti i contenuti del blog, ma temo che sia un side effect del tempo che impiega google a catalogarli, magari a qualcuno potrà servire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi dispiace un po' per la vecchia intestazione, mi piaceva la scritta con l'effetto luminoso e i richiami all'insieme di Mandelbrot ai lati. Magari qualcuno di voi ha le capacità per farne una simile in tema con la nuova grafica e il nuovo layout. In caso vogliate dare una mano potete contattarmi su msn (suckandroll &lt;span style="font-style: italic;"&gt;at &lt;/span&gt;live.it). Sarete ricompensati a dovere. Come l'autore del layout per intenderci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine del carosello. Ci sentiamo presto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-5504593424000016100?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/5504593424000016100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/carosello.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5504593424000016100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5504593424000016100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/carosello.html' title='Carosello.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-4081567192331755623</id><published>2009-09-17T01:50:00.010+02:00</published><updated>2010-01-31T20:40:56.196+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consapevolezza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritto'/><title type='text'>Diritti.</title><content type='html'>"Ne ho il diritto!!!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quante volte avete letto o sentito questa frase?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A me capita in continuazione. Mentre leggo i giornali, mentre navigo in rete, mentre scambio due parole con gli amici. Ma cos'è un diritto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su wikipedia troviamo questo: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"l'insieme ed il complesso (in genere sistematico&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: underline; font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;) delle norme che regolano la vita dei membri della comunità di riferimento".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ovviamente non è a questo che si riferiscono tutti quelli che esclamano la nostra frase.&lt;br /&gt;Vantano piuttosto una qualche caratteristica insita nel nostro essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono alto un metro e ottanta e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ho il diritto alla vita.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Ho gli occhi azzurri e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il diritto alla mia libertà personale.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Ho due gambe e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il diritto di associazione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ne esistono a decine, centinaia, probabilmente le nostre vite sono troppo corte per poterli esercitare tutti. Al lavoro. All'immagine. Alla privacy. Di proprietà. Allo studio. Di religione. Di culto. Di pensiero. Soggettivi assoluti. Soggettivi relativi. Probabilmente anche mezzo soggettivi ablativi, comparativi, mancini, subatomici, sedativi e chissà che cos'altro. Ne inventano ogni giorno di nuovi, l'ultimo arrivato su proposta della senatrice leghista Carolina Lussana è il diritto d'oblio su internet (e non so davvero se ridere o piangere).&lt;br /&gt;Grazie onorevole Lussana, se ne sentiva la mancanza.&lt;br /&gt;Del diritto d'oblio su internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelli ritenuti fondamentali e inalienabili (e anche qui non so se ridere o piangere), sono raccolti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. In pratica il più lungo e considerato rotolo di carta da culo che abbia mai trovato un posto nella realtà di questo mondo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Da cosa derivino i diritti poi, è una diatriba accesa da anni. Tralaltro con interesse pari a quello dell'ultimo cinepanettone dei Vanzina. In due parole:&lt;br /&gt;- ci sono i sostenitori del "diritto naturale", che credono e affermano che i diritti siano "categorie" presenti nelle persone dalla loro nascita, conseguenza naturale della loro esistenza. Hai due occhi, un peso, un dna e una serie di diritti che sono tuoi in quanto esisti.&lt;br /&gt;-ci sono poi i profeti del "diritto positivo". In questo caso i diritti deriverebbero dal fatto che qualcuno ha scritto una norma in proposito. Che è stabilito per legge dagli uomini per così dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so, onestamente, quale delle due sia la più assurda e risibile. Come si possa pensare che scrivendo qualcosa su un foglio questo si avveri non riesco a spiegarmelo, all'infuori della fantascienza intendo. Come poi possa esistere di fatto, come conseguenza della nostra esistenza mi appare ancora più oscuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio dire, quando il Titanic è affondato nel mar glaciale artico, perchè i naufraghi non hanno invocato il loro diritto alla vita? Che diritto aveva l'oceano di congelarli? Dopotutto il diritto alla vita è inalienabile, c'è scritto anche sopra la carta da culo. Ogni volta che in Africa nasce un bambino sieropositivo che morirà di aids nell'anno seguente, dove va a finire il suo diritto alla salute?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni volta che un boia, in una qualche regione del nostro piccolo pianeta, sta per azionare l'interruttore di una sedia elettrica, o di una camera a gas. Ogni volta che un plotone di esecuzione sta per tirare un grilletto. Ogni volta che una ghigliottina sta calando, c'è qualcuno che invoca il diritto alla vita. Associazioni, individui, stati interi, tutti in fila, con la loro carta da culo in mano, come in preda a un attacco di dissenteria collettivo. Perchè per i naufraghi no e per gli assassini si?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Badate bene, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;io &lt;/span&gt;sono contrario alla pena di morte. Vi starete anche chiedendo come possa essere così stupido da paragonare un naufragio e un'esecuzione non è vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La differenza tra un'esecuzione e un naufragio esiste finchè esiste &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"io". &lt;/span&gt;Posso dare facilmente qualche ora di libertà alla mia mente concettuale, lasciando che &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/il-sutra-del-cuore-ora-che-ho-perso-la.html"&gt;la tartaruga sacra cancelli le mie orme&lt;/a&gt;, in quel momento, quando &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"io" &lt;/span&gt;non è niente, in quel momento, un naufragio e un'esecuzione sono la stessa cosa. Sono sicuro che potete farlo anche voi. Guardare un attimo oltre il velo, intendo. Le cose accadono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di ritorno dalle gite oltre il velo, la nostra mente concettuale ricompare, ma è sempre un po' più lucida. Possiamo perfino azzardare una definizione di diritto che non sia così ridicola come quelle elencate sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cos'è un diritto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' una sovrastruttura. Un nome appiccicato a qualcosa che ne aveva già un altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il diritto alla vita altro non è che la pietà empatica che ci impedisce di uccidere i nostri simili. &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/i-buoni-arrivano-primi.html"&gt;E' il vantaggio evolutivo della strategia "tit for tat"&lt;/a&gt;. E' l'insieme delle ritorsioni che rischiamo nel caso uccidessimo qualcuno.&lt;br /&gt;Il diritto alla salute è la legittima aspirazione di ogni individuo a essere felice e sano.&lt;br /&gt;Il diritto alla proprietà è la forza con cui proteggiamo le cose di cui abbiamo bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si potrebbe andare avanti per ore. Ma immagino che avrete colto il senso.&lt;br /&gt;Non c'è niente di inalienabile nei diritti, non provengono da alcun luogo che non sia la nostra realtà. Cessano di esistere qualora cessino le condizioni che ne permettevano l'esistenza. Nonostante ci sia un rotolo di carta da culo male utilizzato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-4081567192331755623?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/4081567192331755623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/diritti.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/4081567192331755623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/4081567192331755623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/diritti.html' title='Diritti.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-2292924631900147525</id><published>2009-09-12T14:39:00.010+02:00</published><updated>2010-01-31T20:39:03.510+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consapevolezza'/><title type='text'>La Moratti, Anthony Hopkins e la mia moto.</title><content type='html'>Mi ero riproposto di non parlare di fatti di cronaca. Se non altro perchè c'è molta gente che ha più risorse e più competenze di me per farlo. Questa è un eccezione, anche se solo per metà. Visto che la notizia è vecchia di quasi due mesi. Per farla breve mi riferisco all'ordinanza, entrata in vigore a Milano il 19 luglio, che vieta la vendita, il consumo, la cessione e l'acquisto di alcolici per i minori di sedici anni. L'intenzione della Moratti, secondo le sue dichiarazioni, è quella di proteggere la salute dei ragazzi e di inibire dei comportamenti dannosi per loro e per gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne parlo ora perchè oggi non ho trovato parcheggio nel piazzale di fronte casa mia. Ho dovuto rimettere l'auto in garage. Lì ho visto la mia vecchia moto, sotto un telo di plastica. Non saprei perchè, ma tutte le cose pericolose finiscono dietro o dentro qualcosa. Ho una katana dentro un cassetto del salotto. Quattro fucili ereditati da mio nonno, tre denunciati e uno a canne mozze "per le emergenze", dentro un armadietto chiuso a chiave e una nsr sotto un telo di plastica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia moto non è stato il primo mezzo che ho guidato. A quattordici anni, mio nonno mi ha passato il suo dingo cross 50, Moto Guzzi. Venti anni di onorato servizio. Gli ho piazzato sopra tre adesivi con Eddie, la mascotte degli Iron Maiden, e un adesivo di Ozzy Osbourne sul parafango anteriore. Era pronto. Sulla marmitta di quel motorino c'ho lasciato un pezzo di pelle della gamba e un po' di grasso corporeo. Nello stesso punto in cui mio nonno, anni prima, aveva appoggiato la busta che conteneva un coniglio che stava riportando a casa, dopo averlo comprato da un contadino. Quel punto è tutt'oggi coperto da grasso fuso, plastica fusa e pelle fusa. Un po' cose mie e un po' del coniglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente i miei si sentivano un po' in colpa per avermi dato quell'amatissimo rudere, anzichè comprarmi uno scooter o un beta four o un bullit, come era successo alla maggior parte dei miei coetanei. Così dopo mille suppliche e preghiere, a 16 anni e un giorno, ero seduto sulla mia Honda nsr raiden 125. Uno di quei 125 due tempi da tredicimila giri che ora non fanno più. Centonovanta chilometri all'ora di velocità massima dichiarata dalla casa costruttrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuro che andrò sempre piano.&lt;br /&gt;Con la testa sulle spalle.&lt;br /&gt;Non sorpasserò mai in curva.&lt;br /&gt;Sono un tipo prudente, lo sapete.&lt;br /&gt;Che poi, sei marce, me ne basteranno quattro...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Notoriamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un paese di diecimila anime non ci sono estranei. La gente si divide in: amici, nemici, conoscenti.&lt;br /&gt;Un mio conoscente, coetaneo, condivideva la mia stessa passione per le moto. Un giorno uscì largo da una curva tornando da scuola, andando addosso a una panda che arrivava dell'altra corsia. La testa gli si è staccata dal collo nell'impatto col parabrezza (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Con la testa sulle spalle. L'avrà detto anche lui, ne sono sicuro).&lt;/span&gt; Poi ha proseguito, casco e tutto, fino alla faccia della signora che guidava la panda. Morta anche lei sul colpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La differenza tra me e lui ora la fanno quindici anni di vita. I viaggi. Gli incontri, le storie. Le serate belle e i momenti brutti. Gli studi. Gli amici e chissà che altro.&lt;br /&gt;Quindici anni fa però, era diverso. Tra me e lui, in tante occasioni, la differenza l'hanno fatta dieci centimetri. Un sistema neurale un pelo più veloce. Un guidatore più esperto in un altro veicolo. Qualche fotone, che anzichè terminare la sua corsa sulla mia retina accecandomi per quel secondo in più, aveva &lt;span style="font-style: italic;"&gt;deciso&lt;/span&gt; di riflettersi sulla visiera del mio casco, per finire chissà dove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto potrei dirvi che scendere dalla moto, con l'adrenaline rush che ti fa tremare talmente le gambe da non poter quasi camminare non è niente. Che non ne vale la pena.&lt;br /&gt;Suonerebbe tanto ipocrita. Come sentire da Ulisse, legato sull'albero della sua nave, mentre i suoi compagni stanno remando con le orecchie tappate dalla cera, che il canto delle sirene non è poi questo granchè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che crescere è pericoloso. La Moratti, i nostri genitori e coloro che ci amano in generale ci vorrebbero vedere uomini da subito. Purtroppo non è possibile. Per diventare uomini bisogna, prima, essere ragazzi.&lt;br /&gt;Andrew Ryan diceva (concedetemi la citazione da nerd), a proposito dei bambini: "sono così inutili, prendono tanto e non producono nulla. Dovremmo trovare un metodo per accelerarne la crescita." Chi ha giocato a bioshock sa che fine hanno fatto le sue idee, la sua utopia, la sua Rapture. Non credo che la Moratti abbia giocato a Bioshock, altrimenti non avrebbe firmato quell'ordinanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non credo che il sindaco di Milano o i nostri genitori agiscano per il male. Solo non hanno chiaro il quadro d'insieme. Sono probabilmente spaventati e fanno del loro meglio per tenere le cose sotto controllo. Purtroppo quel controllo non l'hanno mai avuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' qui che mi è ritornata in mente la scena di un vecchio film con Anthony Hopkins.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/N79oDsjVMx4&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/N79oDsjVMx4&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona fortuna a chi sta per salire sulla "sua moto". Che questo piaccia alla Moratti o meno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-2292924631900147525?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/2292924631900147525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/la-moratti-anthony-hopkins-e-la-mia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/2292924631900147525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/2292924631900147525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/la-moratti-anthony-hopkins-e-la-mia.html' title='La Moratti, Anthony Hopkins e la mia moto.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-8377856615690485181</id><published>2009-09-11T18:30:00.004+02:00</published><updated>2009-09-11T18:38:28.871+02:00</updated><title type='text'>Whole lotta love.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.repubblica.it/2008/12/gallerie/scienze/cielo-dalla-terra/1.html"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 105px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/Sqp7Nx5D0RI/AAAAAAAAABo/kYbeoa7PO08/s320/voie-lactee.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380248181508657426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-8377856615690485181?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/8377856615690485181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/whole-lotta-love.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8377856615690485181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8377856615690485181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/whole-lotta-love.html' title='Whole lotta love.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/Sqp7Nx5D0RI/AAAAAAAAABo/kYbeoa7PO08/s72-c/voie-lactee.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-6216405457118545560</id><published>2009-09-07T23:57:00.003+02:00</published><updated>2010-02-22T14:15:20.345+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia orientale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='memetica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fisica'/><title type='text'>Domande e risposte...</title><content type='html'>...che sono non domande e non risposte. Proprio per questo possiamo chiamarle domande e risposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima volta che ho avuto a che fare con Susan Blackmore è stato qualche anno fa. In quel periodo stavo conducendo alcuni esperimenti coi miei sogni. Da quell'esperienza ho imparato molte cose, ma la più importate è questa: se non hai idea di cosa stai facendo, smetti di farlo! Potrebbe arrivarti un UPS fast delivery di sterco addosso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svegliarsi nel bel mezzo della notte con tutti i muscoli del tuo corpo paralizzati, rendendosi conto di non poter respirare, non è una bella esperienza. Soprattutto se non sai che durerà solo qualche secondo. Quei secondi sono un'eternità. Un tempo più che sufficiente a capire la vera essenza della parola panico! E' come annegare nel proprio letto. A dire il vero non ho mai rischiato di annegare, ma me lo immagino così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' stato grazie alla Blackmore che quel panico ha avuto un nome. Paralisi notturna. In ogni era, in ogni cultura, c'è stata della gente che è annegata nel proprio letto come me. La colpa è stata data a vari demoni, streghe, mostri che visitavano gli uomini nel sonno, tentando di soffocarli, strangolandoli o sedendo sul loro petto. Gli ebrei se la prendevano con Lilith. I sudamericani con una strega di cui ora mi sfugge il nome. I Babilonesi con Lilitu. Durante il medioevo era colpa delle Lamie. In Sardegna di Ammuntadore.&lt;br /&gt;In realtà è un disturbo legato al turbamento della fase REM. E' proprio vero che chi si fa i cazzi suoi campa cent'anni. E soprattutto non si sveglia paralizzato mentre sta soffocando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come mai mi sono messo a scrivere della Blackmore... a si... le domande... e le risposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cos'è il sè?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Blackmore lo chiama &lt;span style="font-style: italic;"&gt;selfplex. &lt;/span&gt;Sarebbe una sorta di supermeme. Corazzato. Enormemente evoluto. Racchiuderebbe in lui tutto ciò che ci da l'illusione di esistere e di agire. L'illusione di avere un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;qualcuno, &lt;/span&gt;dentro la testa, proprio dietro agli occhi, che abbia il controllo della situazione.&lt;br /&gt;Ipotesi interessante, sicuramente elegante, se ci pensiamo il DNA venne isolato per la prima volta da Friedrick Miescher nel 1869. "L'origine della specie" era già stato pubblicato nel 1859. Magari tra qualche anno qualcuno riuscirà ad isolare e osservare un meme. Fino a quel giorno tutta la memetica potrebbe anche essere la &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/la-banca-nuova-dellimperatore.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"teoria nuova dell'imperatore&lt;/span&gt;"&lt;/a&gt; per quanto mi riguarda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il selfplex esclude, per come è definito, la libertà d'azione. Il presente racchiude il futuro per dirla alla Leibniz. Il nostro libero arbitrio sarebbe una mera illusione. I geni e i memi che ci hanno costruiti proseguirebbero, ciechi, verso il loro non fine. Può sembrare terrificante e assolutamente illogico a chi è digiuno della questione. Dal canto mio, non ho nessuna difficoltà ad accettare questa verità, non c'è niente dal punto di vista della fisica che ci porti in un'altra direzione. Tutti i modelli che descrivono il nostro mondo, dalla meccanica newtoniana, alla relatività generale, alla fisica quantistica puntano tutti nella stessa direzione. Non c'è volontà. E' tutto determinato. Il presente contiene il futuro in maniera ineluttabile.&lt;br /&gt;Ci sarebbero però un paio di piccoli problemi in proposito...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo sono le equazioni di Schrodinger e a riguardo temo che non vi basterà Google. Vi servirà piuttosto un bel po' di buona volontà, in caso vogliate cavare qualche ragno dal buco. Magari ci torneremo più tardi, in maniera approssimativa, per forza di cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo è che per creare un'illusione ci deve essere qualcuno da illudere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un kung-an è un quesito. Un dilemma che ci spinge a ragionare perchè apparentemente non c'è nessuna risposta alla domanda posta. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Che faccia avevi quando i tuoi genitori non erano ancora nati?"&lt;br /&gt;"Che rumore fa un albero che cade in una foresta dove non c'è nessuno ad ascoltarlo?"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ce ne sono moltissimi, sono usati nella pratica buddista come esercizi meditativi. Se la dottoressa Blackmore avesse praticato qualche buon kung-an probabilmente non sarebbe caduta nel suo errore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel tentativo di risolvere il secondo problema che abbiamo visto (non credo che sia nemmeno a conoscenza del primo a dire il vero, quindi probabilmente lo ha visto come unico ostacolo alla sua teoria), ricade in ciò che aveva cercato di distruggere. Dopo aver annientato il sè, riducendolo a meme, è costretta ad ammettere l'esistenza di una coscienza, priva di volontà, che è il soggetto dell'illusione del sè, la vittima del selfplex. Distruggi la coscienza, poi ricreala, con connotati più vaghi. Ecco il suo lavoro. Ecco la sua risposta. Purtroppo solo dopo aver capito che la risposta è una non risposta, si può chiamare una risposta...appunto risposta.&lt;br /&gt;Peccato. Sembrava un così buon tentativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cos'è allora questo sè?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è ovvio! E' il creatore dell'universo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok, lo ammetto, frase ad effetto. Ho giocato ad alzare la polvere. Mi scuserete. Non ho resistito.&lt;br /&gt;Stavo pensando al primo punto, quello di sopra, quello sul quale ho soprasseduto. Vi ricordate quando ho scritto che la fisica non ammette libertà?&lt;br /&gt;Le cose non stanno proprio proprio... ehm... in questi termini...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiunque si appresti ad addentrarsi in un argomento scientifico, che sia una conferenza, un articolo, un libro o semplicemente che stia ascoltando un amico,  si chiede, intimamente, in cuor suo, se riuscirà a capirne il senso. Vi tolgo immediatamente questo dubbio. Non ci capirete nulla. Posso in compenso consolarvi dicendo che nessuno c'ha mai capito qualcosa su questa questione, forse Thich Nhat Hanh, ma su di lui torneremo in seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La luce è fatta di particelle, chiamate fotoni. Probabilmente al liceo vi hanno insegnato che la luce ha una doppia natura, corpuscolare e ondulatoria. Dimenticate quelle lezioni. Ammesso che le ricordiate. Erano sbagliate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginate la luce come una pioggia di particelle, tante gocce chiamate fotoni. Queste gocce vengono in parte riflesse, ossia rimbalzano, sulle superfici. Avete presente la luna che si specchia sul lago? Il povero Narciso? Bene ci dovremmo essere. Se emettiamo una particella di luce per volta, un fotone, e lo mandiamo verso due lastre di vetro possiamo vedere che viene riflesso in media l'8% delle volte. Questa percentuale può variare dallo 0 al 16%, mai scendere sotto o sopra a queste percentuali, ma il perchè è lungo da spiegare e indifferente alla nostra discussione.&lt;br /&gt;Abbiamo detto che se emettiamo una serie di fotoni, un certo numero verrà riflesso, il restante attraverserà le due lastre. Ma se i fotoni partono tutti dallo stesso punto, viaggiano alla stessa velocità, hanno la stessa massa e incidono le lastre con lo stesso angolo. Allora, come fa il singolo fotone a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;decidere &lt;/span&gt;se essere riflesso o attraversare la lastra?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco una buona domanda (di quelle che sono non domande e proprio per questo possono essere chiamate domande). Nessun fisico ha mai trovato una risposta (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che faccia avevate prima che i vostri genitori nascessero?). &lt;/span&gt;Il mistero sta nelle equazioni di Schrodinger e nella regola del modulo quadrato. Quel fotone attraversa le lastre E è riflesso allo stesso tempo, di più, sta percorrendo tutte le traiettorie possibili dal punto di emissione fino al punto di arrivo, che sia esso oltre la lastra o meno, è in tutti i luoghi e in tutti i tempi. Sapete cosa determina l'evento?&lt;br /&gt;Io. Il sè. Osservo il fotone e bam! Lui ha deciso quale traiettoria percorrere e se attraversare o meno le lastre. Ogni evento che accade nell'universo (tranne la gravitazione e la radioattività, vai a capire perchè) si può determinare attraverso la combinazione di eventi elementari come la traiettoria del nostro fotone, con la regola del modulo quadrato. Ogni singola cosa che accade è determinata dal sè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi avevo avvertito che non ci avreste capito niente. Ma abbiate almeno fede. Inserite un cd nel vostro lettore, sentite la musica? Potete sentirla perchè le cose stanno come ho provato a spiegarvi. Perchè il sè crea l'universo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi ricordate di Thich Nhat Hanh? E' un monaco vietnamita candidato da Martin Luther King al premio nobel per la pace nel 1967. Quell'anno il premio nobel per la pace non fu assegnato.&lt;br /&gt;Per darvi un'idea di che persona sia, mentre durante la guerra in Vietnam i suoi seguaci venivano massacrati dagli americani perchè comunisti e fucilati dai vietcong perchè considerati anticomunisti, ha scritto questa poesia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Promettimi, promettimi oggi, promettimi ora&lt;br /&gt;mentre il sole splende là in alto&lt;br /&gt;esattamente allo zenit, promettimi&lt;br /&gt;se anche ti annienteranno&lt;br /&gt;con una montagna di odio e violenza,&lt;br /&gt;se anche calpesteranno la tua vita&lt;br /&gt;e ti schiacceranno come un bruco,&lt;br /&gt;se anche ti faranno a pezzi&lt;br /&gt;e ti sventreranno,&lt;br /&gt;tu ricorderai, fratello&lt;br /&gt;che nessun uomo è nostro nemico.&lt;br /&gt;Solo la tua compassione&lt;br /&gt;e la gentilezza amorevole sono invincibili,&lt;br /&gt;e senza limiti.&lt;br /&gt;L'odio non potrà mai tenere a freno&lt;br /&gt;la bestia che è nell'umanità.&lt;br /&gt;Un giorno dovrai tu stesso&lt;br /&gt;affrontare la crudeltà,&lt;br /&gt;il tuo coraggio intatto,&lt;br /&gt;i tuoi occhi pieni d'amore,&lt;br /&gt;anche se nessuno saprà del tuo sorriso,&lt;br /&gt;che sboccia come un fiore nella solitudine e nel dolore più grande,&lt;br /&gt;chi ti ama ti vedrà ancora&lt;br /&gt;viaggiare attraverso migliaia di mondi&lt;br /&gt;nella nascita e nella morte.&lt;br /&gt;Nuovamente solo, me ne andrò&lt;br /&gt;a testa china,&lt;br /&gt;sapendo che l'amore è diventato eterno.&lt;br /&gt;E sulla strada lunga e difficile,&lt;br /&gt;ci sarà ancora&lt;br /&gt;la luce del sole e della luna&lt;br /&gt;per guidare i miei passi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;L'ho "incontrato" per la prima volta poche settimane fa, passeggiando nei giardini pubblici della mia città. E' da allora che ho trovato la risposta alla nostra domanda (che è una non risposta e proprio per questo posso chiamarla risposta).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cos'è questo sè?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora immagino che vi aspettiate, come premio, dopo questa lunga lettura, che vi dia questa risposta (c&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/cop/d/diamante-recide-illusione.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 126px; height: 176px;" src="http://www.ilgiardinodeilibri.it/cop/d/diamante-recide-illusione.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;he è una non risposta e proprio per questo potete chiamarla risposta). Mi piacerebbe.&lt;br /&gt;Purtroppo non posso. Non posso scrivere di quello che sta dietro al velo, dovrete, per forza di cosa darci un'occhiata da soli. Non basterebbero le parole (che sono non parole e proprio per questo posso chiamarle parole). Nè baserebbero i vostri sensi (che sono non sensi e proprio per questo posso chiamali sensi) e il vostro intelletto a capirlo. Ma sono sicuro che se siete arrivati a questo punto siete pronti per dare una sbirciata dietro al velo, vi serve solo la punta giusta per fare un taglio abbastanza grande da infilarci la testa. Buona fortuna di cuore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-6216405457118545560?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/6216405457118545560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/domande-e-risposte.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/6216405457118545560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/6216405457118545560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/domande-e-risposte.html' title='Domande e risposte...'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-309926205174919773</id><published>2009-09-06T01:41:00.002+02:00</published><updated>2010-03-21T22:49:41.199+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='potere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='devianza'/><title type='text'>On your knees. Worship me!</title><content type='html'>No, non sono impazzito. Non sono nemmeno in preda a manie di onnipotenza. Pensavo piuttosto ai luoghi comuni. Aristotele ha scritto che i luoghi comuni sono tali perchè veri. Di più, li considerava una delle migliori armi per persuadere, uno dei più efficaci artifici della retorica. Ammetto di non essere un gran fan di Aristotele, lì, imbronciato &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/e-questione-di-misura-di-pioggia-e.html"&gt;sugli spigoli di quel cubo.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il luogo comune in questione è "la cultura è elitaria". Con buona pace di Aristotele, nella maggiorparte delle volte in cui, nella mia vita, ho avuto a che fare con qualcuno che ne sapesse più di me su un argomento, quel qualcuno si è sempre dimostrato più che disponibile alla conversazione. Che fossero mail, chiacchierate, lettere o telefonate, chi conosce qualcosa è sempre più che propenso a diffonderla.&lt;br /&gt;Gli scienziati sono ben lieti di pubblicare gli esiti dei loro studi. I professori di insegnare. Gli scrittori e i filosofi di scrivere. Gli amici di condividere i loro pensieri.&lt;br /&gt;E' ironico notare invece come chi cerchi di mantenere un argomento dietro una coltre di fumo è, nella maggiorparte dei casi, ignorante in materia.&lt;br /&gt;Se ne potrebbe discutere a livello memetico, ma non è l'argomento che mi preme questa notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zakk Wilde è un chitarrista americano. E' il leader di una band southern rock-metal chiamata Black Label Society, nonchè il chitarrista co-writer di Ozzy Osbourne. E' da sempre una delle mie maggiori influenze musicali, non saprei contare quanti mi bassi abbia spezzato suonando i suoi riff. Purtroppo oltre ad essere un chitarrista di eccezionale talento è un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;redneck&lt;/span&gt;. E' quello che oltreoceano chiamano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"a rightwing conservative christian". &lt;/span&gt;A volte ascoltando i suoi pezzi mi viene la voglia di bruciare qualche negro in strada, vestito da fantasmino bianco. Fortunatamente non passano molti negri da queste parti, nell'entroterra marchigiano.&lt;br /&gt;Zakk ha scritto due pezzi (uno a quattro mani con Ozzy) intitolati Miracle Man e Counterfeit God, sul fenomeno dei telepredicatori. Per capirci, prendete Survivor di Chuck Palahniuk, servitelo caldo con riffettoni heavy metal in drop D e assoli pentatonici di semibiscrome et voilà, il pranzo è servito. La speranza dei disperati. Le promesse dei predicatori. Gli show grotteschi. Le false rivelazioni.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt; Il raggiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cultura non è elitaria. Il potere invece si.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'è modo migliore per non ottenere una risposta che fare una domanda a un politico. Di questi tempi sembra che domandare sia addirittura un reato, meritevole di querela.&lt;br /&gt;Spedite una mail per chiedere conto a un politico o a un amministratore e la vostra casella di posta rimarrà vuota.&lt;br /&gt;Mandategli una lettera e avrete sprecato un francobollo.&lt;br /&gt;Telefonategli e vi risponderà una segreteria telefonica o una segretaria, anche detta segreteria telefonica organica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo non voglio dire che chi amministra il potere non parli, semplicemente quello che dicono non ha alcun significato. Non si addentrano in nessuna questione. Parlano del niente col niente. Non vogliono un dibattito o una discussione e il modo migliore è non trattare alcun argomento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"We are never defeated until we give up on God" &lt;/span&gt;di Ronald Regan non significa assolutamente nulla.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Il nuovo miracolo italiano" &lt;/span&gt;di Berlusconi è niente.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Yes we can"? &lt;/span&gt;Vuoto pneumatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Yes we can" ha portato il primo afroamericano alla casa bianca. La sua riforma sanitaria probabilmente non passerà, nemmeno sull'onda emotiva della morte del suo vero ideatore, Ted Kennedy. Un conto è il vuoto, un altro sono gli argomenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo non si divide in chi sa e chi non sa. Tra chi ha cultura e chi no. Il mondo si divide tra chi comanda e chi no. I primi non hanno alcun interesse a diffondere qualcosa, a discutere, a confrontarsi su qualcosa di concreto. Hanno interesse a che le cose rimangano esattamente come sono ora. Certo, ci sarebbe un piccolo problema, quella cosa chiamata democrazia. Si, la peggior forma di governo possibile una volta scartate tutte le altre.&lt;br /&gt;Per far si che le cose rimangano come sono, i nostri politici, i nostri preti, i nostri televenditori hanno bisogno di rappresentarci. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Yes, we can&lt;/span&gt;. Hanno bisogno della nostra approvazione, del nostro voto, del nostro appartenere a una confessione religiosa. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ecco il miracolo! Italiano o meno che sia. &lt;/span&gt;Hanno bisogno delle nostre aspettative e delle nostre paure, hanno bisogno della nostra fede. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;We are never defeated until we give up on god! (I'm your god!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;L'ironia dei pezzi di Zakk va oltre le sue intenzioni. Su quegli schermi non passano solo i suoi telepredicatori di vangeli catodici. Passano i nostri politici. Passano i suoi politici. Passano i nostri preti, i mullah, gli impiegati degli uffici tecnici, le giunte regionali. Passa il prete che ci confessa. Passa il vescovo che ci cresima. A loro va la nostra fiducia. A noi torna il vuoto fatto slogan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ginocchio! Fatevi rappresentare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/SEvasv5KMko&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/SEvasv5KMko&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-309926205174919773?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/309926205174919773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/on-your-kneesworship-me.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/309926205174919773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/309926205174919773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/on-your-kneesworship-me.html' title='On your knees. Worship me!'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-5495284257165440900</id><published>2009-09-03T00:51:00.001+02:00</published><updated>2010-01-31T20:37:33.137+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconto'/><title type='text'>La genesi.</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal  {mso-style-parent:"";  margin:0cm;  margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:12.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1  {size:595.3pt 841.9pt;  margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;  mso-header-margin:35.4pt;  mso-footer-margin:35.4pt;  mso-paper-source:0;} div.Section1  {page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-ansi-language:#0400;  mso-fareast-language:#0400;  mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Eugenio C. aveva sempre portato i capelli corti. Gli bastava farsi la barba ogni tre giorni, la considerava una fortuna. Ogni tanto compativa quei poveretti costretti a radersi tutte le mattine per mantenere un aspetto civile. Si divertiva a pensare alle loro schiene coperte di peli ispidi, sudati, d’estate. La camicia dentro i pantaloni scuri, taglio classico, stile Ralph Lauren ma prodotti in Cina. All’alba dei vent’anni aveva già una certa pancia da appoggiare a quella camicia. Con un diploma da ragioniere in tasca. Cinquantaquattro non era malaccio, allora non si poteva ancora arrivare a cento, la razza non si era ancora evoluta. Parlava poco in classe, sorrideva quando serviva. Serio per il resto del tempo. Due ore di studio al pomeriggio, diceva lui, il resto del tempo lo passava non si sa come. Probabilmente ne deve aver parlato a qualcuno, ma al momento dubito che abbia qualche importanza.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;A quei tempi Eugenio C. aveva una fidanzata, la portava insieme ai capelli biondi corti, con un girello sulla nuca. Insieme ai pantaloni Made in China, a un paio di mocassini. Insieme agli occhiali da vista senza montatura che rimpicciolivano gli occhietti marroni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;I pantaloni non erano sempre stati lunghi, prima del diploma da ragioniere, prima della licenza media, erano stati anche corti. Eugenio C. aveva giocato a pallone, poco e male ad essere sinceri, si era sbucciato le ginocchia. Aveva riso, più di quanto non avrebbe fatto dopo la licenza media e il diploma da ragioniere. Aveva pianto, più di quanto…beh avete capito immagino.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Un diploma da ragioniere con cinquantaquattro non si butta, ma una laurea in economia e commercio è meglio. Una borsa di studio all’ersu, un collegio malandato in centro, trenta ore di lezione a settimana, due ore di studio al giorno. Magari qualcuna di più, come diceva lui.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E’ stato in quegli anni, in quel collegio malandato che Eugenio C. entrò nell’Organizzazione. Entrato, a dire il vero non è la parola giusta. Non c’è sempre una parola giusta per descrivere quello che è successo o deve succedere. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Marta entrò nella biblioteca di diritto privato verso le sei del pomeriggio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;- Ciao, scusa, mi servirebbe un favore - Sorrise.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;- Se posso - Disse Eugenio C. guardando il cielo grigio del novembre maceratese, stampato come un puzzle sulle finestrone quadrate della biblioteca.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;- Non ho fatto in tempo a&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;preparare la parte sui diritti soggettivi relativi, ho l’esame tra quarantacinque minuti. Stai studiando privato vero? – Sorrise.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;- Si…ma…ecco non ho fatto in tempo per lo scritto di oggi, provo il prossimo appello e quella parte non l’ho ancora fatta. Tranquilla comunque – sempre guardando il cielo, o al massimo la metà della faccia di Marta - Parisi non chiede mai i soggettivi relativi e allo scritto ci sono solo 3 domande.-&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;- Si ok, grazie ugualmente - Disse Marta smettendo di sorridere, mentre andava verso una ragazza seduta a due banchi di distanza.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-5495284257165440900?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/5495284257165440900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/la-genesi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5495284257165440900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5495284257165440900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/09/la-genesi.html' title='La genesi.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-3590974584094152374</id><published>2009-08-29T14:00:00.002+02:00</published><updated>2010-01-31T20:37:08.915+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='consapevolezza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='morale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cristianesino'/><title type='text'>I buoni arrivano primi.</title><content type='html'>Il "Dilemma del prigioniero" è un gioco molto semplice, alla base della teoria dei giochi. Probabilmente ne avete sentito parlare, sicuramente avete avuto a che fare con decisioni che rientrano nella sua casistica.&lt;br /&gt;I due giocatori possono scegliere tra due strategie: "Collaborazione" o "Tradimento". Le loro scelte si possono inserire in una bimatrice e per ogni strategia si ha un risultato di "livello di soddisfazione". In questo gioco la strategia ottimale è il "Tradimento". Giocando il comportamento "Tradimento", si massimizza il proprio "livello di soddisfazione" a prescindere dalla scelta dell'altro giocatore. Purtroppo il "livello di soddisfazione" più elevato corrisponde al caso in cui entrambi i giocatori scelgono "Collaborazione". Capirete che il gioco in se preclude l'attuazione di tale strategia a ogni giocatore razionale, impedendo così l'ottimizzazione del "livello di soddisfazione".&lt;br /&gt;Lo avrete visto nei film polizieschi dove i due complici vengono interrogati in due stanze differenti per farli confessare. Uno dei miei amici è stato costretto a firmare la lettera di dimissioni usando questo sistema. E' stato studiato in lungo e in largo da sociologi, politici, antropologi e quant'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi pomeriggio un mio amico battezzerà la figlia con rito cattolico. La domanda sorge spontanea: lei sarà felice?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Iniziamo a togliere l'inutile e il superfluo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M'ama. Io sono il signore dio tuo. Non Avrai altro dio all'infuori di me. Via!&lt;br /&gt;Non m'ama. Non nominare il nome di dio in vano. Via!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Richard Dawkins, tre anni fa, ha pubblicato un libro intitolato "L'illusione di Dio" (The god delusion"). E' ateo. E' uno dei più acerrimi oppositori del cattolicesimo. Il suo odio è perfettamente ricambiato da Santa Romana che gli ha combinato una solenne scomunica. The god delusion non è un gran libro, è solo uno degli innumerevoli tentativi di dimostrare scientificamente l'impossibilità di un dio trascendente. I due capolavori di Dawkins sono invece "Il gene egoista" (The selfish gene) e "Il fenotipo esteso" (The extended phenotype).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ricordati di santificare le feste.&lt;br /&gt;Onora il padre e la madre.&lt;br /&gt;Non uccidere.&lt;br /&gt;Non commettere atti impuri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;I buoni arrivano primi non è solo il titolo di questo articolo, nel 1976 è stato anche il titolo del dodicesimo capitolo de "Il gene egoista". In quel capitolo Dawkins racconta di come un suo collega, Robert Axelrod abbia organizzato una sorta di torneo al gioco del prigioniero. I concorrenti avrebbero dovuto elaborare una "strategia" da giocare secondo le regole del gioco del prigioniero durante un numero &lt;span style="font-style: italic;"&gt;n &lt;/span&gt;di mani, con n sconosciuto ai partecipanti (per simulare un numero potenzialmente infinito di reiterazioni del gioco). Avrebbe vinto la strategia che alla fine dei round avesse accumulato il "livello di soddisfazione" totale più alto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non rubare.&lt;br /&gt;Non dire falsa testimonianza.&lt;br /&gt;Non desiderare la donna d'altri.&lt;br /&gt;Non desiderare la roba d'altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Parteciparono in molti a quel torneo, con strategie dai nomi fantasiosi. Naive Prober. Remorseful Prober. Better. Il vincitore fu Anatol Rapoport con la sua strategia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tit for Tat.&lt;/span&gt; Ora vi starete chiedendo quale matematica superiore abbia utilizzato Rapoport per creare la strategia di comportamento migliore tra tutte quelle possibili non è vero? Semplice, nessuna. Tit for tat gioca Collaborazione dopo ogni Collaborazione giocata dall'avversario e Tradimento dopo ogni Tradimento giocato dall'avversario. Non c'era stata nessuna strategia per quanto elaborata che avesse raggiunto un livello di utilità (felicità?) maggiore di Tit for Tat.&lt;br /&gt;Mi apri la porta? Io ringrazio.&lt;br /&gt;Tu sorridi? Io sorrido.&lt;br /&gt;Tu mi tratti male? Io mi arrabbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno degli aspetti più significativi di Tit for Tat, è il fatto che più strategie Tit for Tat ci sono in gioco nel torneo e più ognuna di esse performa bene, più il livello di felicità aumenta per tutti.&lt;br /&gt;E' incredibile come la miglior prova dell'utilità del cattolicesimo che io abbia mai sentito venga da uno dei suoi più aspri nemici. Non credo che i cattolici se ne siano mai resi conto, erano probabilmente troppo impegnati a guardare quei petali inutili che gli sbarrano la vista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ama il prossimo tuo come te stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Dedicato, in libertà, a Fabio e sua figlia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-3590974584094152374?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/3590974584094152374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/i-buoni-arrivano-primi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3590974584094152374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/3590974584094152374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/i-buoni-arrivano-primi.html' title='I buoni arrivano primi.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-224208364007518555</id><published>2009-08-27T01:24:00.001+02:00</published><updated>2010-01-31T20:36:28.250+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='coscienza condivisa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la rete'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='memetica'/><title type='text'>Amnesie.</title><content type='html'>Vi sono mancato?&lt;br /&gt;Un si sarebbe davvero lusinghiero. Potrei comunque continuare a vivere anche dopo un no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo vi avevo dimenticati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cercando su google &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Amnesia", &lt;/span&gt;troverete al primo posto un club di Milano. Al secondo c'è la voce di Wikipedia. Disturbo della memoria a lungo termine episodica. Link. Impossibilità a ricordare episodi della vita recente. Link. O nei casi più gravi anche remoti. Bla, bla, bla. Encefalo. Link. Amigdala. Link. Ipotalamo. Link. Bla, bla... sopraggiungere in seguito ad un trauma celebrale. Link.&lt;br /&gt;Bla. Bla. Bla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passando sotto casa mia, se vi capitasse di alzare lo sguardo, notereste una vecchietta seduta in terrazzo, mentre legge un settimanale di cronaca locale godendosi il sole tardo pomeridiano. Tutto ciò in caso passaste nel tardo pomeriggio. Se lo faceste a notte fonda vedreste me, mentre misuro i tre passi del terrazzo con un libro in mano o mentre siedo al posto della vecchietta. Al posto del settimanale locale ci sarebbe la mia SG, costruita nel '78, ma questa è un'altra storia. La vecchietta è mia nonna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mia nonna legge sempre. Sempre lo stesso giornale. Sempre lo stesso articolo. Probabilmente sempre la stessa parola. Sia chiaro, ogni volta che esce il nuovo numero del settimanale locale la figlia le prende il vecchio e lo sostituisce col nuovo. Per mia nonna non fa differenza. Per la figlia si. Io mi limito a sorridere quando cambia il giornale. Mia nonna sorride. La figlia no, ogni volta intristisce un po' di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Google e Wikipedia sono la più grande memoria condivisa della storia dell'uomo. Accessibile a tutti, decisamente più lenta delle nostre connessioni neurali ma infinitamente più vasta del nostro encefalo. Link. Volendo si può ricordare ogni cosa passando di lì, anche quello che hanno ricordato gli altri al posto nostro. Si può trovare una descrizione di ogni cosa su Wikipedia. Morbo di Alzheimer. Link. Arteriosclerosi. Link.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono chiesto molte volte cosa si prova a  stare sul mio terrazzo, tenendo in mano il settimanale locale al posto di una SG del '78. Qualche giorno fa ne ho avuto un assaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I miei contatti mail erano spariti dalla mia memoria. Un numero enorme di brani musicali li avevano seguiti. Un sacco di amici avevano fatto la stessa fine dell'articolo sulla discarica cittadina che stava leggendo di nuovo mia nonna. Avevo dimenticato voi. I pezzi scritti sul mio terrazzo con la mia SG erano finiti dove nessuno li avrebbe più ascoltati. Google e Wikipedia? Andate.&lt;br /&gt;Non è una bella sensazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi ho riavuto un hard disk nuovo. Sostituito in garanzia. Quando ho acceso il pc non era il mio pc. Non avevo dimenticato tutto, ad esempio è bastato inserire il disco di backup della mia personale tela di Penelope (ma questa è un'altra storia) per ricordarla, ma il grosso era sparito. Non è una bella sensazione. Mentre cercavo i driver per far funzionare il mio modem, ho ritrovato un disco dove avevo inciso tre pezzi di chitarra acustica e flauto traverso cinque anni fa. Avevo dimenticato di averli incisi. Oltre a quei tre pezzi nel disco c'è una quarta traccia, una demo incisa per il dvd dimostrativo della scuola di musica dove ho imparato a suonare la chitarra. Il pezzo era Nadia di Jeff Beck. Ho preso la mia SG ma non ricordavo quel brano, giusto il riff, ammesso che si possa parlare di riff in un pezzo di Jeff Beck. Non è una bella sensazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra qualche giorno uscirà il nuovo numero di quel settimanale locale. Non so se riuscirò a sorridere. Di certo mia nonna sorriderà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bYqN-3JEe1Y&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/bYqN-3JEe1Y&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-224208364007518555?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/224208364007518555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/amnesie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/224208364007518555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/224208364007518555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/amnesie.html' title='Amnesie.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-4881525337718531696</id><published>2009-08-17T20:57:00.001+02:00</published><updated>2010-01-31T20:35:25.495+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicoattivi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia orientale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Hakuin'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Veleno per il cuore'/><title type='text'>Il Sutra del Cuore. Ora che ho perso la vista, ci vedo di più.</title><content type='html'>Siete ciechi?&lt;br /&gt;No.&lt;br /&gt;Ovvio che no, altrimenti non stareste leggendo questo articolo. Però magari vi manca qualche altro senso. Mio padre ad esempio perse l'uso dell'olfatto, in laboratorio, mentre studiava chimica negli anni sessanta. Non è mai entrato nell'argomento "esattamente come". Per evitare l'imbarazzo non ho mai chiesto. Magari esiste una qualche malattia che priva del gusto, di certo si può perdere l'udito. Per il tatto è più difficile, visto che gran parte della nostra pelle è sensibile, in maniera differente passando da zona a zona, ma tant'è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;K-hole è il termine con cui i giovinastri chiamano lo stato derivante dall'assunzione della  ketamina in dosi sub anestetiche.&lt;br /&gt;Se avete avuto una esperienza di K-hole, avrete una vaga idea di cosa vuol dire essere coscienti senza ricevere alcuno stimolo sensoriale. Il mondo come noi lo percepiamo scompare lentamente, fino ad estinguersi nel punto della nostra coscienza. Finchè non c'è più nessuna distanza, nessuna barriera tra noi e il mondo.&lt;br /&gt;Noi siamo il mondo. Il mondo è noi.&lt;br /&gt;I meditatori possono raggiungere uno stato simile con varie tecniche meditative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Disclaimer: se vi passa per la testa di fare uso di ketamina dopo aver letto il mio blog, non fatelo. Se lo farete, declino ogni responsabilità per eventuali individui che crederanno di poter parlare con gli alieni creatori del mondo. Per quelli che si faranno investire attraversando l'autostrada dopo essersi urinati addosso. Per quelli che finiranno in coma. Per quelli che inizieranno a predicare come monaci "la nuova verità".)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho chiuso &lt;a href="http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/abbott-di-quanta-fede-avremo-bisogno.html"&gt;uno dei miei ultimi articoli&lt;/a&gt; con questa frase: "Senza sensi, di quanta fede avremo bisogno per compiere il prossimo passo?". Volevo mostrare quanto i nostri sensi fossero limitati, nel nostro continuo vagare alla ricerca di risposte. Non avevo ancora ben capito che non sono troppo limitati...forse lo sono troppo poco. Forse sono dannosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hakuin, un monaco zen del diciottesimo secolo, descrive così il bodhisattva Kanjizai, autore del Sutra del Cuore:  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Vecchio lurido cieco in una grotta buia". &lt;/span&gt;La sua condizione ci sembrerebbe disperata. Chi vorrebbe essere al suo posto, leggendo quello che di lui scrive Hakuin?&lt;br /&gt;Hakuin dal canto suo voleva enfatizzare invece la santità del bodhisattva, considerato una delle guide più autorevoli della storia del buddismo. Un uomo illuminato, che ha già raggiunto la pienezza del Nirvana eppure decide di ritornare sulla terra, mosso da infinita compassione, per aiutare tutti coloro che intendono seguire il cammino dell'illuminazione. A Kanjizai non sarebbe mai più servita la vista, gli sarebbe stata piuttosto di intralcio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sutra del Cuore è un testo di una poesia e di una intensità quasi irreale. Quando Hakuin Ekaku lo distrugge con il suo commentario &lt;span style="font-style: italic;"&gt;avvelenato&lt;/span&gt;, lo fa soltanto mosso dalla pietà. Per distruggere anche lo strumento dell'illuminazione. Perchè i nostri occhi non possano più vedere.  Perchè i nostri sensi ci abbandonino per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;-La tartaruga sacra cancella con la coda le sue impronte.&lt;br /&gt;Ma come può la coda stessa evitare di lasciare tracce?-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DMEkEeEdQQY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/DMEkEeEdQQY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-4881525337718531696?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/4881525337718531696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/il-sutra-del-cuore-ora-che-ho-perso-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/4881525337718531696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/4881525337718531696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/il-sutra-del-cuore-ora-che-ho-perso-la.html' title='Il Sutra del Cuore. Ora che ho perso la vista, ci vedo di più.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-8107934183511510506</id><published>2009-08-14T02:14:00.001+02:00</published><updated>2009-08-14T11:11:59.469+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='social network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='facebook'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la rete'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internet'/><title type='text'>La rete.</title><content type='html'>A stento, mentre navigo su youporn, sopporto che il sito mi consigli a quale orifizio per soffocotti potrei dare i miei venti euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fuck naughty hornies &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;near you.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;-Flappergirl Falconara marittima.-&lt;br /&gt;-NorthernKytty Civitanova Marche.-&lt;br /&gt;-Sexigirl 13972 Piediripa.-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' come un estraneo che apre la porta di un bagno pubblico mentre ti stai masturbando su un giornale pornografico. Anzi è peggio.&lt;br /&gt;E' come un estraneo che apre la porta di un bagno pubblico mentre ti stai masturbando e, anzichè richiuderla mostrando quel doveroso imbarazzo che si addice alla situazione, tira fuori a sua volta un giornale porno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Hei, hai mai provato con Le Ore Mese?&lt;br /&gt;Non sai che cosa ti perdi.&lt;br /&gt;Te ne faccio vedere una pagina, lo puoi trovare nell'edicola giusto dietro casa tua in via "TalDeiTali".-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, si può provare una sensazione di disagio ben peggiore tra le maglie della rete, che voi lo crediate o no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Youporn è un sito tremendamente stupido, questo mi fa sembrare almeno un po' intelligente, mi da una parvenza di controllo. Almeno a casa mia. Almeno di fronte al mio pc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui da per scontato che se stai guardando del porno sia eccitato o te lo stia smanettando.&lt;br /&gt;Lui da per scontato che tu voglia fare sesso.&lt;br /&gt;Lui da per scontato che tu voglia fare sesso con una prostituta.&lt;br /&gt;Lui &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vede &lt;/span&gt;da dove arrivano i dati che invii alla rete.&lt;br /&gt;Lui ti mette in contatto con le prostitute più vicine alla zona del tuo ip che hanno pagato per il servizio di pubblicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho mai comprato niente tramite un banner su internet, nemmeno il sesso.&lt;br /&gt;Lui ha fallito.&lt;br /&gt;Non sapeva nemmeno cosa stessi facendo su quelle pagine, non aveva idea di cosa avessi in mente, non conosce niente di me, l'idiota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri mi è venuta voglia di visitare una pagina di Facebook, leggendo un forum, mentre perdevo tempo nel primo pomeriggio. Ho scoperto con un certo fastidio che per visualizzare le pagine di facebook bisogna essere iscritti. Non guardatemi come un alieno, semplicemente non ho mai ritenuto che le foto della mia scampagnata di ieri, quella storia con la tipa del piano di sopra, il nome del mio gatto, il fatto che oggi mi sia bagnato tornando da lavoro fossero cose tanto interessanti da spingere qualcuno a soffermarsi per conoscerle.&lt;br /&gt;Bene.&lt;br /&gt;Registro una mail senza inserire nessun dato corretto presso un dominio pubblico e inizio a creare il mio profilo di facebook.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nome: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;due consonanti a caso, pigiate a caso sulla tastiera.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Cognome: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;due consonanti a caso, pigiate a caso sulla tastiera.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;E-Mail: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;quella appena creata.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Password: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;facebook.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;I am: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;male.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Birthday: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;data casuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;....caricamento....&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Questi sono i tuoi amici (o qualcosa del genere) recita la scritta in alto sulla pagina. Seguono le foto con i link ai profili di tutti i miei amici. O meglio, non c'erano tutti i miei amici o conoscenti, ma tutti quelli che il sito mi suggeriva erano miei amici e conoscenti. Su quella pagina ho imparato il cognome di gente che frequento. Non erano tutti del mio paese, come le prositute di youporn. C'erano compagni del liceo che avevo totalmente dimenticato. C'erano studenti con cui avevo condiviso la casa durante gli anni di università. Ho dovuto rassegnarmi al fatto che Facebook mi conoscesse e conoscesse i miei conoscenti meglio di me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ecco un lampo...il bastardo...l'idiota...chi diamine sarebbe quella ragazza con quella ridicola parrucca rossa? Pensava veramente di fregarmi? Quella lì non la conoscevo. Fanculo facebook e riecco il mio controllo. Almeno in casa mia. Almeno di fronte al mio pc.&lt;br /&gt;Era la ex di un mio amico, ci avevo parlato un sacco di volte, anche poche settimane prima. Non conoscevo il suo cognome. Non sapevo avesse una parrucca rosso fuoco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho mai terminato la registrazione su facebook. Mi sono ripromesso di non aprire mai più, per nessun motivo, quel sito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/I7x_y-uIcBs&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/I7x_y-uIcBs&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-8107934183511510506?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/8107934183511510506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/la-rete_13.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8107934183511510506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/8107934183511510506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/la-rete_13.html' title='La rete.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-7386310449125148278</id><published>2009-08-10T01:39:00.000+02:00</published><updated>2009-08-10T15:08:17.734+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='abbott'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='relatività'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fisica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='superstringhe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fede'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='flatlandia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='einstein'/><title type='text'>Abbott. Di quanta fede avremo bisogno?</title><content type='html'>Ho appena letto Flatlandia. Sono ancora emozioniato da questa squisita favola di cento pagine. Non basterebbero i volumi di un'enciclopedia per sviluppare a fondo tutti i temi toccati in questo libriccino adorabile. A un primo livello potrebbe essere una favoletta deliziosa su di un mondo fantastico. Scendendo poco a poco scopriremmo una critica acre e acuta della società del diciannovesimo secolo, di quella contemporanea e (probabilmente) di quelle future, un trattato di sociologia, un saggio di psicologia e molto altro ancora. Non posso che consigliare a tutti la lettura di questa piccola meraviglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In breve la favoletta ci racconta le peripezie di un quadrato che vive in un mondo a due dimensioni. Ogni cosa o essere è una figura geometrica e tutto appare alla vista come una linea. Un giorno, questo povero e limitato essere, incontra una sfera tridimensionale che lo conduce nel suo mondo fantastico di tre dimensioni per poi riportarlo a casa. Al ritorno nel suo mondo il poveretto prova a convincere i suoi simili geometrici dell'esistenza dell'altra dimensione che ha visitato. E' per ovvie ragioni incapace di fornire qualsiasi prova sulla sua esistenza, nè di fornire una spiegazione comprensibile per quella stranezza inaccettabile. Non può che chiedere di accettare la sua storia per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fede. &lt;/span&gt;Nessuno gli crede. Nessuno riesce a capire la verità nascosta nel suo racconto. Viene imprigionato per il resto dei suoi giorni in una prigione geometrica e trattato alla stregua di un pazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel rileggere il mio riassuntino provo un grande imbarazzo per essere uno scrittore così mediocre. Quello che ho scritto non rende nemmeno l'idea della bellezza della storia di Abbott. Mi scuserete per questo, spero che ne trarrete spunto per leggere il racconto originale.&lt;br /&gt;Abbott oltre ad essere uno scrittore molto migliore di me è stato anche un profeta. Flatlandia è una delle più mirabili profezie in cui io sia incappato. Nel 1882, quando è stata pubblicata, l'ipercubo che avrebbe intersecato il nostro mondo a tre dimensioni, per mostrarcene uno nuovo, aveva appena tre anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se un viaggiatore proveniente da un altro mondo mi chiedesse "Quanta fede c'è nel vostro mondo?" io non esiterei a rispondere "Una quantità spropositata".&lt;br /&gt;2,14 miliardi di uomini credono che un uomo chiamato Gesù sia nato da una vergine, sia morto e risorto dopo tre giorni perchè era figlio di un dio trascendente di cui non si può avere prova.&lt;br /&gt;Più di quattro miliardi e mezzo di uomini credono che dopo la morte ci sia un altro mondo. Nessuno è mai tornato a confermare questa teoria. Non ci sono prove che possano anche solo lontanamente avvalorare una tesi del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Albert Einstein era ebreo. Aveva fede in dio. Arrivò a confutare alcuni dei risultati delle sue stesse ricerche pur di non rinunciare alla sua fede in dio ("Dio non gioca a dadi con l'universo"). Quei risultati furono confermati come corretti da altri fisici negli anni successivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Einstein iniziò a lavorare sulla teoria della relatività generale non vi era alcuna prova ad avvalorare le sue tesi. Come il povero quadrato flatlandese non poteva misurare il volume nel suo strampalato mondo a due dimensioni. Quello stesso quadrato non avrebbe mai creduto all'esistenza di un mondo a tre dimensioni, sarebbe stato più propenso ad uccidere che ad accettare quella verità che a noi sembra ovvia. Solo dopo aver &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sperimentato &lt;/span&gt;la terza dimensione accettò l'innegabile verità dei fatti.&lt;br /&gt;Einstein non aveva nessun viaggiatore di un altro mondo disposto a regalargli l'esperienza di una nuova dimensione. Lui continuò a lavorare alla sua teoria semplicemente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;credendola &lt;/span&gt;vera, finchè pubblicò nel 1915 la teoria della relatività generale come oggi la conosciamo.&lt;br /&gt;La prima prova empirica indipendente arrivò nel 1919 ad opera di Arthur Eddington, nel corso di un'eclissi. A proposito di quella notte Einstein disse:&lt;span style="font-style: italic;"&gt; "Max Planck&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; non capiva nulla di fisica perché durante l'eclissi del 1919, è rimasto in piedi tutta la notte per vedere se fosse stata confermata la curvatura della luce dovuta al campo gravitazionale. Se avesse capito davvero la teoria avrebbe fatto come me e sarebbe andato a letto."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;A quell'ipercubo ebreo non servirono i sensi. Bastò la fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se siete in un qualunque bar e per sbaglio le parole "le" "tre" "dimensioni" escono in sequenza dalla bocca di qualcuno, probabilmente qualcun'altro, che altrettanto probabilmente non conosce la relatività generale, cercherà di fare il brillantone facendo una battuta sulla quarta dimensione. Ancora oggi, le teorie di Einstein non sono superate e rappresentano il passo "più lungo" che abbia mai fatto la fisica nella storia dell'umanità. Alcuni le conoscono. Di questi, la maggiorparte le accetta per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fede, &lt;/span&gt;fidandosi del parere di quei pochi che le hanno comprese davvero grazie ai sensi e alla ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quel 1919 è andata crescendo nella comunità scientifica una sorta di ossessione per una teoria capace di unificare la relatività generale e le teorie quantistiche. Io conosco solo la punta dell'iceberg di queste ricerche avveniristiche ma non di meno ho avuto occasione di farmi un'idea in proposito. Una delle più eleganti nuove teorie unificanti è conosciuta come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"teoria supersimmerica delle stringhe" &lt;/span&gt;o semplicemente teoria delle superstringhe. Cercare di spiegare in breve una cosa che non si è capita molto a fondo è un'opera ai limiti dell'impossibile (come capisco il povero quadrato al suo ritorno da flatlandia, almeno lui avrebbe continuato a portare nel cuore il suo viaggio, poteva contare sulla memoria dei sensi), ci proverò goffamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dare origine alla materia sarebbero delle microscopiche stringhe che vibrano in particolari &lt;span style="font-style: italic;"&gt;modi&lt;/span&gt;. Il tipo di vibrazione determina le caratteristiche della particella generata, la sua massa, il suo spin e la sua rotazione. La mia matematica pur essendo sufficiente per la relatività generale non è abbastanza buona per l'analisi del modello di Calabi-Yau, il modello a sei (ouch!) dimensioni su cui si basa la teoria delle stringhe. A voler essere precisi ci saebbero molte altre dimensioni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;arrotolate &lt;/span&gt;oltre a queste sei. A seconda delle diverse teorie potrebbero essere 10-12-16 o addirittura 26.&lt;br /&gt;Poveri noi, piccoli quadrati. Inutile ripetere che non abbiamo alcun senso atto a percepire queste dimensioni nè alcun mezzo per misurarle, rappresentarle o anche immaginarle. Penrose non esiterebbe a bollare queste teorie come "Teorie nuove dell'imperatore". Potremmo essere intrappolati in un mondo che non abbiamo la possibilità di capire. Le stesse stringhe sarebbero, secondo la teoria, non più grandi della misura di Planck (1,616x10&lt;sup&gt;-35&lt;/sup&gt; m). Prima di avere a disposizione uno strumento in grado di osservare qualcosa di così piccolo, i nipoti dei nostri nipoti saranno andati a finire in quel luogo che quattro miliardi e mezzo di uomini considerano un posto migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza sensi, di quanta fede avremo bisogno per compiere il prossimo passo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:125;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-7386310449125148278?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/7386310449125148278/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/abbott-di-quanta-fede-avremo-bisogno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/7386310449125148278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/7386310449125148278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/abbott-di-quanta-fede-avremo-bisogno.html' title='Abbott. Di quanta fede avremo bisogno?'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-2658655476809450606</id><published>2009-08-08T14:53:00.001+02:00</published><updated>2009-08-08T14:54:14.895+02:00</updated><title type='text'>You'll smile to me anyhow.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/Sn11aGQa6II/AAAAAAAAAAM/Wev30St6a9E/s1600-h/328753127_a6febdebf2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 214px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/Sn11aGQa6II/AAAAAAAAAAM/Wev30St6a9E/s320/328753127_a6febdebf2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5367575422112032898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-2658655476809450606?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/2658655476809450606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/youll-smile-to-me-anyhow.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/2658655476809450606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/2658655476809450606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/youll-smile-to-me-anyhow.html' title='You&apos;ll smile to me anyhow.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/Sn11aGQa6II/AAAAAAAAAAM/Wev30St6a9E/s72-c/328753127_a6febdebf2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-2565625837710592121</id><published>2009-08-06T12:31:00.001+02:00</published><updated>2010-01-31T20:33:57.788+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trading automatico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Banche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>La banca nuova dell'imperatore.</title><content type='html'>Ok lo ammetto, non è farina del mio sacco. Questo titolo me lo ha suggerito Roger Penrose, un grande matematico, uno scrittore mediocre...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;San Tommaso pensava che nelle cose vi fossero già impresse, per volere divino, le caratteristiche che le identificano, la loro forma, il loro colore, il loro scopo...&lt;br /&gt;Feynman mi ha insegnato che è l'osservatore a determinare l'esistenza stessa di un evento.&lt;br /&gt;Ho odiato San Tommaso e amato Feynman.&lt;br /&gt;In tempo di guerra però, ogni buco è trincea e così per oggi proverò a prendere per mano S.Tommaso, per una passeggiata, una pizza, magari alla fine una sveltina sul sedile posteriore dell'auto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete mai provato a mangiare con una forchetta? Immagino di si.&lt;br /&gt;Sapete perchè ci si riesce bene? Perchè la forchetta è stata &lt;span style="font-style: italic;"&gt;creata&lt;/span&gt; per mangiare. Se provaste a usare una forchetta per ripararvi dalla pioggia non otterreste mai dei buoni risultati. Mangiare con un ombrello poi...è proprio fuori discussione.&lt;br /&gt;Penserete che nessuno possa essere così stupido da ripararsi sotto una forchetta o mangiare con un ombrello. In realtà c'è un sacco di gente che ha agito in maniera più stupida. Le conseguenze non si sono limitate a un brutto raffreddore o a un pasto saltato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le vacche sono state&lt;span style="font-style: italic;"&gt; create &lt;/span&gt;per mangiare l'erba, hanno un apparato digerente poligastrico che riesce a utilizzare quasi completamente i foraggi, i microbi nei loro stomaci sono perfettamente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;creati &lt;/span&gt;per banchettare sull'erba. Un qualche genio, uno probabilmente abituato a ripararsi dalla pioggia sotto una forchetta, ha pensato, qualche anno fa, di nutrire le vacche utilizzando altre vacche al posto dell'erba. Le loro madri magari, o le loro sorelle, macellate, triturate e liofilizzate, servite nelle mangiatoia come Tito Andronico servì in pasto alla regina dei goti Tamora i di lei figli.&lt;br /&gt;Tamora impazzì e morì dopo essersi resa conto di aver divorato i suoi figli, allo stesso modo le vacche iniziarono a impazzire. La loro pazzia si diffuse tra di loro e infine contagiò anche gli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le banche sono state &lt;span style="font-style: italic;"&gt;create &lt;/span&gt;con lo scopo di prendere denaro in prestito da chi ne aveva troppo e non sapeva cosa farne  per prestarlo poi a chi non aveva denaro ma avrebbe saputo cosa farne. A qualcuno (spero non ad un allevatore di vacche) venne in mente di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;creare &lt;/span&gt;le banche di investimento. Le banche iniziarono a detenere enormi portafogli finanziari, a comprare titoli che poi rivendevano ai loro clienti, a vendere i crediti che vantavano nei confronti dei propri debitori ai debitori stessi, come vacche che mangiano vacche.&lt;br /&gt;I risultati di questa splendida idea non si limitarono a un raffreddore. Nemmeno a un pasto saltato.&lt;br /&gt;Quella che gli estranei al bar, gli amici, gli annunciatori televisivi, i giornalisti, gli opinionisti, chiamano CRISI è il risultato di quella splendida idea.&lt;br /&gt;Le banche impazzirono come le vacche. Le quattro più grandi banche statunitensi Lemhan Brothers, Marrill Lynch, Bearn Sterns e Goldman Sasch erano sull'orlo del fallimento. Tre di queste banche furono lasciate fallire o "salvate a ribasso". La quarta, la Goldman Sasch fu salvata con un enorme investimento pubblico del governo. Uno dei dirigenti della Goldman, Hank Paulson era allora ministro delle finanze del governo Bush.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad oggi la Goldman ha restituito quel prestito pubblico, è la banca più redditizia del mondo, ha conseguito un guadagno netto di 3,44 miliardi di dollari nel solo ultimo trimestre.&lt;br /&gt;Tutto questo "grazie" a una nuova straordinaria idea, il trading automatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Algorithmic trading lo chiamano gli analisti americani. In sostanza non sono più i manager a pianificare le strategie di investimento della Goldman ma un algoritmo e un computer capaci di effettuare centinaia di operazioni sulle piazze mondiali ogni secondo. Ognuna di queste operazioni frutta un minimo guadagno su una mole enorme di "conto capitale", sfruttando la maggiore reattività del processore rispetto agli investitori "tradizionali". Povero S.Tommaso, chissà come sarebbe triste di questi tempi. Non gli rimarrebbe che voltare la testa intorno, sperando di trovare almeno un bambino che abbia il coraggio di gridare che quel cazzo di imperatore è nudo. Prima che sia troppo tardi, prima che impazzisca tutto di nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-2565625837710592121?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/2565625837710592121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/la-banca-nuova-dellimperatore.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/2565625837710592121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/2565625837710592121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/la-banca-nuova-dellimperatore.html' title='La banca nuova dell&apos;imperatore.'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-4918111078958648636</id><published>2009-08-06T03:16:00.001+02:00</published><updated>2010-01-31T20:33:09.828+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconto'/><title type='text'>Specchi</title><content type='html'>Il fumo nella metropolitana quasi mi soffoca. A stento riesco a stare ancora in piedi, più per l’inerzia di quei corpi accalcati che mi opprimono lì sulla banchina che per la volontà delle mie gambe. Un pedone intrappolato su di una scacchiera, come un pedone potrei fare solo un passo, solo in avanti, tornare indietro ormai è fuori discussione. La sirena che annuncia il prossimo treno mi risveglia improvvisamente e per un attimo cerco di ricordare da quanto tempo è che non dormo davvero, sforzo inutile, non riesco a pensare a nient’altro che al fumo e a quei manifesti elettorali spiaccicati&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;di fronte ai miei occhi, sul muro, al di là delle rotaie. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Cinque anni fa quei manifesti non c’erano, un’ordinanza aveva voluto degli specchi su quel muro grigiastro della metropolitana, si pensava che fossero un deterrente per i suicidi, dopotutto chi avrebbe avuto il coraggio di uccidersi guardandosi in faccia, una boccata di fumo amaro arriva prepotente ai polmoni a quel pensiero, lo stomaco si torce.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il treno si ferma e senza volontà, meccanicamente, i pedoni neri avanzano verso i bianchi e viceversa, si specchiano gli uni negli altri senza neppure guardarsi in faccia, nessuno anche volendo li potrebbe distinguere. Un passo gli uni e un passo gli altri, in pochi istanti i neri sono bianchi e i bianchi sono neri. Penso che non è il mio passo, la folla dei pedoni quasi mi travolge, ma con una forza che non credevo di avere, respingo l’assalto e per un attimo è quasi come se il pensiero di poter compiere qualche altro movimento sulla scacchiera mi sfiorasse lusinghiero.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;E’ solo un sussulto, la scacchiera si riempie frettolosamente in attesa della prossima partita. Avrei dovuto aspettare il prossimo treno, quello delle sei e quarantatre. Istintivamente gli occhi si muovono e cercano di bucare la cortina di fumo per arrampicarsi in su fino all’orologio digitale fissato sul muro appena dietro la banchina, il vetro è rotto. Trentasette gradi spariscono dal display lasciandolo libero di accogliere il segnale orario, rimanendo inesorabilmente appiccicati al fumo e ai miei pensieri. Sei e trentotto, ho ancora un po’ di tempo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;-Ciao, di nuovo qui?-&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E’ bellissima, era bellissima, l’unica cosa a cui il fumo sembra non voler o non potersi attaccare, è così come la ricordavo in quell’ultima volta in cui ci eravamo lasciati cinque anni prima su questa stessa banchina, occhi neri e quella dolcezza che mi aveva innamorato e tormentato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;-Mi spiace davvero, non doveva andare in quel modo, non dovevi essere qui. &lt;br /&gt;Cos’hai? &lt;br /&gt;Non dici niente?-&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ti amo. Avrei voluto averle detto solo questo. Non era necessario che fosse stato cinque anni fa su una fumosa banchina della metro. Mi sarebbe stato sufficiente farlo in qualsiasi altro momento. Quando ci eravamo visti per la prima volta nel viale dietro la trattoria del quartiere vecchio o dopo il primo bacio o ancora ogni giorno in cui mi ero svegliato accanto a lei. Dio come vorrei poterlo dire ora.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La sirena annuncia il treno delle sei e quarantatre, i pedoni sono fermi in attesa di compiere il loro passo, ma il mio li anticipa deciso mentre mi rifletto un’ultima volta sugli specchi che non sono più lì.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Di nuovo insieme –Ti amo-.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-4918111078958648636?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/4918111078958648636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/specchi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/4918111078958648636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/4918111078958648636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/specchi.html' title='Specchi'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-5793283263026741030</id><published>2009-08-05T14:31:00.002+02:00</published><updated>2010-01-31T20:32:32.301+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia orientale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rue486'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aborto'/><title type='text'>E' questione di misura (...di pioggia e ombrelli)</title><content type='html'>Sono passati ormai una decina di anni, da quando incontrai Hao fuori dall'istituto di economia in via Crescimbeni. Quel giorno pioveva.&lt;br /&gt;Non era la prima volta che incontravo Hao o come lo chiamavano (e suppongo lo chiamino ancora) quasi tutti Mao Tze-Tung, anche se non era Mao Tze-Tung. L'avevo visto girovagare più di una volta per le strade del centro. Vendeva cani che si muovevano con la carica meccanica, braccialetti, accendini, altre cose. Quando pioveva Mao Tze-Tung vendeva ombrelli colorati. Semplicemente i cani sparivano e apparivano gli ombrelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da via Crescimbeni alla mia vecchia casa, che avevo preso in affitto al borgo, sono 15 minuti a piedi, sembrano pochi, non tanto pochi sotto la pioggia battente. Gli ombrelli colorati costavano cinque mila lire, poco più di un pacchetto di sigarette, dire di no mi sembrava stupido.&lt;br /&gt;Lo faccio avvicinare al portone dell'istituto di economia e finanza con un cenno della mano e per non sembrare banale...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Hei, ma perchè ogni volta che piove tu vendi ombrelli?&lt;br /&gt;Mi guarda senza nessuna particolare espressione, coperto da un ombrello giallo, al braccio penzola una scatola con altri ombrelli chiusi e infilati in preservativi colorati.&lt;br /&gt;-Perchè?&lt;br /&gt;-Non è perchè.&lt;br /&gt;-E' &lt;span style="font-style: italic;"&gt;insieme.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Prendo quello nero e gli allungo una carta da cinque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante quella passeggiata di quindici minuti e per parecchi anni non pensai più a quella frase.&lt;br /&gt;La prima volta che mi ritornarono alla mente quelle parole è stato quando, diversi anni dopo quel pomeriggio piovoso, Bart Kosko mi costrinse ad immaginare un cubo al centro del quale sedeva, nella piena posizione del loto, un Budda sorridente, mentre ad ogni spigolo c'era un Aristotele pensieroso.&lt;br /&gt;Avevo incontrato Hao molto tempo prima di capire che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il mondo era questione di misura, &lt;/span&gt;che la parte contiene l'intero, prima che il paradosso di Zenone si fosse sciolto come neve al sole. Il condizionatore che rinfresca la mia stanza in questo pomeriggio afoso funziona proprio grazie a Bart Kosko, funziona perchè &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il mondo è questione di misura&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Sono sicuro che Hao avesse tutto questo già chiaro di fronte al portone del dipartimento di economia, sotto la pioggia, coperto da un ombrello giallo. Non avrebbe saputo costruire il mio condizionatore, ma già sapeva perchè (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;insieme?) &lt;/span&gt;avrebbe funzionato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scorsa settimana in Italia è stata regolarizzata la prescrizione della pillola rue486.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il mondo è questione di misura, &lt;/span&gt;perchè mai non dovrebbe esserlo l'aborto?&lt;br /&gt;Riesco a immaginare come la penserebbe Kosko in proposito. Mi piacerebbe invece chiedere a Hao cosa ne pensa lui. Non lo farò, probabilmente non lo ritroverei per le vie del centro di Macerata anche cercandolo, è passato troppo tempo. Sarebbe comunque un gran bel modo per chiudere quel cerchio che ho iniziato a disegnare dieci anni fa, di fronte all'istituto di economia.&lt;br /&gt;Quel giorno pioveva e si sa...che piova e che la gente compri ombrelli sono due cose che amano accadere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;insieme.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-5793283263026741030?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/5793283263026741030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/e-questione-di-misura-di-pioggia-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5793283263026741030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/5793283263026741030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/e-questione-di-misura-di-pioggia-e.html' title='E&apos; questione di misura (...di pioggia e ombrelli)'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5302032625978595502.post-4281594549438834231</id><published>2009-08-05T02:46:00.001+02:00</published><updated>2010-01-31T03:54:13.329+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='benvenuti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='presentazione'/><title type='text'>Intervallo continuo</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;Ho sempre trovato inutili le presentazioni.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;A stento ricordo i nomi della gente che incontro. Se mi chiedessero di descrivere una sola faccia, tra quelle che ho incrociato nella metro di Parigi la scorsa settimana, non ci riuscirei.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:130%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;Sarebbe più facile provare a fissare l'esatta posizione di un punto lungo una retta, qualsiasi tipo di retta. A rimanerci addosso non sono le cose che tentiamo di ricordare, capita piuttosto l'opposto.&lt;/span&gt;  &lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dottoressa Susan Blackmore immagina i nostri ricordi, le nostre idee, i nostri racconti, come piccoli esseri viventi, come microbi o giù di lì. Questi strani esseri viventi da stasera hanno trovato un nuovo modo per riprodursi, non è come fare l'amore, almeno non è così che me li immagino mentre si moltiplicano. Li vedo ammassarsi come i punti sulla retta di prima, accalcati, senza abbastanza spazio per vivere eppure sempre più numerosi. Lo spazio sembrerebbe mancare... ma c'è. L'idea stessa dello spazio insufficiente è solo un altro punto, un'altra ameba o giù di lì, che si confonde con gli altri lungo la linea 2, tra Nation e Porte Dauphine.&lt;/span&gt;  &lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci saranno presentazioni questa notte. Soltanto un altro punto. A chi volete che possa nuocere, di spazio ce n'è tanto...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XNuaVBnla0k&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/XNuaVBnla0k&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5302032625978595502-4281594549438834231?l=qedspotlight.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qedspotlight.blogspot.com/feeds/4281594549438834231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/intervallo-continuo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/4281594549438834231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5302032625978595502/posts/default/4281594549438834231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qedspotlight.blogspot.com/2009/08/intervallo-continuo.html' title='Intervallo continuo'/><author><name>Q.E.D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03772176281728353588</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_2GiNZ91349w/S3HwFszlTrI/AAAAAAAAACo/F51Y8buZqxM/S220/avatar23650_11.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
